Nuovi gollonzi youtubiani

Visto che una persona può perdere tutto, ma non le sue cattive abitudini, io continuo a registrare i gol fatti su vari videogiochi. Con la solita fotocamera infame (2.0 megapixel) del mio cell.

Iniziamo con un megamix da Virtua Striker 2 (ver. 2001) per Dreamcast.

E concludiamo in bellezza con un gol del giovane fenomeno Chiuochi sul classicone firmato KCEO International Superstar Soccer (Ps2, 2000).

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World Soccer (Sega Master System, 1987)

Uscito nel 1987, come seconda versione di un gioco omonimo uscito in formato Sega Card nel 1985 (quindi solo per il primo Master System), ne cambia completamente le caratteristiche, e ispirandosi fortemente ad altri pezzi grossi del genere come “Soccer” del NES e “Mexico ’86”, mitico cabinato della Taito, riesce ad essere anche meglio a questi ultimi, ergendosi a miglior gioco calcistico dell’era “pre-Kick Off” sulle console casalinghe. Ma andiamo più a fondo…

La versione su Sega Card del 1985

La versione del 1987

GIOCABILITA’: ovviamente niente di realistico, ma solo puro divertimento arcade! I nostri giocatori (solo sei per squadra) scorrazzano per il campo senza problemi di sorta nel controllo di palla, sempre pronti a trovare lo spazio per sganciare un missile in porta. Il maggior ostacolo alle nostre azioni è il gioco “aggressivo” degli avversari, sempre pronti a fare pressing e a colpire in tackle. Assolutamente bellissimo il sistema dei rigori, che per la prima volta su una home console fa cambiare la visuale completamente rispetto al normale gaming, per essere messa alle spalle del tiratore (anche quando il portiere è controllato da noi). Ci sono 8 squadre (Argentina, Germania Ovest, Francia, Brasile, Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone), ma purtroppo le uniche modalità di gioco sono la partita singola o una serie di rigori.

MODALITA’ DI GIOCO: solo due, purtroppo, la partita singola e la sfida ai rigori, assoluta novità per l’epoca. Sarebbe stato più bello avere anche una coppa, coppetta, qualcosina così…la Coppa del Mondo assegnata su partita singola (con un delizioso intermezzo) è un po’ poco…

GRAFICA: estremamente colorata e piacevole agli occhi, con una visuale 2D isometrica simile appunto al vecchio “Soccer”, presenta parecchie migliorie, come colori più realistici e stilizzati visi dei giocatori (con occhi in cui le pupille si distinguono dalla cornea!).

La bellissima visuale dei rigori

CONTROLLI: buoni, rispondono molto bene e velocemente, consentendo di imbastire azioni molto belle. Semplicemente perfetti quando si tratta di tirare o parare rigori.

SUONI E MUSICA: World Soccer presenta due brani, uno per lo screen iniziale e uno durante le partite. Quest’ultimo non è troppo pesante o ripetitivo e non si rende sgradevole nemmeno dopo troppe partite. In partita possiamo sentire anche un “sintetico” rumore di calci al pallone, e un motivetto dopo il gol, accompagnato dalle grida del pubblico. Ma la vera chicca che rende memorabile il comparto sonoro di WS sono gli inni nazionali in versione 8bit che possiamo ascoltare quando scegliamo le squadre!

REPLAY VALUE/LONGEVITA’: World Soccer è molto bello e molto divertente, e su questo non ci sono dubbi. Giocarci e rigiocarci è piacevole, ma purtroppo il tutto è limitato dall’assenza di modalità di gioco più profonde della partita singola.

PAGELLA

GIOCABILITA’: 8

MODALITA’ DI GIOCO: 5,5

GRAFICA: 8

SUONI E MUSICA: 9

CONTROLLI: 8

REPLAY VALUE: 5

TOT: 7,25

Recensione Football Madness (Playstation, 2003)

VIUUUUUUUUUULENZA!

