Soccer

è davvero un gioco… come dire… carino!


SVILUPPATORE: Intelligent System/Nintendo

ANNO: 1985

STORIA: Ho appena finito di recensire Probotector e devo dire di essere decisamente contento di averlo fatto e di averlo fatto nel modo in cui l’ho fatto… parlare un po di se stessi, metterci del proprio quando si fa la recensione di un gioco, significa mettere in gioco i propri sentimenti, le proprie passioni, ciò che di un gioco ti ha colpito da morire, ciò che ti rimane impresso nella mente quando tieni il Joypad nelle mani. E il mondo dei retrogames in fondo è tutto questo… è il far riemergere una parte di noi che magari si è nascosta da qualche parte, in attesa di poter parlare.
E’ il 1985, e la Nintendo ha appena lanciato una serie di videogiochi che hanno fatto scuola, non sempre meritevoli ma decisamente importanti. La serie di cui parliamo è la SPORT SERIES nata (in parte) grazie alla Intelligent System, software house che lavorò e lavora tutt’ora a stretto contatto con la Nintendo e sviluppatrice di moltissimi (e bellissimi titoli) fra cui Super MetroidMario Kart: Super CircuitPaper Mario e molti altri. Il titolo di lancio di questa famigerata Sport Series fu Golf, famosissimo sia per aver inaugurato, in un certo qual modo, i giochi sportivi sul NES, sia di aver restituito una delle prime immagini di Mario. Infatti, se andiamo a guardare la cover del gioco, ci rendiamo conto che il golfista che sta per eseguire il suo lancio è proprio lui, Mario, in maglietta rossa e i baffi neri che gli danno un’aria alquanto strana per il personaggio che è in realtà. Ci sarebbe anche da parlare del magnifico TENNIS (anche qui troviamo Mario in veste di Arbitro) ma oggi parliamo di un altro gioco pubblicato da Intelligent System ovvero SOCCER, gioco di cui Jacopo, e chiunque abbia giocato al NES almeno una volta nella vita, si ricorderà sicuramente.
Soccer è davvero un gioco… come dire… carino, si, CARINO! Credo che questo sia l’aggettivo più giusto per descriverlo… perché in fondo quando dico “Carino” intendo dire che è un gioco piacevole da giocare… ma che nasconde un lato, per così dire, povero…un po deboluccio.
Eh si perché Soccer è il classico gioco che non scordi più, con quella sua grafica colorata, i motivetti allegri e inimitabili (del maestro Koji Kondo), quell’aria da gioco innocente che l’ha sempre contraddistinto… ed è proprio per questa sua aria innocente e per la sua genuinità che è rimasto nel cuore di molti… ma è un gioco che, purtroppo e per ovvi motivi, non può essere ricordato come una delle migliori simulazioni sportive create nella storia… ma è un fardello, questo, che credo possa essere accettato perchè in fondo, Soccer, porta con se la freschezza e la sincerità della filosofia Nintendo… e questo vale tantissimo, per me.

MODALITA’ DI GIOCO: Parlare delle modalità di gioco di Soccer è davvero molto semplice. Si gioca fino a due giocatori, si sceglie una squadra a scelta fra Germania Ovest, Brasile, Spagna, Francia, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti (cosa ci facciano gli Stati Uniti in un gioco del genere, non l’ho mai capito), poi si sceglie la durata della partita fra 15, 30 e 45 minuti. Come cita testualmente Wikipedia: << il giocatore premendo il pulsante B può passare la palla mentre premendo il pulsante A può tirare nella porta avversaria >>. Il gioco è tutto qui… non c’è davvero nient’altro da dire e la cosa non è tanto strana… d’altronde stiamo parlando di uno dei primi giochi della Nintendo…e per di più di una “simulazione sportiva” e chi, come Jacopo o me, ha una passione sfegatata per questo genere di giochi sa che è passato tanto tempo prima di trovare un videogioco degno di essere definito “simulazione calcistica”. Un’altra cosa da annotare è una famosa stranezza ovvero che a differenza di tutti i giochi di calcio usciti dopo questo, Soccer è l’unico in cui il giocatore “impersona” una squadra composta da 6 calciatori (incluso il portiere) che giocano a calcio in un campo molto ma molto piccolo… tipico del calcio a 7 per intenderci, con porte altrettanto piccole. Questa è una cosa di cui non ho mai capito il senso ma che ha dato parecchia personalità all’intero gioco.

