The Ugly Unboxing Vol. 5: Gigggle Tv Active 25

Torna la rubrica più inutile di Insertdiscnow, con un altro unboxing brutto e assurdo. Brutto come il Tv Active 25, il suo colore giallo banana e la sua forma da arachide. La cosa buona è che l’aggeggio è un Famiclone tutto sommato buono, con delle discrete chicche nella sua softeca (un remake di Gun-Nac, ad esempio, o il divertentissimo Ice Hockey). Preso per 8,50 € al Tuš di Sežana (Slovenia), sarà un altro pezzo del mio trono di cianfrusaglie inutili.

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The Ugly Unboxing vol. 4: Lexibook Compact Cyber Arcade e brevissime considerazioni sulla PDC Conny

Eccomi di nuovo qua ad unboxare qualche scemenza. Questa volta la mia vittima è la Lexibook Compact Cyber Arcade, graziosa console handheld di scarsa qualità venduta al Lidl in questi giorni.

J’accuse: GTA, ovvero Tamarreide in formato digitale

Milioni di copie. Milioni e milioni. Questo è il volume di vendita di Gta nel mondo, specie dal terzo capitolo ad oggi. Una serie che riscuote enorme successo, su molteplici piattaforme, capace di imporre un suo modo (?) di intendere il videogioco. Non si può negare che la Rockstar non ci sia riuscita, se questo era il suo obiettivo. Ora, anni orsono (2002) ero un baldo ragazzino in cerca di un bel gioco per PC, quando le mie giovini orecchie percepirono nel confuso vociare scolastico le parole dei miei compagni di classe: è uscito GTA 3, è un giocone, troppo togo, spettacolare, si può fare quello che cazzo ti pare, ecc ecc (ho evitato ulteriori volgarità, sviste dialettiche e altre amenità 🙂 . Insomma, perfino The Games Machine gli dà un bel votone, mi sembra superiore ad 85, se la memoria non mi trae in inganno. Bene, è deciso: “COMPRO GTA 3 ! “, pensai. Qui è doverosa una premessa… Il 95-96 % di tutti coloro che, a tutt’oggi, amano Gta lo fanno con questo capitolo in mente, come se fosse l’iniziatore di una saga. Ora, io per primo non ebbi occasione di giocare a Gta 2 su Ps1, lo ammetto. Chissà, magari la filippica che andrò a fare non vale per i capitoli in 2d. In ogni caso, i Buddha Celesti e le forze dell’universo mi hanno risparmiato inutili sofferenze, ed oggi fortunamente appartengo alla minoranza consistente in quel 4-5% di dissidenti.