Cos’è Football Madness? Secondo chi scrive Football Madness è innanzitutto uno stato dell’anima. E’ il lato oscuro presente in tutti i calciofili/videogiocatori della mia età: una brutta bestia cresciuta a suon di cartellini rossi dopo aver falciato il portiere su Fifa 98, nutrita dalle costose sconfitte (500 lire a botta) nei match finali di tanti coin-op tipo Taito Power Goal o Soccer Brawl, fatta imbastardire con i calci volanti sulla nuca di Adidas Power Soccer e i tiri sballati di Bomba 98. Football Madness è arcade: semplice, brutale, grottesco e bastardo come solo il calcio arcade sa essere. Un piccolo concentrato esplosivo di purissima giocabilità. E tanto, tantissimo divertimento. Spartano ed essenziale come il filo spinato nella forma, ma ricchissimo nella sostanza. Se per voi il videogioco non è soltanto ultrarealismo, Football Madness sarà quantomeno molto divertente. Per me è stato amore 🙂 Ma veniamo ad un’analisi più profonda: prodotto dalla messinese Na.P.S. Team nel 2003, e distribuito dalla Phoenix Games, linea di giochi budget nota ai più per la bruttezza dei suoi titoli su Ps2, Football Madness è uno degli ultimi giochi ad essere pubblicati esclusivamente sulla prima console Sony. Nella sua stessa natura di gioco a basso costo rientra il fatto che le opzioni sono poche ed essenziali: due visuali di gioco, durata della partita e uso dei suoni. Per giocare possiamo scegliere sedici squadre nazionali (Italia, Belgio, Brasile, Francia, Cina, Grecia, Inghilterra, Giappone, Portogallo, Stati Uniti, Svezia, Spagna, Corea del Sud, Messico, Germania e Svizzera) da impiegare in tre modalità di gioco (lega, coppa e amichevole), su quattro campi (non stadi eh, cambia solo il fondo del terreno, selezionabile tra erba, asfalto, terra e sabbia). Nonostante questa linea minimalista che a qualcuno farà storcere il naso, il prodotto finale è tutt’altro che disprezzabile: infatti il Na.P.S. Team invece di fare la solita pseudosimulazione scialba e mal riuscita in omaggio ai trend del periodo, punta tutto su un arcade durissimo, partite 5 vs 5 completamente prive di regole e arbitraggio in cui succede di tutto! Pur senza avere un’AI particolarmente sviluppata (anzi, i giocatori spesso preferiscono fare a pugni tra loro piuttosto che sostenere l’azione) il gameplay è devastante, grosso, cattivo e tracimante: vedremo giocatori picchiarsi senza tanti complimenti, appendersi ai calzoncini dell’avversario cercando di fermarlo, o portieri che attraversano il campo con la palla tra le braccia per poi lanciarla nella porta avversaria facendo gol di mano (valido, ovviamente). In multiplayer tutto ciò diventa assolutamente esplosivo ed infatti è questa la dimensione in cui Football Madness dà il meglio, in grado di rovinare amicizie tra una botta virtuale e l’altra. Tutto ciò si basa praticamente su una rielaborazione di Rageball, altro titolo sportivo Na.P.S. Team, uscito nel 2001, anch’esso segnato dalla violenza più totale. Ma ne parleremo in un’altra recensione, tranquilli 🙂 Fondamentale il sistema dei power-ups (le “palle bonus”, come le chiama il sintetico booklet di ben 4 pagine che accompagna il gioco) che piovono sul campo durante la partita sotto forma di palloni di vario colore: offrono vari bonus come aumentare la velocità, le dimensioni dei nostri giocatori, o ancora rimpicciolire o congelare gli avversari. La grafica è mediocre, ma senza essere orrenda, in parole povere non è al passo coi tempi: buon uso dei poligoni ma un senso di generale austerità tecnica anche qui (giocatori fortemente stilizzati e tutti uguali, e un alone scuro attorno a tutta l’area di gioco in cui si disperdono le “architetture” dello stadio). Volendo fare un paragone illustre, la struttura dei giocatori ricorda quella degli energumeni del primo Goalstorm (1995). Purtroppo, anche il sonoro si muove sulla stessa linea: menù silenziosissimi (ma forse è meglio il silenzio della consueta jappomuzak da videogame, chi lo sa…) e audio della partita cadenzato dalle botte e dalle urla di dolore di chi le prende. In conclusione possiamo dire come Football Madness sia un gioco abbastanza (e ingiustamente) sottovalutato e a cui, a prima vista, non si darebbe una lira, un gioco che magari farà inorridire i puristi del calcio simulato alla perfezione, ma che invece è una gemma di giocabilità tremendamente divertente e coinvolgente.

