World Soccer (Sega Master System, 1987)

Uscito nel 1987, come seconda versione di un gioco omonimo uscito in formato Sega Card nel 1985 (quindi solo per il primo Master System), ne cambia completamente le caratteristiche, e ispirandosi fortemente ad altri pezzi grossi del genere come “Soccer” del NES e “Mexico ’86”, mitico cabinato della Taito, riesce ad essere anche meglio a questi ultimi, ergendosi a miglior gioco calcistico dell’era “pre-Kick Off” sulle console casalinghe. Ma andiamo più a fondo…

La versione su Sega Card del 1985

La versione del 1987

GIOCABILITA’: ovviamente niente di realistico, ma solo puro divertimento arcade! I nostri giocatori (solo sei per squadra) scorrazzano per il campo senza problemi di sorta nel controllo di palla, sempre pronti a trovare lo spazio per sganciare un missile in porta. Il maggior ostacolo alle nostre azioni è il gioco “aggressivo” degli avversari, sempre pronti a fare pressing e a colpire in tackle. Assolutamente bellissimo il sistema dei rigori, che per la prima volta su una home console fa cambiare la visuale completamente rispetto al normale gaming, per essere messa alle spalle del tiratore (anche quando il portiere è controllato da noi). Ci sono 8 squadre (Argentina, Germania Ovest, Francia, Brasile, Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone), ma purtroppo le uniche modalità di gioco sono la partita singola o una serie di rigori.

MODALITA’ DI GIOCO: solo due, purtroppo, la partita singola e la sfida ai rigori, assoluta novità per l’epoca. Sarebbe stato più bello avere anche una coppa, coppetta, qualcosina così…la Coppa del Mondo assegnata su partita singola (con un delizioso intermezzo) è un po’ poco…

GRAFICA: estremamente colorata e piacevole agli occhi, con una visuale 2D isometrica simile appunto al vecchio “Soccer”, presenta parecchie migliorie, come colori più realistici e stilizzati visi dei giocatori (con occhi in cui le pupille si distinguono dalla cornea!).

La bellissima visuale dei rigori

CONTROLLI: buoni, rispondono molto bene e velocemente, consentendo di imbastire azioni molto belle. Semplicemente perfetti quando si tratta di tirare o parare rigori.

SUONI E MUSICA: World Soccer presenta due brani, uno per lo screen iniziale e uno durante le partite. Quest’ultimo non è troppo pesante o ripetitivo e non si rende sgradevole nemmeno dopo troppe partite. In partita possiamo sentire anche un “sintetico” rumore di calci al pallone, e un motivetto dopo il gol, accompagnato dalle grida del pubblico. Ma la vera chicca che rende memorabile il comparto sonoro di WS sono gli inni nazionali in versione 8bit che possiamo ascoltare quando scegliamo le squadre!

REPLAY VALUE/LONGEVITA’: World Soccer è molto bello e molto divertente, e su questo non ci sono dubbi. Giocarci e rigiocarci è piacevole, ma purtroppo il tutto è limitato dall’assenza di modalità di gioco più profonde della partita singola.

PAGELLA

GIOCABILITA’: 8

MODALITA’ DI GIOCO: 5,5

GRAFICA: 8

SUONI E MUSICA: 9

CONTROLLI: 8

REPLAY VALUE: 5

TOT: 7,25

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Shadow Dancer: The Secret of Shinobi­ (Sega Master System, 1991)

Anno: 1991

Produttore: SEGA

Rarità: EU —>2 _____ US—> ? _____ BRAZIL—-> ?

INTRODUZIONE:

Shadow Dancer – The Secret of Shinobi è uno spin-off di Shinobi, come potete vedere dal sottotitolo. Questo gioco è stato rilasciato nel 1990 su Arcade e questa è la versione Master System. C’è anche una versione per il Megadrive. La storia è semplice. Alcuni terroristi hanno dirottato una navetta spaziale e tu sei il solo uomo (col tuo fido cane) capace per fermarli.

