Recensione The legend of Zelda: Link’s awakening DX

Svegliati Link, è ora di liberare il Wind fish!

Il Link di A Link to the past è solo su una zattera in mezzo al mare quando all’improvvisto un fulmine lo colpisce facendolo naufragare…cosa succederà dopo il suo risveglio da parte della fanciulla Marin? E chi è il Wind fish, la creatura che dorme in cima al monte di Koholint island? Lo scopriremo solo giocando…

Questo capitolo è il remake per Game boy color (datato 1998) dell’omonimo titolo uscito sul primo Game boy 5 anni prima, si distingue per il colore (ovviamente direi!) e per un dungeon esclusivo basato sui colori, oltre che per l’uso della Game boy printer. In ogni caso la cartuccia funziona anche su un Game boy in bianco e nero, perdendo ovviamente alcune feature. Fu il primo Zelda portatile, incredibilmente senza alcun compromesso rispetto ai capitoli casalinghi o quasi!

TRAMA: è veramente basilare, giusto un pretesto ma ben fatta e con un ottimo finale, forse intuibile ma che mantiene l’alone fiabesco tipico della serie

VOTO 7: Basilare ma ben fatta

GRAFICA: Un titolo per Game boy ne più ne meno, sprite ben animati ma non molto dettagliati come ovvio che sia, d’altronde il titolo ha ben 20 anni sul gobbone, niente da dire sul fatto che per i tempi la grafica era straordinaria, però lo stile compensa le carenze tecniche rendendo il titolo godibile ancora oggi.

Nell’immagine la differenza tra l’originale e la versione DX.

VOTO 7: Titolo obsoleto ma ancora godibile grazie allo stile usato

SONORO: tema classico dell’Hyrule field riarrangiato per l’occasione del trasferimento sul mattoncino nero/viola, immediatamente riconoscibile, un ottimo lavoro a mio avviso, considerando anche che sono presenti diverse traccie che cambiano in base alla location, alla cittadina e sopratutto ogni dungeon ha la sua melodia caratteristica, anche il Wind fish theme entra facilmente nella testa per non uscirne più, probabilmente è la colonna sonora meglio curata tra i giochi di questa console. Ben fatti anche gli effetti sonori, tipici della saga e ricchi dei jingle tipici della serie.

VOTO 9,5: Ottima colonna sonora corredata da una grande varietà.

GAMEPLAY: Piccolo capitolo ma rivoluzionario, fu il primo capitolo a inserire la possibilità di assegnare gli oggetti utilizzabili ai rispettivi tasti, addirittura combinandone gli effetti (assegnano freccie e bombe ad A e B e premendo i tasti assieme si spara una freccia esplosiva). Fu anche il primo capitolo con visuale a volo di uccello a permettere a Link di saltare, la possibilità di suonare uno strumento, oltre che il primo a contenere una battaglia sottomarina, è possibile anche perdere del tempo pescando! I suggerimenti nel gioco vengono dati in maniera facoltativa, entrando in una cabina del telefono e chiamando il vecchio Ulrira esso ti dirà dove andare. Parlando di esplorazione non si può far a meno di notare come la struttura del gioco sia incredibilmente complessa anche se il gioco è un semplice ed obsoleto gioco per Game boy: un mondo vasto, pieno di segreti, grotte e labirinti, da scoprire gradualmente grazie ai numerosi strumenti che si verranno a possedere nel corso del gioco, tra cui il rampino e le immancabili bombe. Le ambientazioni sono varie, si va dalle foreste ed alle regioni con vasti laghi, dai cimiteri ed ai deserti, anche qui le differenze non mancano.

Una parola per i dungeon (9 in totale) basta ed avanza: ALLUCINANTI. Non solo sono numerosi e richiedono strategie sempre diverse per arrivare al boss ma fanno davvero sudare il giocatore da quanto sono cervellotici,complessi come struttura…pieni di enigmi, nemici e sopratutto sono i più intricati della saga, a partire dal quinto inizierete a rimpiangere il Water temple di Ocarina of time, un lavoro encomiabile da parte dei geniali designer.

VOTO 10: Come al solito in quanto a gameplay Nintendo da paghe a tutti quanti, poco da fare.

LONGEVITA’ : Enorme e vasto come i capitoli su console casalinga dalla medesima struttura (anzi, il capitolo SNES, a Link to the past), molti segreti, dungeon e varie subquest (come quella dei baratti) portano la longevità sulle 20 ore, che mai annoiano e coinvolgono il giocatore, rapportata ai tempi era un’ottima durata, volendo essere pignoli lo è anche oggi, dove un gioco venduto a 70 euro dura anche un terzo a voler essere generosi.

Come capirete dalla mappa, visualizzabile con SELECT, il mondo di gioco è vario e molto vasto.

VOTO 9: Un’ottimo compromesso ieri come oggi, buona durata sia per un portatile ma anche se rapportata a titoli casalinghi.

GIUDIZIO: In sostanza un’ottimo capitolo della serie e un’ottimo gioco ancora oggi, consigliato ai fan della serie e non, ottimo per riscoprire le origini di Zelda. Da segnalare la reperibilità a 6 euro su eShop di Nintendo 3DS

VOTO GLOBALE: 8.5

P.S.: Buon compleanno principessa!

[Lo zio Ferra]