Soccer

è davvero un gioco… come dire… carino!


SVILUPPATORE: Intelligent System/Nintendo

ANNO: 1985

STORIA: Ho appena finito di recensire Probotector e devo dire di essere decisamente contento di averlo fatto e di averlo fatto nel modo in cui l’ho fatto… parlare un po di se stessi, metterci del proprio quando si fa la recensione di un gioco, significa mettere in gioco i propri sentimenti, le proprie passioni, ciò che di un gioco ti ha colpito da morire, ciò che ti rimane impresso nella mente quando tieni il Joypad nelle mani. E il mondo dei retrogames in fondo è tutto questo… è il far riemergere una parte di noi che magari si è nascosta da qualche parte, in attesa di poter parlare.
E’ il 1985, e la Nintendo ha appena lanciato una serie di videogiochi che hanno fatto scuola, non sempre meritevoli ma decisamente importanti. La serie di cui parliamo è la SPORT SERIES nata (in parte) grazie alla Intelligent System, software house che lavorò e lavora tutt’ora a stretto contatto con la Nintendo e sviluppatrice di moltissimi (e bellissimi titoli) fra cui Super MetroidMario Kart: Super CircuitPaper Mario e molti altri. Il titolo di lancio di questa famigerata Sport Series fu Golf, famosissimo sia per aver inaugurato, in un certo qual modo, i giochi sportivi sul NES, sia di aver restituito una delle prime immagini di Mario. Infatti, se andiamo a guardare la cover del gioco, ci rendiamo conto che il golfista che sta per eseguire il suo lancio è proprio lui, Mario, in maglietta rossa e i baffi neri che gli danno un’aria alquanto strana per il personaggio che è in realtà. Ci sarebbe anche da parlare del magnifico TENNIS (anche qui troviamo Mario in veste di Arbitro) ma oggi parliamo di un altro gioco pubblicato da Intelligent System ovvero SOCCER, gioco di cui Jacopo, e chiunque abbia giocato al NES almeno una volta nella vita, si ricorderà sicuramente.
Soccer è davvero un gioco… come dire… carino, si, CARINO! Credo che questo sia l’aggettivo più giusto per descriverlo… perché in fondo quando dico “Carino” intendo dire che è un gioco piacevole da giocare… ma che nasconde un lato, per così dire, povero…un po deboluccio.
Eh si perché Soccer è il classico gioco che non scordi più, con quella sua grafica colorata, i motivetti allegri e inimitabili (del maestro Koji Kondo), quell’aria da gioco innocente che l’ha sempre contraddistinto… ed è proprio per questa sua aria innocente e per la sua genuinità che è rimasto nel cuore di molti… ma è un gioco che, purtroppo e per ovvi motivi, non può essere ricordato come una delle migliori simulazioni sportive create nella storia… ma è un fardello, questo, che credo possa essere accettato perchè in fondo, Soccer, porta con se la freschezza e la sincerità della filosofia Nintendo… e questo vale tantissimo, per me.