Allontaniamoci dal classico discorso del “Ps2 moddate in mano a bimbominkia in piena tempesta ormonale, dvd masterizzato dal venditore ambulante di turno e concetto di diseducazione bla bla bla”. Non è questo il mio intento primario, visto poi che al massimo a quel tempo ero una sorta di “alieno” ludicamente parlando (“COME NON HAI LA PLAY 2 ED HAI QUELLA COSA… IL MEGADRIVE? CHE CAZZATA!”, mi sentivo dire…. non era ancora in mio possesso la mia amata Xbox, ma solo MD, Ps1 e PC, altrimenti gli avrei risposto con un bel 128 bit in faccia). Installare GTA 3 sul mio buon Windows XP fu qualcosa di cui non mi pentirò perchè nella vita bisogna prima provare per giudicare, ma che non rifarei mai più. Ero abbastanza piccolo, forse molto ingenuo, ma ero cresciuto con dei valori e degli schemi precisi, ludicamente parlando. Sonic, la Sega, Outrun… e poi Ryu, l’epopea Konami, la forza di Namco. Per non parlare di Id e la scuola di Fps. Mi aspettavo certamente un gioco diverso da tutto quello che conoscevo, ma capace di trascinarmi con forza dentro uno schema innovativo, pieno di azione e vastità. Tutti, TUTTI ne parlavano bene, non esisteva motivo per esitare… Forse, esitare avrebbe pagato di più. Mi si presentava innanzi uno spettacolo vasto, molto vasto ed al tempo stesso vuoto, vuoto come il nulla cosmico. Una città costruita con il solo obiettivo di dar sfogo alle manie distruttive del giocatore, dove le macchine possono saltare per aria con il bazooka, in virtù del fatto che non abbiamo altro da fare. Dove le missioni che il nostro novello delinquente che interpretiamo deve affrontare si succedono stanche, noiose, ripetitive e banali, tra le solite sparatorie con gli sbirri, i classici inseguimenti alla Hot Pursuit (magari…), le stupide missioni di scorta (“porta in salvo la puttana/pappone”), le rappresaglie alla polizia che dopo aver completato la missione ci lascia liberi di camminare come se nulla fosse successo. Sembra che il mondo sia il nostro paese dei balocchi che reagisce (male) in funzione alle nostre scalcinate azioni. Quello che Rockstar aveva forse in mente era un mondo vivo, pulsante. Ma il tutto si riduce ad un corri-corri per la città sulla prima macchina che riusciamo a rubare, cercando il prossimo checkpoint dove farci assegnare un’altra noisissima missione. “OH, MA CHE FIGO! POSSO CAMBIARE STAZIONE RADIO IN MACCHINA!” dice al vostro orecchio il bimbominkia remoto. Si figliuolo, ma dopo 5 minuti la cosa ha già rotto i maroni. Si scopre in breve che non ha granchè senso completare le missioni primarie, e manco secondarie, quanto piuttosto cercare di divertirsi ammazzanzo/bruciando/investendo chiunque nel raggio delle nostre armi/macchine, senza un motivo, senza una vera storia, senza un perchè. Ci si sente vuoti. Non ci aspettavamo di dover salvare l’universo, ma è un’eresia chiedere ad un titolo dalle così grandi potenzialità almeno un pò di profondità? Sembra che gli autori abbiano preso il geniale concept di Driver, e l’abbiano violentato, barbarizzato e gettato in un dvd da 4.5 gb, aggiungendo le sezioni a piedi. Perchè questo è GTA: l’esaltazione della violenza insensata, il soddisfare il casual gamer che non vuole applicarsi ad altro che non sia distruggere, la volgarità del C’mon Fuck You Bitch portata ai massimi livelli. Triste, molto triste (specie per i soldi spesi), me ne resi conto. E lo disintallai. Un gameplay vuoto, costruito sulla clientela sicura dei teenagers tutti Grande Fratello & Maria De Filippi, sulle mode di 50 Cent e Sean Paul, sul mito Gangsta… Non c’era nulla di davvero intrigante. E’ come poter fare tutto, ma non voler fare niente, perchè si vive in un mondo di noia. Ma ormai la linea era tracciata. Non era possibile tornare indietro. Rockstar vive su questa diffusa ignoranza ludica ed intellettuale da anni, si sa. Con una piccola speranza provai qualche anno dopo Vice City, quarto episodio, ambientato in pieni anni ’80.

La delusione permaneva forte, ma si riaccese una piccola speranza. Sarà per il fascino tutto Miami Vice del plot, sarà per le sgargianti macchinone rosse tutte simil-Ferrari, e per la leggendaria “She’s on Fire”, il buon Vice City si erge ad un rozzo tentativo di concretizzare Scarface sul mondo 128 bit. Tentativo sufficientemente riuscito, devo ammetterlo. La scelta di Rockstar di puntare su questo tema di pupe&palme&spiagge è ottima, e i progressi sul campo della varietà delle missioni sono evidenti. Piacevole, scorreva tutto liscio per i primi giorni di gioco. Poi si ripresentò: la noia, la nostra temibile avversaria NOIA. Mascherata da bikini succenti e macchinone di 5 m e passa, la dispersività e la sensazione di vuoto di Gta era ancora presente, forse in misura minore del terzo episodio, ma innegabilmente presente. Basta poco per capire che ci vuole ben altro che trucco e parrucco per cambiare radicalmente un sistema di gioco. Ma in fondo nessuno alla Rockstar voleva poi cambiarlo, questo tipo di concezione ludica. Arrivai a circa metà della campagna principale, poi lo abbandonai inesorabilmente. Meglio il dvd di Scarface. Credo che Vice City sia quello che abbia venduto di meno. Suppongo perchè non corrisponda pienamente ai canoni della generazione Ps2&De FIlippi di cui ho parlato prima. Pazienza, qui i numeri c’erano davvero tutti. Arriviamo dunque al grande aborto, alla volgarità personificata in un nome, un perchè: C.J., che è poi sinonimo di San Andreas…