GRAFICA: Parlare di Grafica mi sembra davvero eccessivo se parliamo di Soccer. Durante i miei studi universitari, studiando percezione visiva, ho analizzato la struttura grafica di molti giochi di calcio concentrandomi sul modo di rappresentare, attraverso le immagini e la grafica ad 8 o più bit, gli elementi di gioco (come il campo, i personaggi, gli elementi secondari) in rapporto alle leggi della rappresentazione e della percezione. E devo dire che Soccer non eccelle sotto questo punto di vista. Molti anni prima della sua pubblicazione esistevano già simulazioni calcistiche (una fra tutti SOCCER FOOTBALL distribuito da MB per Vectrex) che avevano apportato davvero grandi novità sotto il punto di vista grafico, arricchendo l’esperienza di gioco con pochi e semplici elementi che la rendevano quasi “realistica”. In questo senso Soccer Football per Vectrex, con il suo campo in prospettiva e i suoi calciatori che rispettavano le leggi della stessa, era una bella innovazione… ma quella è tutta un’altra storia. Soccer per NES era semplice, d’impatto, volutamente grezzo ma al tempo stessi “simpatico” e colorato per restituire un’esperienza piacevole più che realistica.

GIOCABILITA’: Giocabilità… mmmh… anche qui, parlare di giocabilità è un duro compito. In Soccer si potevano fare veramente poche cose e il rapporto fra sforzo dell’utente nel giocare e risultato finale non è dei migliori. Sotto questo punto di vista il titolo offre una scarsa esperienza di gioco, con movimenti lenti e macchinosi dei giocatori, difficoltà nel costruire linearmente le azioni che ci portano al gol e pesantezza nel controllare i nostri personaggi. Un gioco faticoso ecco. ^_^

MUSICA E SUONI: Come detto nel paragrafo della storia, le musiche vengono composte per l’occasione dal maestro Koji Kondo, autore delle splendide colonne sonore di tutta la serie Super Mario Bros, Zelda, Pilotwings e Star Fox (mamma mia che capolavori). Anche qui, come nei giochi citati, le musiche e i motivetti hanno una loro personalità allegra, spiritosa e piacevolissima all’udito…musichette che non si dimenticano più…e il tutto è accompagnato da pochissimi ma piacevoli effetti sonori che sostanzialmente possiamo descrivere in: Fischio dell’arbitro invisibile, Cori e tifo dopo i gol, palla in volo e infine un curiosissimo effetto che tenta di emulare il suono del pallone che rimane attaccato ai piedi di un calciatore durante una corsa verso la porta… questo rumore è davvero caratteristico ma fondamentalmente è inesistente nella realtà… e questa cosa mi fa sorridere parecchio.

CONTROLLI: Intuitivi perché parliamo di Nintendo, estremamente semplici perchè possediamo solamente 2 tasti e tremendamente difficili da sopportare dopo 5 minuti di partita. Si hanno delle evidenti difficoltà ad interagire col proprio “calciatore virtuale” ed anche se la risposta alla pressione è rapida, il gesto effettuato è poco convincente e purtroppo questo compromette non poco l’esperienza di gioco rendendola molto stancante.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Un gioco da ricordare nel tempo, magnificamente pensato e ideato ma realizzato con un po di sufficienza, scarsamente arricchito di elementi che avrebbero potuto innalzarlo ad un livello superiore… non parliamo sicuramente di Konami Hyper Soccer ecco…

REPLAY VALUE: Tutt’oggi è uno dei giochi più ricordato nel tempo ma che per ovvi motivi non può ben piazzarsi, come già detto, in una ipotetica classifica dei migliori giochi di calcio creati nella storia dei videogames. Dal mio punto di vista è semplicemente un gioco da possedere nella collezione per ciò che è stato e per ciò che rievoca.

