E’ arrivato un Megadrive! Ovvero, come collegarlo ad un tv in HD senza bestemmiare

Tempo di natale, tempo di retroregali, cosa c’è di meglio di un bel Megadrive per festeggiare l’arrivo del natale?

Con mia somma gioia ne ho trovato uno a 20 e dico 20 euro da un cliente della mia ragazza (lavora da gamestop per la cronaca), con 2 pad, tutti i cavi e 4 giochi: Quackshot e Altered beast boxati più Sonic the hedgehog e Ayrton Senna grand prix loose, ma diamine non mi lamento è tutto nuovissimo come appena uscito dalla scatola!

Arrivo a casa bello contento e mi viene il sudore freddo: mi ero dimenticato che ho quasi tutte le tv ad alta definizione! Brividi!

Provo a collegarlo al tv della sala ma niente, il cavo rf non sembra funzionare, provo le stesse frequenze del NES ma nulla, non funziona! Passo in cucina dove resiste l’unico CRT di casa ma nulla, pure li è morto, disperato lo collego al tv della cameretta, un LG full HD ma niente, è morto!

Seguono un paio di giorni di disperazione dopo la constatazione che non ci sono neanche adattatori per collegarlo con una scart al che mi viene un’illuminazione! La scansione automatica!

Stacco l’antenna e collego solo il Megadrive acceso, giustamente non trova nessun canale ma dopo circa 5 minuti salta fuori il canale 38 della TV analogica, dove vedo sfrecciare Sonic in tutta la sua magnificenza! Contento come un bimbo spengo tutto e riattacco l’antenna, giustamente rifaccio la sintonizzazione di tutti i canali e quando ha finito vado sulla sintonizzazione manuale della TV analogica e con il Megadrive acceso vado sul canale 38 e…magia! Sonic sta correndo come un pazzo!

Benvenuto in casa Ferrari Megadrive!

 

Lo zio Ferra

Recensione Sonic the Hedgehog (1991, Sega, Megadrive)

“Dove diavolo è quella cassetta di Sonic?!”, mi chiedevo spesso da piccolo, quando ero molto sbadato (ma lo sono ancora) e perdevo sempre la mia amata copia tra i cuscini del divano e le coperte, con il joyoad poggiato sul letto, mentre la combo TV+Megadrive attendevano solo che trovassi l’ambito premio per iniziare una nuova partita. Eccolo qui, il gioco che più mi ha portato verso quella filosofia ludica, di stampo arcade, targata Sega. Tutto per un simpatico riccio/porcospino blu che correva come un matto. Molto, molto più carismatico del buon Alex Kidd, lasciato un pò anzitempo sulla Rom del Master Sytem posto appena sotto il MD. C’era poco da fare, il nostro “Blue Hero” era ipnotico, veloce, eroico nel suo propagarsi su e giù in quel suo mondo tutto salti, rampe, giri della morte, super lanci… Fu con lui, con Sonic, che abbandonai per sempre ogni possibilità di diventare un Nintendaro, lasciando al suo oblio un vecchio NES regalo di un mio lontano cugino.

Difatti, Mario (anzi scusate, Super Mario) non mi attirava neanche un pò, ed in effetti ache oggi la situazione non è cambiata. Non me ne vogliano i miei amici Nintendari, ma non trovavo emozione, tensione, senso dell’avventura nei salti di quel simpatico idraulico nel suo mondo dei funghi. Trovavo (e trovo) invece in Sonic The Hedgehog una Rivoluzione del gaming, con la R maiuscola, che porta il marchio del platform moderno, capace di scuotere tutti i platform successivi come Rayman, Crash e molti altri. Il dinamismo, la velocità, i colori, tutto si muoveva a velocità per l’epoca sconosciute, come una piccola palla blu impazzita che lasciava esterefatti nei suoi movimenti. Una simpatica furia, il nostro eroe, che sfidava i limiti della gravità compiendo azioni incredibili. Merito anche di un ottimo level design, che supera la logica dei “blocchi” o delle piattaforme e si evolve in ambienti che simulano una sorta di “bi-tridimensionalità” primitiva (passatemi il termine), visibile nella maniera più lampante nelle sezioni a spirale, dove effettivamente è impossibile non notare l’effetto di “cambio di traiettoria” apparente compiuto nell’atto di passare. Tocchi di classe di un sistema grafico notevole, velocissimo, quasi fulmineo, e capace di gestire sprite, effetti di scrolling e un gran numero di colori come se niente fosse. Un gioco dove la velocità è la Signora indiscussa di tutto potrebbe svilupparsi solo su un piano orizzontale ma sarebbe stato abbastanza banale. La Sega optò allora per livelli visitabili in più zone, in alto ed in basso, scegliendo alcuni passaggi invece che altri. Questo ha permesso di creare ambienti grandi e articolati, dove trovare segreti, bonus, anelli (i punti) e qualche extra piacevole. Ogni sezione, a partire dalla mitica Gren Hill Zone, può allora essere rigiocata con piacere più volte, per carpirne tutti i segreti, letteralmente in lungo ed in largo. E come non lodare lo stile grafico, a partire dalla caratterizzazione dei nostri eroi, nonchè del cattivone di turno, Dott. Robotnik (oggi chiamato Eggman :)) e un comparto sonoro piacevolissimo e mai fastidioso, funzionale e adatto di volta in volta al tema del livello.