ATTENZIONE SPOILER:

Questo gioco, mi duole dirlo, è da evitare come la peste e da possedere al solo fine collezionistico. Non fate come me che ha perso una mezz’ora della sua vita che non riavrà più e che è andata sprecata! Insomma è da avere giusto per dire di averlo…. per il resto dopo questo avviso se volete iniziate pure a leggere la recensione… ci sarà da ridere (o da piangere dipende)!

GIOCABILITA’:

Questo gioco ha 4 livelli e 2 diversi giochi bonus. Dopo ogni livello che si deve combattere conto un Boss. In ogni livello dovrete uccidere tutti i nemici, alcuni di loro lasciano Bombe quando muoiono, che si devono raccogliere. Si possono combattere i nemici con tutte le armi caratteristiche di un ninja , lancio di shuriken, usare una katana o utilizzare speciali tecniche. Inoltre si ha un cane, ma lui non è al tuo fianco come nella versione Arcade o del Megadrive, ma è necessario richiamarlo perchè attacchi. Il cane tuttavia risulta abbastanza inutile è necessario prima “caricarlo”premendo verso il basso e poi lo rilasciarlo. Inoltre l’esecuzione di tutto ciò comporta molto tempo, motivo in più per non usare affatto questa tecnica. Come se già non bastassero questi aspetti negativi, questo è uno di quei giochi dove in un colpo vieni ucciso, UN SINGOLO COLPO! Quindi scordatevi le classiche barre della vita. Ah si dimenticavo, hai solo 3 “continue” e ovviamente quando muori si deve ricominciare l’intero livello da capo anche se muori un metro prima dalla fine dello stage. Perciò prendete il fatto che “un colpo e muori” e mischiatelo con un sistema di controllo non sempre precisissimo(che sarà descritto tra poche righe) e nemici che sono di gran lunga più veloci di te e… ecco qui! Un bel gioco frustrante!

GRAFICA:

Dopo tutto il male che abbiamo detto di Shadow dancer fin ora, possiamo però dire che il gioco graficamente non è affatto male. I personaggi sono ben dettagliati così come Takashi stesso, ma tuttavia anche qui ho riscontrato qualcosa che personalmente mi ha infastidito… i personaggi sono troppo grandi rispetto allo schermo del Master System. Prensiamo come esempio il primo boss. Se giocherete e avrete la pazienza di arrivarci, noterete che il nemico è grande quanto la metà dello schermo… voglio dire è ENORME e schivare ei suoi colpi è una cosa difficilissima. Gli sfondi godono di un cattivo design e molti degli sfondi sono noiosi da vedere. Tuttavia le animazioni sono buone per fortuna, per esempio i nemici ricaricano le armi e si sdraiano alle volte per sparare.

MUSICA E SUONI:

Non molto da dire in realtà… Ci ritroviamo davanti alle classiche musiche ninja, il che contribuisce a rendere noioso il gioco oltre che frustrante. Gli effetti sonori non sono affatto buoni, dal lancio dello shuriken al suono delle armi da fuoco. Hanno anche introdotto qualche parte con voce digitalizzata. Non è comune per i sistemi 8 bit, in effetti è un tentativo molto ambizioso ma… nonostante i miei sforzi non sono riuscito a capire non solo ciò che tentavano di dire i personaggi, ma nemmeno la lingua usata!

CONTROLLI:

Il gioco utilizza ovviamente tutti i tasti: con il tasto uno usi gli shuriken, con il tasto 2 salti. Se premi su + salto il personaggio andrà più in alto (come su Shinobi), premi su + tasto 1 pre la tecnica ninja e giù + tasto 1 per richiamare il cane. Non c’è niente di male nei controlli a parte un po’ di ritardo alle volte tra quando premi il tasto e le azioni del personaggio. Il maggior problema da riportare però riguarda il salto: il nostro ninja provetto salta così poco in alto che persino i piccoli ostacoli possono rappresentare un pericolo mortale.