PAGELLA:

STORIA: 8

GIOCABILITA’: 6

GRAFICA: 7

MUSICA e SUONI: 10

CONTROLLI: 5

REPLAY VALUE: 8

TOT: 7,3

Screenshot di gioco e video:

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Spot Dead or Alive Dimensions per Europa (3DS)

Se devo essere sincero, recitano meglio loro che le attrici “professioniste” nel pietoso film di DOA … LOL 😀

Recensione Xenoblade chronichles: un’eccezione per una perla epocale

Ok è un blog sul retrogame ma penso che per questo titolo si possa fare un’eccezione: ho finito Xenoblade questo pomeriggio, ho fatto un save finale separato da quello in cui posso andare avanti con quest e tutto il resto, il cronometro segnava 108 ore e 40 minuti e il livello è l 83, che posso dire? mancano le parole dopo aver finito un titolo del genere,una perla generazionale, mio personale goty e gotg (si, game of the generation) ed un pezzo di storia, a cui sono onorato di aver messo mano nel periodo della sua uscita,per vivere questa emozione sulla pelle.

La mia personale avventura è iniziata il 29 di agosto ed onestamente durante il finale ho pianto, non per il finale stesso,emozionante,poetico e dolcissimo allo stesso tempo, ho pianto perchè già mi mancava quel mondo incantato, fatto di paesaggi mozzafiato ed immensi, mi mancavano le melodie che ormai ho impresse nella mente, mi mancheranno le sfide contro i mostri unici, l’odio provato per alcuni personaggi e le emozioni che provavano gli attori virtuali trasmesse per empatia,che una volta arrivato alla fine del gioco tu giocatore consideri degli amici inseparabili!

Soprattutto mi mancherà il poter VIVERE nelle colonie, sapere cosa ne pensa Doroty della sua collega, vedere come si evolve il rapporto tra l’oracolo di Frondopon e del suo aiutantepon,guardare un tramonto dal faro di etere nel mare di Eryth…mi mancherà tutto questo, parecchio anche! non vedo l’ora che venga domani per poter mettere mano alle quest secondarie! qui le recensioni non hanno alcun senso, qui si parla di pura immedesimazione,ne farò comunque una “brevissima”.

Grafica: è grandiosa! però per fare i bastian contrari cominciamo dai difetti: alcune ambientazioni come la foresta di makna sono afflitte da un pop up assurdo di mostri e vegetazione e la modellazione di alcuni personaggi non è un granchè, con animazioni precalcolate e pochi poligoni, anche se l’espressività dei volti è ottima, e questa è aiutata da un’ottimo doppiaggio, per lo meno in giapponese,di tutti i personaggi,con punte di eccellenza come il Face nero e Riki il prodepon.

Anche alcune texture se viste da vicino non sono il massimo ma santo dio, l’impatto globale è maestoso, rapportato alla macchina su cui gira è senza dubbio il lavoro più imponente della generazione, ambientazioni vaste come nei titoli bethesda ma infinitamente più varie, curate e piene di cose da fare e posti da trovare,posti segreti e non, sviluppate su più livelli e soprattutto coerenti con il background e danno davvero la sensazione di essere in un mondo vastissimo e coerente, non come certi corridoi più blasonati, ti viene davvero voglia di esplorare ogni anfratto ed angolino delle aree,complici anche i punti esperienza con cui ti premierà il gioco in caso di scoperta di un punto di riferimento o di un luogo nascosto e con la collezione degli oggetti unici per ogni area,con cui completare un’album,al cui completamento si verrà premiati con equip o gemme.