MODALITA’ DI GIOCO: Parlare delle modalità di gioco di Soccer è davvero molto semplice. Si gioca fino a due giocatori, si sceglie una squadra a scelta fra Germania Ovest, Brasile, Spagna, Francia, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti (cosa ci facciano gli Stati Uniti in un gioco del genere, non l’ho mai capito), poi si sceglie la durata della partita fra 15, 30 e 45 minuti. Come cita testualmente Wikipedia: << il giocatore premendo il pulsante B può passare la palla mentre premendo il pulsante A può tirare nella porta avversaria >>. Il gioco è tutto qui… non c’è davvero nient’altro da dire e la cosa non è tanto strana… d’altronde stiamo parlando di uno dei primi giochi della Nintendo…e per di più di una “simulazione sportiva” e chi, come Jacopo o me, ha una passione sfegatata per questo genere di giochi sa che è passato tanto tempo prima di trovare un videogioco degno di essere definito “simulazione calcistica”. Un’altra cosa da annotare è una famosa stranezza ovvero che a differenza di tutti i giochi di calcio usciti dopo questo, Soccer è l’unico in cui il giocatore “impersona” una squadra composta da 6 calciatori (incluso il portiere) che giocano a calcio in un campo molto ma molto piccolo… tipico del calcio a 7 per intenderci, con porte altrettanto piccole. Questa è una cosa di cui non ho mai capito il senso ma che ha dato parecchia personalità all’intero gioco.

GRAFICA: Parlare di Grafica mi sembra davvero eccessivo se parliamo di Soccer. Durante i miei studi universitari, studiando percezione visiva, ho analizzato la struttura grafica di molti giochi di calcio concentrandomi sul modo di rappresentare, attraverso le immagini e la grafica ad 8 o più bit, gli elementi di gioco (come il campo, i personaggi, gli elementi secondari) in rapporto alle leggi della rappresentazione e della percezione. E devo dire che Soccer non eccelle sotto questo punto di vista. Molti anni prima della sua pubblicazione esistevano già simulazioni calcistiche (una fra tutti SOCCER FOOTBALL distribuito da MB per Vectrex) che avevano apportato davvero grandi novità sotto il punto di vista grafico, arricchendo l’esperienza di gioco con pochi e semplici elementi che la rendevano quasi “realistica”. In questo senso Soccer Football per Vectrex, con il suo campo in prospettiva e i suoi calciatori che rispettavano le leggi della stessa, era una bella innovazione… ma quella è tutta un’altra storia. Soccer per NES era semplice, d’impatto, volutamente grezzo ma al tempo stessi “simpatico” e colorato per restituire un’esperienza piacevole più che realistica.

GIOCABILITA’: Giocabilità… mmmh… anche qui, parlare di giocabilità è un duro compito. In Soccer si potevano fare veramente poche cose e il rapporto fra sforzo dell’utente nel giocare e risultato finale non è dei migliori. Sotto questo punto di vista il titolo offre una scarsa esperienza di gioco, con movimenti lenti e macchinosi dei giocatori, difficoltà nel costruire linearmente le azioni che ci portano al gol e pesantezza nel controllare i nostri personaggi. Un gioco faticoso ecco. ^_^

MUSICA E SUONI: Come detto nel paragrafo della storia, le musiche vengono composte per l’occasione dal maestro Koji Kondo, autore delle splendide colonne sonore di tutta la serie Super Mario Bros, Zelda, Pilotwings e Star Fox (mamma mia che capolavori). Anche qui, come nei giochi citati, le musiche e i motivetti hanno una loro personalità allegra, spiritosa e piacevolissima all’udito…musichette che non si dimenticano più…e il tutto è accompagnato da pochissimi ma piacevoli effetti sonori che sostanzialmente possiamo descrivere in: Fischio dell’arbitro invisibile, Cori e tifo dopo i gol, palla in volo e infine un curiosissimo effetto che tenta di emulare il suono del pallone che rimane attaccato ai piedi di un calciatore durante una corsa verso la porta… questo rumore è davvero caratteristico ma fondamentalmente è inesistente nella realtà… e questa cosa mi fa sorridere parecchio.