REPLAY VALUE:

Questo deve essere uno dei giochi più frustranti sul Master System. Non so quante migliaia di volte sono morto e riuscire a battere il primo mostro è come essersi guadagnati una medaglia olimpica. Conosco alcune persone hanno battuto il gioco e mi hanno detto che se sai come reagiscono i nemici e come si devono combattere i boss, è possibile finire questo gioco in circa 12 minuti. Quindi è un gioco piuttosto breve. Tuttavia non credo ci sia una ragione per rigiocare a questo gioco di nuovo se non per fare uno scherzo al vostro amico magari… sai del tipo… “hei scommettiamo che ti romperai le scatole a giocare a questo gioco prima di 5 minuti?” e vedrete la sua reazione!

PAGELLA

GAMEPLAY: 2

GRAFICA: 5

MUSICA E SUONI: 2

CONTROLLI: 3

REPLAY VALUE : 5

TOT.: 3,5

ALTRI SHREENSHOT:

Klax (Tengen, 1991)

ANNO: 1991

PRODUTTORE: Tengen

GENERE: Puzzle

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RARITA’:

EU: 3

US: N/D

BRAZIL: N/D

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INTRODUZIONE:

Premetto che i giochi creati dalla TENGEN non mi hanno mai attratto molto per qualche ragione anche perchè mi sembrava sempre di giocare ad una copia pirata di un gioco… sembravano in qualche modo taroccati :). Impressione puramente personale ma non lo so…. tuttavia questo puzzle game (uno dei pochi a dire il vero per l’sms) è stato sviluppato molto bene e regge il confronto con la versione arcade anche con i dovuti tagli dovuti dovuti alla scarsa potenza della console.
GIOCABILITA’:

L’idea che sta alla base di questo puzzle game è relativamente semplice e intuitivo. Nel gioco tu controlli un paddle che è fissato sopra ad una voragine, sopra al quale c’è un nastro trasportatore. Si sposta un paddle a destra e a sinistra, nel tentativo di catturare le piastrelle che vengono giù dal nastro trasportatore (fino a un massimo di 5), si preme un pulsante per rilanciare le piastrelle indietro sul nastro (per guadagnare tempo quando la velocità e il numero di piastrelle aumenta) o si possono recuperare grazie al paddle per ribaltarle nel contenitore sottostante. Una volta allineate (in verticale, orizzontale o in obliquo) le piastrelle dello stesso colore spariscono. Ogni livello ha un obiettivo diverso. Per esempio, nel terzo, bisogna cercare di abbinare tre piastrelle in diagonale. Una volta che questo obiettivo è stato completato, si può passare al livello successivo. Anche se manca di una modalità a 2 giocatori, questo gioco è ancora divertente e coinvolgente.

GRAFICA:

Abbastanza buona per un sistema a 8 bit. Ricordo che nonostante tutto il Master System godeva di una grafica migliore rispetto al suo rivale Nes soprattutto per quanto riguarda la gamma massima di colori disponibile. I color difattii sono moltissimi, vivaci e brillanti il che è condizione necessaria per un puzzle game (è fondamentale riconoscere il colore delle diverse piastrelle per poter formare combinazioni). Niente da ridire sul comparto grafico insomma.

MUSICA e SUONI:

Musica? Che musica!? Oh, c’è una traccia audio… Che dopo 20 livelli diventa un tantino ripetitiva. E suoni .. beh non si può dire che siano “fastidiosi”,ma sono tutti uguali. Le piastrelle fanno rumori diversi come vengono giù, e il paddle fa dei rumori quando lo sposti. Questo è tutto… . E’ pur vero che trattandosi di un puzzle game il comparto audio non deve essere per forza eccelso in confronto magari alla giocabilità complessiva ma…. un tantinello di più ammetto che si poteva fare sotto questo aspetto secondo me.

CONTROLLI:

Reattivi al punto giusto e molto precisi, altra condizione necessaria  per un puzzle game. con i tasti direzionali sposti a desta e a sinistra il paddle per recuperare le piastrelle in arrivo. Mentre le piastrelle sono sul paddle premi il tasto 1 per rimandarle indietro sul nastro, oppure premi 2 per posizionarli nel contenitore sottostante. Anche qui non molto da dire… un sistema di controllo semplice ed efficace.