In ogni caso moltissime ambientazioni sono da togliere il fiato come il mare di Eryth in notturna,si va dalla natura più selvaggia alle strutture meccaniche e molto spesso cambiano completamente durante le varie ore del giorno (come le paludi,completamente diverse dal giorno durante la notte) e durante le condizioni atmosferiche,variano in base a queste variabili anche la fauna,insomma in questo gioco lo stile ha coperto magnificamente le poche magagne tecniche,restituendo un gran bel vedere, enormi possibilità di esplorazione e grandissima varietà di ambienti,è il jrpg più vasto mai uscito ad oggi.

In questo video si vede la grandissima varietà di ambientazioni,una volta visto salirà letteralmente la scimmia per il gioco.

VOTO 9 in quanto i pochi difetti spariscono in mezzo al insieme grandioso di paesaggi stupendi condito il tutto da uno stile è unico e fantastico

Sonoro: Yoko Shimomura ha composto il main theme dei titoli ormai leggendario,basta ascoltarlo una volta per farsi venire la pelle d’oca,una delle migliori aperture che io abbia mai ascoltato,dico davvero,in ogni caso questo è solo l’antipasto in quanto gli ACE+ hanno composto una colonna sonora piena di melodie a volte epiche, a volte struggenti ed a volte drammatiche ma sopratutto melodie che danno l’idea della libertà, la melodia della grande pianura di gaur è un’esempio in questo senso, in ogni caso il sonoro è divino.

D’eccellenza anche il doppiaggio giapponese che contribuisce moltissimo alla caratterizzazione dei personaggi e a delinearne i loro stati d’animo perfettamente resi dai doppiatori, in ogni caso l’acquisto della colonna sonora è d’obbligo,complice i pregi appena descritti e considerando che i temi delle diverse aree cambiano tra giorno e notte, immaginatevi quindi la varietà di essa!

Ecco il main theme leggendario che dicevo,per darvi un’idea.

VOTO 9 perchè oggettivamente è un lavoro imponente con melodie che arrivano dritte al cuore e sanno emozionare come pochi altri

Trama:Due dei ancestrali lottano tra di loro,miliardi di anni dopo sui loro corpi ormai inanimati si è sviluppata la vita.

Bionis e Mechanis,uno abitato da animali, uomini ed esseri organici,l’altro da macchine spietate cacciatrici di questi esseri umani,gli Homs.

La storia si apre con la battaglia alla valle della spada,Dunban l’eroe della colonia 9 sconfigge tutti i mechan rimasti a rischio della vita ma perchè quella spada,la Monade è l’unica che può danneggiare i nemici meccanici? un anno dopo il giovane Shulk,con gli amici Reyn e Fiora dovrà recuperare da delle rovine un cilindro d’etere, non sa che da quel momento la vita di tutti e 3 non sarò più la stessa…

Ci si aspettava un lavoro degno dei precedenti di Takahashi ma purtroppo in confronto agli altri xenotitoli questo aspetto delude un po…ma sticazzi se tutte le delusioni fossero così ci farei personalmente la firma! una trama degna del miglior jrpg della generazione, piena di colpi di scena ed anche questa ricca di spunti di riflessione, che ti sa coinvolgere per tutte le circa 70 ore di quest nude crude, in un crescendo di emozioni come su delle montagne russe, si sale si sale ed alla fine succede tutto l’impensabile in un turbinio di rivelazioni e scossoni, tutto questo condito da delle cutscene mediamente lunghe ma perfettamente recitate, riprese magnificamente da una regia virtuale impeccabile,che sanno coinvolgere il giocatore e farlo entrare dentro il gioco come fosse lui il protagonista, il giovane shulk.

I personaggi sono magnifici, specialmente Melia,Shulk ed i nemici, un’antagonista come Egil,come i mechan stessi e come gli altri che si incontreranno, non si vedevano da anni, nemici capaci di farsi odiare ma che nei momenti giusti sanno incutere il timore referenziale degno dei migliori della storia del genere,capaci di misurarsi con gli avversari dei capisaldi storici usciti nell’era Snes e Ps1.