CONTROLLI: Intuitivi perché parliamo di Nintendo, estremamente semplici perchè possediamo solamente 2 tasti e tremendamente difficili da sopportare dopo 5 minuti di partita. Si hanno delle evidenti difficoltà ad interagire col proprio “calciatore virtuale” ed anche se la risposta alla pressione è rapida, il gesto effettuato è poco convincente e purtroppo questo compromette non poco l’esperienza di gioco rendendola molto stancante.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Un gioco da ricordare nel tempo, magnificamente pensato e ideato ma realizzato con un po di sufficienza, scarsamente arricchito di elementi che avrebbero potuto innalzarlo ad un livello superiore… non parliamo sicuramente di Konami Hyper Soccer ecco…

REPLAY VALUE: Tutt’oggi è uno dei giochi più ricordato nel tempo ma che per ovvi motivi non può ben piazzarsi, come già detto, in una ipotetica classifica dei migliori giochi di calcio creati nella storia dei videogames. Dal mio punto di vista è semplicemente un gioco da possedere nella collezione per ciò che è stato e per ciò che rievoca.

PAGELLA:

STORIA: 8

GIOCABILITA’: 6

GRAFICA: 7

MUSICA e SUONI: 10

CONTROLLI: 5

REPLAY VALUE: 8

TOT: 7,3

Screenshot di gioco e video:

Recensione Iss Pro (Playstation, Konami, 1997)

Titolo: International Superstar Soccer Pro
Produttore: Konami Computer Entertainment Tokyo
Anno: 1997
Piattaforma: Playstation
Genere: Simulazione sportiva (calcio)
Distribuito da: Halifax

Dopo aver mietuto successi sulle console 16bit con Iss e Iss Deluxe, la Konami affrontò il cambio generazionale, affidando il suo calcio a due team di sviluppo differenti: la Konami di Osaka si sarebbe occupata del Nintendo 64 (con Iss 64, che ho già recensito con somma gioia 🙂 ), mentre la Playstation fu terreno di conquista della Konami di Tokyo, già “madre” del seminale e poco conosciuto Goalstorm.

GIOCABILITA’: Spettacolare? Il calcio videoludico non tornerà più indietro: un gioco veramente simulativo, lento e preciso come non si era mai visto, energico nei contrasti e geometrico nelle trame dei passaggi. Segnare non è facile, e spesso i tiri sono tutt’altro che perfetti. Calcio reale? No, ma la strada è quella giusta 🙂 E’ un peccato, invece, che spesso i movimenti dei giocatori siano un po’ macchinosi, e che non sia possibile far cambiare direzione al giocatore mentre questo sta scattando, il tutto a danno della fluidità dell’azione.

GRAFICA: Molto realistica e convincente (anche se i giocatori sembrano tutti energumeni), che sfrutta appieno le potenzialità della console Sony, con un realismo impensabile all’epoca. Colori vivi e maglie delle squadre fedelissime alla realtà, per non parlare dell’aspetto fisico dei giocatori.

MODALITA’ DI GIOCO: Poche e sempre essenziali. Come sempre possiamo usare solo squadre nazionali (le stesse di Iss Deluxe, ma con qualche cambiamento nelle rose), in due tornei differenti (il Mondiale e il Campionato).

Le modalità di gioco

Le squadre

Gli stadi

SUONI E MUSICA: belli i rumori dello stadio, a parte il fastidioso suono delle pallonate, esilarante la telecronaca (frasi come “Now I hate to watch football like that” sono nel cuore di chi ci ha giocato), discretamente godibile la musica dei menù, se presa a piccole dosi.

L'ingresso in campo

CONTROLLI: forse rivedibili, non sono proprio immediati, e il fatto che non si possa far girare il giocatore in possesso di palla mentre scatta è abbastanza fastidioso. Purtroppo la piena godibilità dei controlli è afflitta dalla presenza dei famosi “binari”, tutt’ora il punto debole della serie calcistica di KCET.

I rigoristi di Brasile e Argentina

RIGIOCABILITA’: nonostante ci siano due sole modalità la rigiocabilità è assicurata dall’ottimo sviluppo del gioco, che concede esperienze nuove ad ogni partita, senza che ci siano trucchetti infallibili per segnare o bug che fanno calare il divertimento.

L'Inghilterra esulta!

Sousa segna il suo rigore!

