RECENSIONE CASTLEVANIA:SYMPHONY OF THE NIGHT

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Parlare di un gioco come Symphony of the Night è impresa ardua,anche perché bisognerebbe fare una retrospettiva del periodo in cui uscì e dell’importanza e influenza che questo gioco comporta per tutti i prodotti dell’industria videoludica dalla sua data d’uscita fino a oggi.
Sì,perché non solo la serie Castlevania è una delle più belle e importanti del panorama dei videogiochi,ma SOTN rappresenta,nel suo volere andare contro corrente e contro le mode del momento,una novità assoluta e una gemma rara e splendente di arte applicata al gaming.
L’anno in cui uscì questa opera era il 1997,anno molto importante per l’industria,visto che venne ro rilasciati non solo  il seguito dell’apprezzato fps Quake,ma tutta una serie di adventure ed action che sfoggiavano una grafica in 3 dimensioni che iniziava ad avere dei contorni ben definiti e il 2D iniziava a farsi da parte,lasciando che la grafica poligonale facesse la parte del leone nell’evoluzione tecnica.
Ebbene Konami(per quei quattro gatti che non sanno chi programma i Castlevania)decise di intraprendere una politica inversa:non si avvalse più della storica collaborazione con Nintendo(i primi Castlevania fecero la loro comparsa su NES e SNES) e non sviluppò SOTN per Nintendo 64(per chi non lo sapesse,i 2 episodi per il 64 bit erano tristemente mediocri,anche per colpa del 3D,tecnica grafica che poco si addice alla struttura del massimo prodotto Konami),ma decise di avvalersi delle proprietà grafiche della PlayStation per creare un gioco controcorrente in 2D che sfruttava una struttura simile a quella vista per Super Metroid sullo SNES nel lontano 1994,piuttosto che una struttura da platform action che contrassegnava tutti gli episodi della serie,dal primo storico per NES,fino a Dracula X-Chi no Rondo per PC Engine,per cui venne coniato,ingiustamente,il termine “metroidvania”.
Dracula X-Chi no Rondo,diranno molti lettori,questo nome non m’è nuovo!
In effetti questo nome non è per niente nuovo,visto che SOTN è un seguito più o meno diretto del titolo sopracitato(il titolo giapponese di SOTN è Dracula X:Nocturne in the Moonlight),visto che inizia nel momento in cui Rithcer sfida Dracula e lo sconfigge in una epica battaglia tra il Cacciatore e il Vampiro/Demone.
Ma bando alle ciance,l’analisi di SOTN ci aspetta.
Come è stato detto prima,il titolo inizia laddove il suo predecessore finiva,cioè con la sconfitta del succhiasangue più famoso di tutti i tempi da parte di Ritcher Belmont,il quale,quattro anni dopo la vittoria,scompare nel nulla e Alucard,figlio di Dracula,risvegliatosi dal sonno auto indotto  a causa del nuovo e anomalo potere malvagio irradiato dal Castello di Dracula,decide di indagare,insieme a Maria Renard,sui malefici dell’Oscuro Sacerdote Shaft e sul novello potere del Male.
Un incipit molto semplice,ma molto efficace,che non sta troppo a cercare sottigliezze,ma che ci introduce a rotta di collo nel corridoio oscuro del maniero,che all’improvviso si illumina e parte un bellissimo brano:”Dracula’s Castle” ci accompagna con le sue bellissime armonie tra zombie e lupi mannari che ci vogliono fare la pelle,il tutto portato al massimo dell’eleganza dal carisma che trasmette il protagonista,sontuoso ed elegante vampiro,e lo sfarzo barocco della grafica:il tutto ha un enorme fascino che oserei dire “alchemico”,perché ciò che fa grande questo titolo è la sua miscellanea di elementi:grafica in 2D(che consente una profondità e una espressività che il 3D non ha),musica e puro gameplay creano una fusione a dir poco strabiliante e ogni stanza,ogni anfratto,ogni particolare sono oggetto di continua curiosità per il giocatore.
Insomma un vero spettacolo per gli occhi,per la mente,per le orecchie e per chi ricerca un gameplay profondissimo e appagante.
A proposito del gameplay:come accennato qualche riga or sono il qui presente Castlevania si discosta in maniera netta dai suoi predecessori,visto che le carte in tavola della giocabilità cambiano radicalmente:dove nei precedenti episodi la meccanica più importante era il salto(come in tutti i platform)e i combattimenti con i boss,qui il discorso si fa più complesso:il castello non è più suddiviso in vari stage staccati tra di loro,ma l’intera area di gioco è piena di vasi comunicanti e di stanze segrete che ci porteranno da tutte le parti,creando un backtracking senza soluzione di continuità:corridoi,stanze da pranzo,torrioni da scalare,campane che suoneranno appena i nostri piedi poggeranno su di esse,caverne,scale enormi,stanze con sculture barocche e neoclassiche,il tutto ricreato con una grafica in 2D con piccoli elementi 3D di cui non ci stancheremo mai di elogiarne la qualità.
Senza parlare poi delle metamorfosi,degli elementi rpg,delle boss battle(mai così belle e ricche di tensione) e delle combinazioni di mosse,ma continuiamo con ordine:le metamorfosi ci serviranno parecchio,soprattutto la forma di pipistrello che ci porterà in anfratti altrimenti inesplorabili del castello,invece gli elementi rpg sono la principale novità,visto che di base avremo le solite statistiche ruoliste da tenere d’occhio,come forza,intelligenza,fortuna,salute etc. e saliremo di livello raccolti diversi punti esperienza,incrementando la salute di Alucard e le sue possibilità di lanciare incantesimi e sortilegi vari,capacità ulteriormente rinforzate dai vari oggetti,armi,armature,mantelli,scudi,diademi,anelli che,sparsi per la mappa a profusione(non ho mai visto così tanti oggetti in un videogioco,ve lo giuro!),non fanno nient’altro che incrementare la voglia di scoprire ogni anfratto del castello.
Insomma,ce n’è per tutti i gusti e contiamo pure che il gioco è tremendamente longevo,considerando la possibilità di ripercorrere il castello al contrario e la possiblità di rigiocare l’avventura nei panni di Ritcher,facendo diventare SOTN un action nudo e crudo,senza contare pure che la versione per SEGA Saturn contempla la possiblità di giocare anche nei panni di Maria.
Ragazzi,qui si rasenta la perfezione e sapete che vi dico?Adesso accendo la mia PS1!