Sembra a volte di non poterlo controllare, il buon Sonic, nella sua corsa sconfinata. Ma è solo un’illusione, la stessa che Sega ci propone da anni anche in Outrun, ad esempio. Il controllo è totale, ma la velocità è così ben resa da dar l’impressione di non poter cambiare le sorti di un Game Over, per poi accorgersi che il riccio blu risponde prontamente ai comandi, con una precisione notevolissima, avvantaggiata dal buon joypad del MD. La verità, signori miei, è che questo esempio, fulgido e semplice al tempo stesso, di gameplay ha in sè la tutta la filosofia intrinseca nel DNA Sega: la corsa, la furia, il divertimento sfrenato e senza limiti, i colori, l’umorismo, la libertà di sognare (che importanza ha se limitata in 2d, i sogni di un piccolo gamer che cresceva andavano ben oltre i puri limiti formali e hardware :)). Sonic fa parte della categoria dei giochi che ridefiniscono un’epoca ed è ovviamente la condizione sufficiente e necessaria per avere un Megadrive. Il Megadrive E’ Sonic, così come Sonic è l’essenza della Sega. Impossibile non amarlo, è la scuola del 16 bit. Grazie a Naoto Oshima, Hirokazu Yasuhara e Yuji Naka per aver ideato il nostro eroe. E grazie a Sega, di esistere. 

Giudizio finale: LEGEND !!!!

Aladdin (Megadrive, Virgin/Disney, 1993)

Nel 1992 uscì nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, uno dei film più acclamati della storia disneyana …Aladdin.  Questo straordinario lungometraggio animato, basato sul famoso racconto arabo “Aladino e la lampada meravigliosa”, fu uno dei più grandi successi cinematografici di quell’anno incassando più di 500 milioni di dollari e ricevendo moltissimi premi. Come spesso accadeva, al film seguiva un massiccio merchandise che andava dagli accessori per la scuola all’album di figurine, fino ad arrivare alla realizzazione del videogioco che la Disney affidò alla Virgin Interactive. Al progetto prese parte David Perry, già autore dei fantastici platform”Cool Spot” e “Global Gladiators”, al quale fu affiancato un team di disegnatori Disney con lo scopo di riprodurre la stessa atmosfera presente nel film. Il risultato fu strepitoso.

Uscito nel novembre ‘93, anche in versione bundle con la console Mega Drive II, il gioco ripercorre la trama del film attraverso dieci livelli di puro divertimento arricchiti dai vari “bonus stage”, sbloccabili raccogliendo i “Gettoni del Genio” e i “Gettoni di Abu”, dove avrete la possibilità di guadagnare vite extra e tanti altri premi che vi torneranno utili nel gioco. Armati di spada e mele, vi ritroverete quindi nei panni del giovane Aladdin che, in compagnia dalla sua fidata scimmietta Abu e l’aiuto del folle Genio, dovrà affrontare i tanti nemici e le innumerevoli insidie presenti sul cammino verso il palazzo del Gran Visir Jafar dove è prigioniera la bella principessa Jasmine, il tutto racchiuso in una giocabilità impressionante e un mix di fluidità e divertimento mai raggiunti prima.