LONGEVITA’: per conquistare i due trofei in palio magari ci vuole poco, ma la forza della longevità di Iss Pro non è nella “forma”, bensì nella “sostanza”: ogni partita è diversa dalle altre già giocando contro la cpu. Poi in multi questo fattore ha una potenzialità spaventosa, che rende Iss Pro un gioco ancora oggi piacevolissimo.

PAGELLA

GIOCABILITA’: 9

GRAFICA: 9

MUSICA E SUONI: 8

CONTROLLI: 7

RIGIOCABILITA’: 10

LONGEVITA’: 9

TOT: 8,7

Sensible World of Soccer ’95/’96 (Amiga, Sensible Software, 1995)

Nel 1986 comincia l’avventura di Jon Hare e Chris Yates al timone della Sensible Software. Dopo un primo ottimo approccio al mondo calcistico con Microprose Soccer (1988) dove compare la famosissima visuale a “volo d’uccello”, nel 1992 danno alla luce uno dei titoli più giocati e acclamati nel mondo dei giochi di calcio… Sensible Soccer! La serie è composta da ben undici versioni, riuscendo a migliorarsi di volta in volta introducendo piccole novità sia grafiche sia per quanto riguarda il gameplay. Nel 1994 Sensible Soccer cambia nome e si trasforma in Sensible World of Soccer… ed è tutto un altro “mondo”…

La prima cosa che mi colpì, rispetto alle versioni precedenti, era l’enorme quantità di squadre presenti! Era praticamente racchiuso tutto il mondo calcistico in un piccolissimo floppy… un database che comprendeva anche il campionato indiano, giapponese, cinese, australiano, quello delle Far Oer, quelli africani, scandinavi, sudamericani… insomma tutto tutto tutto… favoloso!!! Era la prima volta che vedevo una cosa del genere e le novità non erano finite… Girando per il menù (molto semplice) tra le classiche modalità “FRIENDLY”, “SEASON”, “OPTION” e quelle di editing per modificare squadre e calciatori, ne spunta una mai vista… “CAREER”… al centro, in basso… ed è li che SWOS da il meglio di sè, dando ad ognuno di voi la possibilità di realizzare il sogno di fare carriera nel mondo del calcio. Potrete comprare giocatori, scegliere le tattiche, la formazione da mandare in campo e, quando non avrete più gli stimoli giusti per continuare con quella squadra, potrete liberamente cambiare team in base alle offerte che vi arriveranno a fine anno e continuare altrove la vostra carriera… Naturalmente potrete partecipare a tutte le competizioni esistenti, dalla Coppa dei Campioni alla Coppa Libertadores, passando per tutte le coppe minori di ogni campionato… in più, se riuscirete ad allenare una Nazionale, avrete la possibilità di partecipare ai Mondiali e agli Europei partendo dalle qualificazioni e scegliendo voi stessi i giocatori da convocare! …Fantastico…
Una volta scelta la tipologia di sfida a cui vogliamo partecipare, ci imbattiamo nel “menu squadre” dove andremo a scegliere il club o la nazionale con la quale giocare. Scelta la squadra, è il turno della formazione da mandare in campo. Ogni giocatore è contrassegnato da un numero di stelle pari al suo valore, in questo modo sarà più semplice scegliere i giocatori da utilizzare.
Fatta la formazione, è giunto il momento di scendere in campo. Ogni partita ha una durata standard di 3 minuti modificabile in “OPTION”. Le squadre entrano in campo e notiamo subito la famosa inquadratura a “volo d’uccello” tipica della serie. Battuto il calcio d’inizio ci si rende subito conto del divertimento che questo gioco è in grado di generare, con azioni veloci e frenetiche, colpi di testa “volanti” e tiri da centrocampo. Altra caratteristica fondamentale riguarda la risposta del pallone… Giochi d’effetto, pallonetti, passaggi, il tutto avviene con un semplice movimento dello stick, senza nessuna combinazione di tasti, perché in SWOS basta un solo tasto e il movimento dello stick per rendere tutto ciò possibile… C’è da dire che giocarci per la prima volta può essere frustante essendo abituati ai vari FIFA e PES, ma con la semplicità e l’immediatezza dei suoi meccanismi non ci metterete molto ad imparare, e una volta capito come funziona.. beh, ragazzi non vi staccherete più… ve lo garantisco!!!