Purtroppo esistono personaggi come Reyn e Sharla, ben caratterizzati al inizio ma purtroppo durante la storia si perdono un pò,poco male comunque, queste mancanze vengono colmate con i dialoghi empatici.

In pratica è un lavoro di Takahashi un pò sottotono per la media degli xenogiochi ma anche così è il miglior esponente del genere della generazione, tranquillamente però entra nell’olimpo e verrà ricordato negli anni a venire. VOTO 9

Gameplay e longevità: ok, siamo arrivati alla parte più corposa: Xenoblade è il titolo più imponente in quanto a contenuti che io abbia mai giocato,qui vanno fatti applausi a scena aperta per i monolithsoft! durante le battaglie,contro mostri sempre visibile e che inizieranno con un nostro comando se il mostro non è troppo forte e non ha voglia di attaccar lui briga.

Gli attacchi normali vengono gestiti automaticamente dalla intelligenza artificiale (ia), sia i tuoi che quelli dei tuoi compagni e fidatevi che questa non sbaglia mai un colpo, noi dovremo curarci “solo” di selezionare le tecniche presenti nella parte bassa dell’interfaccia ma questo è solo l’inizio! ovviamente le abilità hanno tempi di ricarica di cui tenere conto, effetti vari come bonus e malus di considerare (gli dei benedicano sanguinamento ed ustione,in grado di cambiare le sorti delle battaglie più impegnative) e dulcis in fondo effetti e danni spesso vengono influenzati dalla posizione in cui ci si trova.

Ovviamente le tecniche dei personaggi si apprenderanno salendo di livello e queste potranno essere potenziate tramite i pt che si guadagnano in battaglia, vanno anche assegnate in maniera intelligente,un pò per sostituire quelle più deboli in uso, un pò perchè queste se ben combinate durante gli assalti di gruppo possono dar vita a catene di malus devastanti,si avete capito bene, gli assalti di gruppo.

Essi si possono fare quando la barra di intesa,posta in alto a sinistra e di colore azzurro,è completamente piena ma come si guadagna l’intesa? presto detto, spesso i personaggi controllati dalla ia chiameranno il protagonista per darsi coraggio a vicenda dando il via alla fase di intesa,ovvero un QTE in cui bisogna premere il tasto B al momento giusto, se tutto andrà a buon fine la barra si riempirà di circa un quarto,naturalmente si può far salire anche aiutando gli altri personaggi in difficoltà quando sono storditi, confusi addormentati etc,anche qui semplicemente avvicinandosi e premendo B.

La barra intesa serve anche per far tornare in vita qualcuno esanime, consumando una tacca di essa,in totale sono 3,una tacca viene anche usata per avvertire qualcuno degli altri personaggi per cambiare il futuro dopo che Shulk ha una visione, ebbene si,nel gameplay c’è anche questo: le visioni del futuro della battaglia!

Specialmente durante i combattimenti più impegnativi verranno queste visioni, starà a voi contrastarle per evitare che i vostri personaggi facciano una brutta fine,contando sulle vostre abilità o quelle dei vostri alleati,è finito qui direte voi? direi di no,c’è anche il morale dei personaggi da tenere in considerazione,rappresentato dal volto dello stesso, più è alto più salirà il numero dei colpi critici e degli attacchi doppi, state attenti quindi ad incoraggiare,sempre con il mitico tasto B,qualcuno che è preso di mira troppo spesso dai nemici o il morale calerà troppo!

Parlando di equipaggiamento la cura con cui è stato sviluppato in tal senso il gioco è lodevole: ogni pezzo indossato verrà visto in tempo reale sul personaggio e in ogni pezzo o quasi è presente uno o più castoni vuoti dove inserire delle gemme che andranno ad influenzare le diverse caratteristiche, fisiche e non, oltre agli effetti degli status positivi o negativi ed ancora donando proprietà elementali.