REPLAY VALUE:

Sarò breve questa volta. (non che l’intera recensione sia stata molto lunga ^^”) I molti livelli garantiscono un sano divertimento che è tipico dei puzzle. Certo i livelli successivi diventano esponenzialmente difficili e frustranti ma… sennò che sfida ci sarebbe? Un gioco da riprendere in mano e da rigiocare e uno dei pochi puzzle game per Master System veramente riusciti.

PAGELLA:

GIOCABILITA’: 8

GRAFICA: 7

MUSICA e SUONI: 4

CONTROLLI: 8

REPLAY VALUE: 7

TOT:6,8

ALTRI SCREENSHOTS:

    

Golden Axe (1989, Sega)

ANNO:1989

GENERE: COMBATTIMENTO/ARCADE

PRODUTTORE: SEGA

RARITA’: EU—–>1 USA—–> 5 BRAZIL —–> N/D

INTRODUZIONE:

La prima cosa che mi è venuta in mente prima di creare questa recensione era quella di iniziare con un bel gioco che rendesse onore alla console di cui ho più esperienza, ovvero il nostro beneamato e troppe volte sottovalutato Master System. Accesa la mia console avevo voglia di iniziare con un classico arcade intramontabile…. Golden Axe!

NOTA:

Il mio stile adottato per le recensioni forse è un po formale ma col tempo sicuramente scriverò in maniera più sciolta e alla mano :).
GIOCABILITA’:

I personaggi si muovono troppo velocemente, mentre lo sfondo è piuttosto lento e ciò fa apparire le animazioni strane in un certo senso. Con livelli strutturati in stile 3D (puoi muoverti su, giù, a destra e a sinistra) è difficile alle volte allineare il tuo personaggio in modo che possa colpire efficacemente i nemici. Tuttavia il gioco risulta divertente quanto basta per mettere da parte questi difetti, certo ricordiamoci che è lontano dall’arcade-perfect, ricordando i limiti di un sistema a 8 bit.

GRAFICA:

Il comparto grafico è straordinario. I diversi livelli sono altamente dettagliati e i gli sprite dei personaggi sono grandi e ben definiti. Alcuni colori sono un po’ strani… come nel primo livello dove puoi vedere dei sassi blu (forse è lo stesso graphic designer di Enduro racer? ^^”). Gli effetti magici sono buoni, lo schermo diventa nero e si può vedere il personaggio e la magia che usa… certo sarebbe stato più bello se il background non fosse cambiato ma… direi che ci possiamo accontentare. Un’altra piccola critica riguarda il ciclo del movomento dei personaggi che risulta un po’ fuori posto. Tutto il resto dal salto al correre fino all’attacco con la spada è ben fatto

MUSICA E SUONI:

Un altro elogio va fatto anche per quanto riguarda il comparto sonoro. E’ davvero ben fatto e personalmento è davvero orecchiabile. Anche i suoni sono ben fatti, anche se manca l’urlo quando muori. Tutti gli altri effetti sono ottimi.

CONTROLLI:

Il gioco risulta meglio giocabile con il classico game pad al posto dell’arcade stick. La risposta ai controlli è immediata e per usare la magia, in mancanza del terzo pulsante, si devono tener premuti entrambi i pulsanti.

REPLAY VALUE:

Molto alta come un gioco arcade dovrebbe essere. Divertente da rigiocare e offre una buona sfida al giocatore medio senza essere eccessivamente frustrante. L’unica cosa che manca è il multiplayer… ^^”

PAGELLA

GIOCABILITA’: 7

GRAFICA: 9

MUSICA E SUONI: 10

CONTROLLI:8

REPLAY VALUE: 8

TOT.: 8,4 

SCREENSHOTS:

    

Recensione Alex Kidd in Miracle World (1990, Sega Master System)