VOTO:9,5
Allego a titolo esemplificativo 2 filmati:un gameplay di Symphony of the Night e uno dei vecchi Catlevania per far capire quanto siano cambiati gli equilibri tra i precedenti episodi e per far comprendere il livello non solo ludico,ma CULTURALE di cotanto videogioco.

http://www.youtube.com/watch?v=S8dUbR597C0

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Recensione Sega Rally Championship (1995, Sega/AM2, Arcade Model2/PC/Saturn)

Il consiglio del mio amico seduto proprio accanto a me, fronte schermo CRT, mentre il buon vecchio Win 98 caricava il disco, era sempre lo stesso: “Forza stavolta scegliamo la Celica, è bellissima! E’ più veloce!” . Io temporeggiavo, vaneggiando che non avrei saputo come correre con quella (menzogna, mi ci allenavo quando lui rientrava a casa il pomeriggio, pergiove 😀 …) ma era tutto studiato, un piano ben ponderato nella mia mente di ragazzino di 10 anni: volevo, fortissimamente volevo guidare la Delta. La Mitica, Unica Lancia Delta. L’amico (che è ancora il mio migliore amico :)) si arrendeva alla fine, come sempre, e giù a distruggere tastiere, spesso per colpa dello scellerato/benedetto split screen, divertendoci come matti, incuranti di tutto. Spensieratezza, e sfida. Non è questo, in fondo, lo spirito dell’arcade?