Queste gemme verranno lasciate dai nemici sconfitti,scambiate con gli npc oppure sintetizzate dal giocatore in una maniera molto semplice: più è alta l’intesa tra 2 personaggi e maggiori lavorazioni si avranno,con la possibilità di forgiare gemme sempre migliori con i materiali raccolti.

Altro aspetto da non sottovalutare sono le abilità passive,collegate strettamente dal diagramma d’intesa dei personaggi, in quanto più ogni personaggio è affiatato con un’altro (sono 5 i livelli di amicizia) più slot abilità di quel personaggio potrà apprendere a sua volta, per aumentare l’intesa basta fare le azioni che ho spiegato precedentemente, fare regali giusto per quel personaggio con un’altro eroe e quando si raggiunge il grado di amicizia giusto si potranno attivare in giro per il mondo dei particolari dialoghi empatici,che sveleranno nuove cose dei rapporti tra i personaggi e ti faranno imparare a far conoscenza con loro! stesso discorso si deve fare con i vari npc e le zone di bionis,mechanis,parlando con i vari personaggi,compiendo missioni per loro ed aiutandoli in vari modi aumenterà l’intesa con le varie zone ed essi si apriranno man mano sempre di più con te, facendo amicizia (ecco perchè dicevo che TU sei il protagonista) e sbloccando varie nuove missioni,oltre a poter scambiare con loro oggetti sempre migliori con il sistema dei baratti.

Parliamo ora di missioni,essenzialmente sono di 3 tipi: ricerca materiali,uccisione vari mostri e uccisione mostri unici, non mancherà però la varietà,come ascoltare i problemi di una ragazza che deve decidere del suo futuro,aiutare un ragazzo a decidere con quale di 2 amiche di infanzia fidanzarsi, comprare del polline rosso da uno spacciatore nopon (LOL)…insomma la varietà non manca, considerando che spesso lo stesso npc ti darà anche 5 missioni alla volta! personalmente ne ho completate più di 300 ma nel gioco si dice ne siano presenti 910, onestamente lo scoprirò nella seconda giocata! Da segnalare anche un sistema interno di obiettivi,chiamate imprese che rendono un piacere andare avanti nella storia e nelle missioni secondarie.

Come longevità tirando le somme siamo messi bene, io l’ho completato in circa 108 ore ma mi mancano ancora alcuni rapporti da maxare, mostri unici da sconfiggere,un’infinità di missioni,tutto questo senza annoiare mai per più di un mese e mezzo,la perfezione fatta gioco,considerando tutto credo che andando spediti non ci metterete meno di 60- 70 ore

VOTO 10: ricchissimo di contenuti,non annoia mai e  una durata della trama invidiabile,da qui la perfezione

Commento finale: nulla da dire se non applausi per i Monolithsoft,che inaspettatamente hanno tirato fuori l’esperienza ludica definitiva della generazione e non solo, un pezzo di storia, una punta di diamante che verrà ricordata per gli anni a venire da quelli che lo hanno giocato a suo tempo,con una punta di nostalgia e l’occhio lucido al pensiero della storia di Shulk e Fiora,di Riki e sua mogliepon, al pensiero del odio e del rispetto provate per i nemici, insomma, al pensiero di questo mondo che hanno vissuto sulla pelle.

E mentre scrivo queste parole scende una lacrima pensando a tutto questo e all’emozione di condividere questa mia prima recensione,no,questo atto di amore con tutti voi lettori

[lo zio ferra]

Voto finale: 9.5 perchè la perfezione non esiste, però se sei un videogiocatore, devi comprare un Wii con questo capolavoro

Virtua Striker 3 ver. 2002 (Gamecube 2002)