Era il lontano, lontanissimo (sembrano passati secoli) 1990 quando mio papà arrivò a casa un giorno con una scatola bianca con soprascritto “Sega Master System II”.    All’epoca ero un bimbo di appena 5 anni che non capiva ancora molte cose della vita….ma non sapevo che quella scatola magica avrebbe riempito le mie giornate per anni e segnato la mia mente per sempre.  Alex Kidd in Miracle World era disponibile in 2 versioni. quella base in cartuccia e quella integrata (vedi foto) alla console come è successo ne mio caso. I comandi erano semplicissimi, bottone 1 per il pugno, bottone 2 per saltare, e uno pensa a distanza di anni a un giochino per bambini deficenti, ma non si aspetta la vera bellezza di questo gioco.
La storia narra delle avventure di un ragazzo alla ricerca del fratello Egle rapito dal cattivo di turno “Janken the Great”.  Il gioco si svolge in sezioni e livelli differenti (ben 16) pieni di mostri da sconfiggere ed enigmi da risolvere.

Salta, scappa, uccidi, distruggi, raccogli
E’ facile immaginare che in un classico gioco anni 90 servano calci e pugni per abbattere i nemici che ci sbarrano la strada, ovviamente in Alex Kidd non mancano, ma ne farete addirittura un uso sproporzionato. Saranno molti i blocchi da abbattere per liberarvi la strada, ma attenzione, spesso c’è una logica di base da seguire nella distruzione, dovrete cercare di scavarvi vie alternative nei punti giusti, o formare piattaforme dalle quali raggiungere punti elevati troppo lontani per un semplice balzo, non sempre è opportuno quindi distruggere tutto ciò che vi circonda! I cubi di pietra che andrete a frantumare spesso elargiranno ricchi premi come monete o addirittura oggetti che renderanno le vostre mosse fatali, ma al contrario potranno liberare mostri molto fastidiosi, (in particolare un fantasma della morte che vi inseguirà ovunque voi andiate). Le monete accumulate vi saranno molto utili nei negozi dove potrete acquistare oggetti, potenziamenti o addirittura vite extra, da conservare e usare direttamente dall’inventario quando ne avrete più bisogno!  Le ore di gioco passano veloci, e a differenza di oggi (anno 2011) Alex Kidd non ha la possibilità di salvataggi o password per recuperare la strada percorsa duramente conquistata, se vorrete gustarvi i titoli di coda dovrete superare tutti i livelli in un’unica sezione di gioco. Ma anche questo a suo tempo era una chicca di rara bellezza e difficoltà.
Un aspetto molto divertente è l’uso di veicoli (moto, elicottero o motoscafo), tutti diversi per caratteristiche all’interno degli scenari, scorazzare in modo abbattendo nemici o sorvolare pianure piene di nemici è la spinta decisiva che rende questo titolo divertente a pari di molti che ho provato ultimamente su console molto più potenti dei semplici 8 bit.

Carta, Forbice, Sasso
La morra cinese è il sistema di scontro con i boss di Alex Kidd. Ognuno di loro  verrà affrontato con questa modalità, mettendo da parte pugni, calci ed ogni sorta di arte marziale. Ogni nemico ha una sequenza prefissata di mosse, basta memorizzarle o annotarle ed il gioco è fatto, potrete riaffrontarli tranquillamente, ma con la sfera telepatica (un simpatico gadget che troverete sparso nei livelli) avrete la possibilità di leggere in anteprima nella mente del vostro avversario la mossa scelta, così da recuperare un errore di distrazione.
La fine del gioco rivela due sorprese, la prima meno di stupore, abbandonerete la morra per combattere corpo a corpo con i tre tirapiedi di Janken. Battere i tre vi condurrà ad un nuovo livello, e sta qui la sorpresa infatti, per portare a termine il vostro compito dovrete risolvere un enigma che vedrà protagoniste 5 casse colorate sulle quali voi dovrete saltare in un preciso ordine, altrimenti libererete i “classici” fantasmi che vi faranno perdere una vita.

In conclusione ritengo Miracle World un gioco immediato, ma profondo con tanta innovazione ed originalità allo stesso tempo da renderlo addirittura a mio parere un gioco attuale. Degno di essere rigiocato anche dai nuovi videogiocatore ed essere conservato nella personale collezione di chiunque ami i capolavori senza tempo.    UN MITO CHE NON DEVE MANCARE NELLA VOSTRA COLLEZIONE DI RETROGAME