Esempio di Tamarragine Estrema, enblema della volgarità, dell’inutilità e della vastità della rozzagine in salsa Rockstar. Ossia, come rovinare quel poco di buono che si era costruito in Vice City. CJ è uno stronzo volgare burino in pieno stile gangsta, in una città ancora più vasta, ancora più vuota, ancora più senz’anima. Immense starde piene di rozze-rozzissime costruzioni poligonali dove le persone sembrano inermi formiche in attesa che il casual gamer al joypad si sfoghi dei suoi problemi personali prendendoli a colpi di bazooka in faccia. Qui si esalta il concetto di violenza gratuita, di trama superflua, di smarrimento. Non c’è più nemmeno l’interesse a distruggere, si nota solo l’ultimo tentativo di assoggettare l’idea di un gameplay aperto e vitale ai bisogni di violenza e di cassa del mercato. E’ la fine, il tentativo è riuscito appieno. E’ l’episodio più venduto di sempre. Una ciofeca, costruito sui voti altissimi delle riviste specializzate, sul presunto concetto che vasto significhi libero e divertente. Ma la vera libertà (ludicamente parlando) è qualcosa di diverso. Giocatevi Morrowind, se volete respirare la libertà virtuale. Qui non si fa altro che ammazzare sbirri, punire gang, rubare macchine e vantarsi della canotta fighissima e della uzi con il colpo in canna. Senza un perchè, solo per accontentare le masse di teenagers e non, assetati di stupità virtuale votata alla violenza.

Sulla scia di Gta, sono nati numerosi “cloni”. Mi viene in mente True Crime, che pure è riuscito meglio di Gta. Quindi l’atto è compiuto. Si può dire che Rockstar è riuscita ad instaurare la sua legge nel genere, e a formarsi un suo target specifico di pubblico. Nessuno mi ha ancora spiegato, ad anni di distanza, quale piacere può scaturire dal distruggere tutto senza motivo per le strade di una rozza simil-Detroit, quando si potrebbe lasciare Gta 3,4 e 5 come utili sottobicchieri per poi immergersi in un mondo fantasy, oppure in un universo futuribile, oppure in un’arena di lottatori, insomma in qualsiasi altro gioco di valore… Mah.

E no, stavolta il classico “De Gustibus” non lo dico…

Final Fantasy VIII è oggettivamente sopravvalutato?

Discussione nata su altri lidi come quella sul decimo capitolo, se ci troveremmo in Usa e Giappone la risposta scontata sarebbe:

Quote:
Originariamente inviata da più o meno chiunque
OMMIODDIO MA CHE C****O STAI DICENDO?!

dove è ampliamente ridicolizzato dalla maggior parte dei giocatori benpensanti visto che per loro non è stato il primo FF localizzato nella loro lingua, di conseguenza avevano metro di paragone con la saga, questo invece è un capitolo molto controverso in Italia, vuoi perchè è stato quasi per tutti il primo FF, vuoi per le tematiche adolescenziali che fanno presa sugli allora ragazzini (Dawson’s Creek e Moccia insegnano) e sulle fangirl depresse (vedi le citazioni in fondo all’articolo).

Ora esprimerò il mio punto di vista (ammesso e concesso che anche per me fu il primo Final Fantasy regolare della serie, il Mystic quest lo giocai anni prima):

Secondo me lo è eccome sopravvalutato, eccome se lo è! Oggettivamente si salvavano solo il lato tecnico, per lo meno su pc, e la ost, la melodia del garden di Balamb è veramente indimenticabile.

Arriviamo alle note dolenti, partiamo da trama e personaggi: i personaggi sono dei comodini inutile negarlo, nessuno subisce un’evoluzione tranne quella di Squall che da perfetto emo rincoglionito, sociopatico e con tendenze suicide diventa all improvviso l’amicone buono di tutti, Rinoa sarà sempre la bimbetta innamorata e palla al piede per tutta l’avventura, Zell idem, un cretino senza speranza che parla solo per dire la minchiata di turno, Quistis la prof pedofila che ha senso solo fino alla cutscene del centro di addestramento dopo il ballo.