Graficamente Aladdin è strepitoso. Per la sua realizzazione venne adottata una nuova tecnica denominata DIGICEL PROCESS che consisteva nel disegnare i fotogrammi in singoli riquadri e successivamente, una volta acquisiti tramite scanner, venivano compressi per adattarli alle capacità di memorizzazione del Megadrive in modo da replicare con massima fedeltà, animazioni e personaggi presenti nel film. Gli scenari, su più livelli, davano un senso di profondità incredibile, adeguandosi in maniera impeccabile e precisa ai movimenti del personaggio.

 

Per quanto riguarda le musiche e gli effetti sonori Aladdin fa affidamento sulle tracce musicali del film, alle quali sono state aggiunte cinque melodie realizzate esclusivamente per il gioco da Tommy Tallarico. E anche qui riescono a stupire con una colonna sonora magnifica.

In sostanza Aladdin è un capolavoro con la C maiuscola, uno di quei giochi da avere assolutamente… Io stesso comprai il Mega Drive solo ed esclusivamente per giocare con questo incredibile videogame. Forse l’unico difetto che possiamo riscontrare è la facilità dei primi livelli, bisognerà infatti arrivare a metà gioco per trovare le prime difficoltà, ma il tutto è facilmente risolvibile cambiando il “difficult level” nelle opzioni principali. Per farvi capire l’importanza che questo gioco ha avuto nella storia dei videogames, sappiate che al primo posto dei giochi per Megadrive più venduti c’è Sonic 2, al secondo… Aladdin!

Recensione Shinobi 3 (1993, Sega, Megadrive)

Il titolo in questione, insieme ad i suoi predecessori, rappresenta la risposta Sega ai vecchi Ninja Gaiden per il NES. Lo Shinobi è appunto un ninja e la Sega sa bene che i Ninja, sempre e comunque, attirano l’attenzione dei gamers. Il presente titolo fa parte delle 3 cartucce del Megadrive che possiedo gelosamente. Ebbene ancora oggi provo una gioia enorme a giocarci, vuoi perchè il Megadrive resta il primo amore, vuoi perchè il gioco è davvero ben fatto. Shinobi III: Return if the Ninja Master è un action/platformer che definirei quasi perfetto per il suo tempo. Non è il miglior platform Sega ovviamente, ma lo stile arcade della casa è comunque mantenuto: velocità, colpi spettacolari, telecamere incredibili. Infatti, superato il primo livello (abbastanza abbordabile) a colpi di shuriken e ninjato, si arriva ad un secondo livello che è nella storia dei videogiochi: la cavalcata furiosa dello Shinobi sul suo destriero, in una sconfinata prateria dove nemici di ogni sorta ti si affiancano a cavallo o si lanciano contro di te per fermarti. Ma un ninja non si ferma mai, neppure ad ammirare gli splendidi fulmini e nuvuole animati sullo sfondo; e nemmeno lo scrolling dello stage dove sembra davvero di compiere passi nella steppa; nè tantomeno le animazioni del cavallo che sembra vivere vita propria. Il gioco non si sviluppa tutto in un Giappone medievale/fatato ma bensì prosegue in un distopico ambiente militare del futuro, dove oltre i soliti ninja nemici dovremo combattere con guardie pronte a fulminarci e mech d’assalto che non vedono l’ora di farci la festa. Fantasia Sega al potere: il massimo che si possa chiedere dal Megadrive. In realtà non dobbiamo solo saltare, arrampicarci, colpire e fuggire. Possiamo anche usare il nostro potere spirituale, il Ninpo: abbiamo diversi poteri da usare (fulmine devastatore, aura infuocata ed altri in verità non troppo distruttivi) che possiamo selezionare a seconda delle necessità ma una volta sola per livello. Vi consiglio di resistere alle orde nemiche e lasciare il potere contro i boss… mi ringrazierete. Insomma, una componente strategica gradita e che esalta la notevolissima capacià 2d della macchina Sega che mostra effetti e tocchi di classe impensabili. Il gioco in sè stesso non è molto lungo, 6 stage, ma è difficile ad un primo approccio quindi ci vuole tempo per completarlo. Scordatevi i save, ovviamente, a meno che non usiate un emulatore (ma sarebbe uno sporco trucco, un gioco così bello si deve finire d’un fiato). In ogni caso, vero od emulato che sia, Shinobi 3 merita attenzione per la sua verve nettamente arcade e per il suo stile di gioco aggressivo e retrò. Da riscoprire, per tutti.

Giudizio finale: GOOD WORK, NINJA!