SWOS è famoso anche per la sua grafica semplice, intuitiva e piacevole da guardare. I menù sono composti da una immagine di fondo con il logo del gioco sul quale sono posizionati dei rettangoli che fungono da pulsanti e ci permettono di navigare attraverso le varie modalità e sottomenù.
Una volta scesi in campo, oltre ai mitici calciatori con il “testone” si nota la presenza delle tribune che, con le tifoserie, portano un po’ di vivacità durante le partite rispetto alle versioni precedenti, cambiando i colori in base alle squadre che si stanno sfidando. Molto curati anche i campi, che cambiano in base alle condizioni meteo. Un piccolo capolavoro di semplicità…

Anche nel sonoro SWOS non si risparmia. Certo, un gioco di calcio non è che richieda tutti questi sforzi in materia di suoni e musiche direte voi, però anche qui gli sviluppatori sono riusciti a portare delle novità. Prima di tutto l’intro… “Goal Scoring Superstar Hero” composta da Richard Joseph e dallo stesso Jon Hare. Già presente nella versione precedente, era difficile trovare delle colonne sonore con parti vocali cantate in quegli anni. Era talmente inusuale che io stesso, la prima volta che la sentii, non pensavo provenisse dal televisore :D. Per quanto riguarda invece il sonoro durante le partite, oltre al classico effetto “folla” che reagisce ad ogni goal, ammonizione, espulsione, falli, etc… le tifoserie cominciano anche a cantare dei cori, e naturalmente questo non ci dispiace affatto… Eccezzziunale veramente!

In conclusione, di SWOS credo non ci si stanchi mai. Sono passati 16 anni dalla mia prima partita, e ancora oggi ci gioco, non più sulla mia adorata Amiga che conservo gelosamente, ma grazie al Live Arcade di Microsoft su XBOX360 in un restyling perfetto :D …una nuova vita per questo grande capolavoro che consiglio a tutti di provare!

Viva Football (Playstation, Virgin Interactive, 1998)