Secondo capitolo della saga di Virtua Striker a sbarcare su una home console, anche questa volta su una singola piattaforma (come VS2 per il Dreamcast, VS3 è un’esclusiva del Nintendo Gamecube), uscito in occasione dei Mondiali di Corea e Giappone, ovviamente destinati a creare una megahype sul mercato come tutti i grandi eventi sportivi. VS3 è un ottima conversione della versione arcade, con molte opzioni e modalità di gioco in più, con l’obiettivo di renderlo meno puramente arcade, e più adatto al pubblico “casalingo”, che nel 2002 aveva già affrontato e assimilato le innovazioni di Pes e Fifa. Si parte dalla modalità “Qualificazioni mondiali”, che ci consente di prendere una nazionale tra le 64 disponibili e guidarla attraverso il percorso quadriennale per il Mondiale giocando qualificazioni, amichevoli e trofei continentali, nonché curando l’allenamento ed aspetti più strettamente manageriali. Poi troviamo la modalità “Ranking” in cui dovremo affrontare tre avversari casuali scelti dalla cpu, con le nostre prestazioni che saranno poi valutate secondo un’apposita scala. Si va sul classico con International Cup, League e Tournament, che non necessitano di presentazioni. Dulcis in fundo la piacevolissima novità: un editor molto completo ed accurato, che ci consente di modificare tutto, da nomi e aspetto dei giocatori, fino all’aspetto dell’allenatore! Come appena detto sono stati finalmente introdotti i nomi dei giocatori (tutti falsi, ma modificabili) e la possibilità di cambiare la formazione e i giocatori con un apposito menu tattico nel pre-partita. Il punto forte di Virtua Striker è però l’ottima grafica, indubbiamente la migliore dei giochi di calcio all’epoca (basta un confronto con Pes 2 per Ps2, dello stesso anno, e ve ne renderete conto): le potenzialità del Gamecube sono sfruttate in modo ottimo, i calciatori sono fisicamente credibili, gli stadi sono bellissimi e pieni di un pubblico realistico e movimentato, e non mancano tanti piccoli dettagli realizzati benissimo che creano una splendida atmosfera da partita vera, come l’allenatore in panchina che si agita, le bottigliette d’acqua a bordo campo, o la scena del cambio giocatore con il quarto uomo che alza la lavagnetta luminosa affiancato dal sostituto che fa stretching. La giocabilità è visibilmente più lenta rispetto al predecessore, col gioco che spesso si trasforma in una serrata battaglia di tackle tra trequarti e centrocampo, specialmente nelle partite delle squadre più deboli. Se a ciò aggiungiamo che gli arbitri sono molto severi e non si tirano indietro al momento di ammonire ed espellere, spesso le partite finiranno con otto giocatori per squadra! Ovviamente, per giungere a capo delle mischie c’è una soluzione ed è il caro vecchio lancio lungo o il tiro da metà campo, che difficilmente ci deluderanno, soprattutto se effettuati da tiratori col piede fino. Il gioco sulle fasce invece lascia un po’ a desiderare, a causa dell’avversione a lanciarsi in profondità da parte della AI. Abbastanza scialbo l’audio: la colonna sonora è composta da un unico brano, simile a una marcetta da banda, dal suono un po’ pomposo. Forse scritto e pensato per dare solennità ai vari menù, dopo un po’ rompe le scatole. In modalità manageriale invece troviamo il classico pezzo di elettronica che contraddistingue tutti i manageriali made in Jap: nulla di nuovo sotto il sole (levante). I suoni in partita sono già migliori e abbastanza realistici, anche se manca una telecronaca e c’è solo una voce che grida FOUL oppure GOAAAAL a seconda degli eventi in campo. In poche parole Virtua Striker 3 è un gioco ottimo (anche grazie a dei piacevoli extra da sbloccare), ma con i suoi alti e bassi; molto divertente, ma non abbastanza realistico per essere apprezzato dai pessari duri e puri, che nel 2002 stavano iniziando ad acquistare una discreta potenza nel pubblico del calcio videoludico, e purtroppo limitato nel suo successo dall’essere uscito sul solo Gamecube.

PAGELLA

GIOCABILITA’: 7,5

GRAFICA: 9

MUSICA e SUONI: 6

CONTROLLI: 7

LONGEVITA’: 7

TOT.: 7,3

Il Brasile festeggia!


Inghilterra-Germania: rivalità storica


I nipponici...ci provano!