Il mio peccato originale è di non aver mai potuto provare il primo Sega Rally Championship in sala giochi. Ho ripiegato sulla versione PC, a dir il vero scoperta per caso, nella collana Xplosiv se non sbaglio. Fu amore. Amore fortissimo. Motivato già dal nome di chi aveva prodotto questo Titano dei racing, ossia la mia amata Sega che mi aveva deliziato con il Megadrive e Sonic (e continua a farlo, ogni tanto :)). Ma che ne sapevo davvero della filosofia Sega? Non avevo mai davvero conosciuto la vera essenza della casa nipponica, il suo spirito indomito e indomabile, la sua furia arcade senza limiti. Più di Namco, più di chiunque altro, è nei racing che Sega mostra la sua forza, da sempre. E’ la divinità dell’arcade racing. Rifiutarla come tale è eresia. In ogni caso, la formula è sempre vincente, sia che siate un piccolo bambino alla scoperta del mondo, sia che vi troviate a notare la vostra folta e scura barba da gamer consumato. Una corsa solo apparentemente suddivisa in 3 parti, ma in realtà sconfinata, più che contro gli avversari, contro il tempo e contro i propri record. Scuola del rally made in Sega, furia di 3 sole macchine (Celica e Delta, appunto, e la fantastica Lancia Stratos, da sbloccare findendo primi l’Arcade Mode) in tre soli circuiti lunghi, difficili e tortuosi.  Ma questo non è un Colin McRae o un Richiard Burns Rally. Qui titaneggia senza fine lo stile Outrun, cioè la trasposizione virtuale di una corsa senza regole contro altre macchine avversarie, con l’intento di superarle ed arrivare prima al checkpoint. Niente corsa in solitaria per il miglior tempo (a meno che non usiate il Time Attack, ma qui dovete sopravvivere al tempo), basta realismo: divertimento senza pietà. Eppure la fisica della macchina sembra riportare ad una sorta di simulatore “accessibile”: sgommate, derapate, urti per curve prese male, gomme che girano a vuoto nel fango, sabbia che ci rallenta… controllare la macchina è inizialmente difficile, specie se usate una tastiera come faceva il sottoscritto. Ma la pratica ripaga, ed è qui che si scopre la natura da Coin Op del titolo, quando riusciamo ad infrangere ogni legge fisica vigente sulla terra con curve impossibili, con salti senza precedenti, con passaggi ai limiti del pazzesco dovuti alla nostra abilità. La magia Sega è riuscire a controllare il mezzo quando tutto sembra perduto. Incredibile.

Se devo fare un commento tecnico al titolone qui presente, c’è poco da dire: sul Model 2 era il massimo nel ’95. E onestamente la grafica la ritengo funzionale anche oggi, sempre coerentemente alla mia visione del gaming, per cui la sostanza vale di più dell’apparenza. Non mancano comunque colpi di classe, come aerei che passano sopra il circuito, i classici pazzi che rietrano a bordo pista quando stiamo per passare ed altre raffinatezze in 3d. Sega Rally non si ama per la grafica o la risoluzione o le vetture o chissàche, SI AMA E BASTA. Con soli 3 macchine e soli 3 circuiti, sissignori. Perchè di giochi che a distanza di decenni fanno ancora divertire come il primo giorno, se contanto pochissimi. Pezz unici. Dei del gaming senza dubbio, e questo Rally fa parte di loro. Giocatelo su qualunque piattaforma possiate e chiamate un amico, il vostro miglior amico, per giocarci in 2: è un appello rivolto a chi non lo ha mai provato. Una testimonianza di un bellissimo modo di intendere il divertimento ludico, ormai quasi perduto per sempre.

Giudizio finale: IMMORTAL

La fine di Segata Sanshiro, il Chuck Norris giapponese!

RISATE FINO ALLE LACRIME AHAHAHAHA EROICO COME SEMPRE IL NOSTRO SEGATA AHAHAH

Spot House of the Dead (Sega Saturn) for Japan

Rido come un coglione per la l’assurdità della scena ahahahaa 😀 😀