Per me, parlare di Viva Football, e recensirlo, sarà estremamente difficile. Quando lo comprai nell’estate del 2002, era già un po’ vecchiotto, ma per il Jacopo Todaro capellone quindicenne e bimbominkia cresciuto a pane e Fifa fu un’autentica rivelazione. Mi si spalancò davanti il mondo del calcio, nell’immensità della sua storia, e così bruciai quell’estate (e parte di quella successiva) incollato alla mia Ps1 col cd di Viva Football sempre attivo 😀 Da Viva Football in poi è nata la mia mania pericolosa per i giochi di calcio: rendetevi conto della sua importanza nella mia psiche malata 😀 VF mi prese e mi coinvolse così tanto, che io iniziai a segnare i risultati migliori nelle varie edizioni dei mondiali in un blocco di fogli, che conservo tutt’ora (in mezzo agli almanacchi calcistici!!!). Ricordo anche la gioia con cui annunciai al mondo il mio primo successo mondiale con l’Italia del ’58, dopo un mese di duri allenamenti giornalieri 😀 Ma cos’ha di tanto bello questo gioco? Innanzitutto l’immensità del database, con la relativa libertà di scelta: più di 1000 squadre, cioè tutte le selezioni nazionali che hanno partecipato alle qualificazioni mondiali dall’edizione del 1958 fino al 1998. In tutta questa abbondanza possiamo scegliere tra un’ampia rosa di giocatori per ogni selezione: quelle più importanti avranno anche giocatori che hanno partecipato alle partite di qualificazione senza essere poi convocati al torneo. Insomma faremo i CT! 😀 Tutte le squadre sono provviste di licenze per i nomi dei calciatori e per le maglie delle nazionali più note (le squadre partecipanti al Mondiale ’98 hanno tutte la divisa originale di quella competizione). Inoltre il lavoro della Crimson è veramente ammirevole anche sui dettagli fisici dei giocatori più noti (volete Maradona, Gullit, il Bergomi baffone dell’82? Li riconoscerete tutti facilmente!).
Secondo chi scrive la grafica è largamente la migliore tra i giochi calcistici di quell’anno, sia Fifa 98 che Iss Pro 98 non la eguagliano. Tutto ciò diventa ancora più gustoso quando si assapora l’atmosfera della partita, estremamente realistica e coinvolgente, resa benissimo grazie anche alla bizzarra scelta di non mettere una telecronaca ma di lasciare l’audio ai rumori dello stadio e del campo, con tanto di voci dei giocatori e dell’arbitro. Come modalità di gioco Viva Football ci offre le amichevoli, l’allenamento e i tornei storici. Inutile aggiungere che sono questi la parte più interessante del gioco, oltre che la sua ragion d’essere. Possiamo scegliere se partire dalle qualificazioni oppure subito dalla fase finale. Una volta fatte le convocazioni e scelto un modulo con cui giocare (ma la sezione tattica è un po’ scarna, purtroppo) ci lanciamo nella sfida in campo: qui abbiamo a che fare con un unico livello di difficoltà settato abbastanza in alto, rispetto alla media dei giochi dell’epoca, e che richiede un apprendimento abbastanza lungo prima di raccogliere i primi successi, che in compenso saranno veramente soddisfacenti. Il complesso sistema di controllo ci permette di avere un grande controllo sul gioco, anche se alla lunga emerge che certi moduli risultano più funzionali al successo rispetto ad altri, e i comandi sono veramente tanti (tra i più inusuali ci sono il triangolo per il pallonetto, L1 per il lancio lungo e R2 per il “dribbling con salto”). Ad esempio il 4-3-3 ci permette di controllare facilmente ogni zona del campo, ed è quello più efficace se si vuole vincere con una certa comodità. Il gameplay dà una sensazione di grande realismo. Non vediamo azioni perfette e ideali, ma bensì molto realistiche, spesso con passaggi sbagliati o calibrati male. Insomma, molto più realismo che spettacolo, con arbitri severissimi e fuorigioco a manetta.
Una caratteristica pressoché unica di Viva Football è che le partite dei mondiali del ’58 e del ’62 sono in bianco e nero: questo per l'”ispirazione” dal mondo della tv che ha illuminato gli sviluppatori. Mi spiego: il primo Mondiale inserito è quello del 1958 perché è stato il primo trasmesso in televisione (e ciò è un peccato perché non ci permette di giocare con grandissime squadre delle edizioni precedenti come l’Aranycsapat ungherese del 1954, l’Uruguay campione del ’30 e del ’50, l’Italia di Meazza e Ferrari, ecc…) e fino al 1966 le riprese sono state completamente in bianco e nero.
Più di questo dettaglio, che non inficia troppo la godibilità del database e del gioco in generale, la vera nota negativa che impedisce all’ottimo Viva Football di essere un vero e proprio capolavoro è la presenza di troppi bug. Spesso il nostro portiere sarà autore di madornali scemenze, dei tiri dalla distanza spesso sbilenchi, il giocatore controllato resterà fuori dallo schermo facendoci commettere falli per sbaglio, o addirittura dei calciatori che si avvitano su sé stessi palla al piede per svariati secondi prima di passarla…Inoltre la sezione tattica è abbastanza scarna e ci permette di scegliere solo schieramento in campo e formazione, ma non marcature o particolari trovate tattiche. Poi, come ultimo lato negativo, ci sono alcune imprecisioni, mi viene in mente ad esempio l’Italia dell’82 con due numeri 4 e nessun numero 9…
A parte questi dettagli, non posso che essere entusiasta di Viva Football 🙂 Un gioco che mi ha veramente segnato, e mi ha fatto appassionare ad un intero genere. Lo amo per questo 🙂