Passiamo ora al peggio del peggio, Irvine: che prova ad emulare Setzer Gabbiani ma fallisce miseramente, sostanzialmente è un cowboy cecchino che fallisce nell’unica cosa che deve fare nella trama e per cui è addestrato: un tiro con un fucile di precisione alla fine del primo disco, ci prova con Selphie ogni tanto poi per il resto del gioco è pressochè inutile, come l’oggetto delle sue attenzioni del resto: di lei si sa solo ama i treni ed il giallo, stop, lei si può riassumere in una sola immagine:


Della trama che possiamo dire? fino alla fine del primo disco è quasi ottima, con questo sfondo studentesco militare molto affascinante e che mette in piedi uno scenario geopolitico molto affascinante e coerente, poi va tutto a scatafascio, con la pessima storia d’amore in primo piano, la compressione temporale, buchi vari mascherati con un “te và i gf ci hanno fatto perdere la memoria, abitavamo tutti assieme ma non ci ricordiamo per colpa loro”, ed un antagonista che spunta chissà da dove, insomma, per dargli un senso si devono prendere per buone le 2 teorie fanmade smentite dalla Square, ovvero squall is dead e artemisia è rinoa…stupefacente vero?

Parliamo del gameplay: normale atb, che è ottimo a mio avviso, basta però un piccolo trucco per trasformare tutto il gioco in una puttanata immane, anzi 2: le abilità Level down e la combo Aura -> spam di triangolo -> renzokuken -> win.
Questo sistema di battaglia viene rovinato anche dal pessimo sistema di sviluppo, in pratica assegni ad ogni parametro una magia, con le conseguenze che ti ritrovi immancabilmente tutti i parametri a 255 rendendo tutti fotocopie onnipotenti (un po come la sferografia, altra puttanata) tranne che per i GF equipaggiati. Tutto ciò porta ad un’altra conseguenza gravissima: ovvero non puoi usare magie sennò addio statistiche fighe, ma tanto non fa nulla, i GF (gli esper dei vecchi episodi per capirci) e le magie sono inutili quando i tuoi personaggi tolgono 9999 hp a botta.

Un plauso di merito anche ai tutorial, il non renderli skippabili aumenta le voglie di lanciare il joypad dalla finestra.

In conclusione: può un gioco con sistema di sviluppo pessimo e trama e personaggi devastati ,che per avere un senso hanno bisogno di teorie fanmade, essere un capolavoro, una pietra miliare stando a quanto leggo a volte? Secondo me può piacere, ovvio, ma se questi sono i VERI capolavori…siamo fottuti!

in seguito un po di veri commenti dei fanboy come nell’altro articolo, tra parentesi il mio commento

  • Non posso che essere d’accordo con te. A me è piaciuto molto, l’unico aspetto criticabile è la junction. Per quanto riguarda tutti quei commenti negativi all’inizio del thread, una mia idea ce l’ho, ed è semplice. Il creatore della discussione a quanto pare gode di un’ottima reputazione qui, mi sembra dunque ovvio che venga supportato dai suoi estimatori. Onore a Balthier per questo, non ho nulla da dire, se ha una buona reputazione è perchè se l’è creata, mi dispiace soltanto che ci vada di mezzo un titolo come Final Fantasy VIII, che merita solo complimenti a mio modo di vedere. (Balthier in quel forum sono io e naturalmente i difetti ci sono perchè la la gente mi rispetta, naturale).
  • è che per denigrarlo si attaccano a stronzate come la strega Artemisia,i treni gialli,buchi di trama e così via non capendo minimamente che questi elementi sono solo di contorno per creare un contesto dentro il quale la storia d’amore regna sovrana. (la trama e il gameplay sono cazzate, sticazzi).
  • Secondo me i personaggi e la trama non sono affatto banali, posso essere d’accordo sul fatto che non ci sia stato pieno sviluppo di tutti i personaggi, e che alcuni siano più che altro di contorno, però obiettivamente parlando sono belli, e obiettivamente parlando la trama ha un suo perchè, senza che ci si debbano mettere di mezzo teorie fan made e simili.(il perchè della trama non lo spiegò mai…)
  • Secondo me, se provi a metterti nell’ottica di quegli anni, pensando alle capacità di creazione di giochi e console di allora, pensando a quali fossero i parametri che potessero far osannare o no i videogiochi, e agli elementi chiave che in quel momento potevano emergere più di buchi o falle in FFVIII, e anche al genere di console in voga, e pure alla mentalità delle persone e al loro approccio con i videogiochi, occhi molto più inesperti e in parte chiusi, riesci meglio a focalizzare il perchè di tanto successo (è colpa delle console del tempo…Terranigma e Final Fantasy 6 non esistono!)
Concludo dicendo che per sta merda tolsero fondi al team di Takahashi che si stava occupando per la prima volta della saga di Final Fantasy e fecero di questo abominio l’ottavo capitolo della saga…Fanculo Squaresoft!
[Lo zio Ferra]