Intervista al Doctor game!!

Buonasera gentili lettori! Come anticipato nelle scorse settimane ecco arrivare la prima parte di un’intervista al mitico Doctor game! Al quale vanno i sentitissimi ringraziamenti miei e di tutti glì altri ragazzi della pagina!

Lo zio: Lei è veramente esperto di retrogame, come abbiamo potuto notare nei suoi video, in che anno ha iniziato a giocare? E con quale console?

Doctor game: Ho iniziato la mia “carriera” di videogiocatore nel lontano 1987, all’eta di 6 anni. Ovviamente con il caro, vecchio NES…

LZ: C’è qualche titolo in particolare che le ricorda la sua infanzia, o meglio, ci sono dei titoli che le fanno tornare in mente un momento particolare della vita, come ad esempio un natale speciale?

DG: I titoli che ho amato alla follia durante la mia infanzia sono moltissimi. Da Ice climber a Super Mario passando per Low-G-Man, Battle city, Battle of Olympus, Megaman e Zelda. Praticamente tutta roba nata su macchine Nintendo. Sono cresciuto da nintendaro convinto 🙂

LZ: Quali sono i suoi titoli preferiti? C’è qualche titolo in particolare che l’ha segnata come videogiocatore, quel titolo che accende in un ragazzo la passione per questo mondo?

DG: Come detto, mi hanno segnato sopratutto la saga di Super Mario e di Zelda, ma anche piccole chicche come il già citato Low-G-Man, Journey to Silius e Megaman hanno fatto fermentare in me l’amore per la fantascienza e la scienza in generale. Senza giochi di questo tipo non sarei mai diventato un “Doctor”!

LZ: Abbiamo visto nei Suoi video che possiede moltissime console: le ha recuperate negli anni o è sempre stato un suo puntiglio comprare e tenere in modo perfetto console, giochi ed accessori?

DG: Le console che possiedo le definisco sempre come parte di una “collezione molto giocata”. Sul piano meramente economico infatti non valgono molto…Ma se parliamo di affettività somo inestimabili. Non sono il classico collezionista perfettino e puntiglioso, anzi! Sfrutto moltissimo i pezzi della mia collezione e continuo a testarli e sperimentarli in varie versioni ancora oggi. E non importa se a lungo andare si deteriorano: c’è sempre tempo per un pò di manutenzione e, quando possibile, tornare a giocarci.

Si conclude così la prima parte! Ringrazio di nuovo voi lettori, ma sopratutto il Doctor game e lo staff di the phantom castle, per aver permesso tutto questo!

A presto per la seconda parte!!

Lo zio Ferra

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Retrospot, ah che nostalgia!

Buongiorno cari lettori, proprio oggi il vostro zietto preferito si è trovato a sistemare il suo armadio Nerd, ovvero quello in cui tiene tutte le vecchie console ed i vecchi giochi. Insomma, un buco impolverato che profuma di cartone vecchio e di muffa, perché sì: per il retrogamer l’odore di scatole vecchie anni ’90 è profumo! Vi chiederete cosa c’entra tutto questo con il titolo, vi chiederete se non sono ammattito all’improvviso, la risposta è no! Stavo per l’appunto sistemando quando mi sono capitate in mano le scatole del Super Nintendo e del Sega Megadrive, lì è stato un disastro: appena la mano ha toccato la scatola è partita nella mia mente il filmino nostalgico contenente i ricordi e le atmosfere di quando ero piccolo: i natali negli ipermercati con mamma e papà, i natali coi regali…i natali con gli spot martellanti di queste console! Jerry Calà, Walter Zenga e Lorenzo Cherubini alias Jovannotti, tutti testimonial di queste console, spot indimenticabili per chi come me, è nato alla fine dei mitici anni ’80!  Inutile dire che una volta acceso il pc è stato mio preciso dovere andare a riguardarmene almeno un paio!

Come dimenticare il mitico spot dove uno sbarbatiFFimo (lol) Jovannotti, invita a casa sua una pulzella, con l’intento di giocare al dottore, per poi ritrovarsi a prendere la paga a Super Mario Bros. ?

O quello del mitico Amiga 500, dove dei colori esplodevano su una tela per poi arrivare al mitico slogan “con Amiga 500, l’immaginazione lavora, lavora, lavora!” stile propaganda militare (devo ammettere che da piccolo non so perché ma quella voce mi spaventò a morte, forse è per quello che me lo ricordo bene)?

 

E voi? Quali pubblicità vi ricordate con particolare nostalgia? E ancora, avete degli spot esteri che vi piacciono particolarmente?? Segnalateceli!

Lo zio Ferra

Voglia di remake…ma era ed è realmente necessaria?

Nintendo direct di fine Gennaio, il mio sangue nerd ribolle per il ben di dio presentato dal Presidente Satoru Iwata: Shin megami tensei X Fire emblem, X dei monolith soft., Bayonetta 2, insomma, tanta roba che un Gamer con la G maiuscola vuole a prescindere. Sta per finire il tutto quando la parola passa a Eiji Anouma, il produttore di The legend of Zelda a partire da Majora’s mask.

Nuovo Zelda, in cui verranno ridefiniti i punti cardini della serie. Perfetto.

Remake in alta definizione di The legend of Zelda: The wind waker. Orgasmico.

 

Dove voglio arrivare? C’è sicuramente felicità per il remake di un titolo come quello, discutendo con un mio amico però è saltata fuori la frase scritta nel titolo: di questo e di altri remake ce n’è bisogno? Il mio pensiero riferito solo allo stesso Wind waker HD è: si diamine, il titolo è comunque invecchiato benissimo e in alta definizione rende davvero bene, dalle poche immagini trapelate.

Image

 

Si vede benissimo la differenza tra il titolo originale e il remake, d’altro canto il titolo è uscito su Gamecube e siamo sinceri, lo avevamo in 4 gatti, quanti non hanno giocato il titolo a suo tempo? Io penso sia il titolo perfetto per essere riscoperto da chi non lo ha giocato a suo tempo! Oltretutto trovo sia il titolo, unito alla curiosità per Zelda che scatta giocando a Nintendoland, più in grado di introdurre la serie ai neofiti! Oltre che alla grafica verrano migliorati anche gameplay e introdotto l’uso del gamepad, che quasi sicuramente non differirà molto dagli usi del touchscreen visti in Ocarina of time 3d, verranno presumibilmente inserite anche le parti tagliate dal gioco originale per mancanza di tempo, direi che se va tutto bene anche questo sarà un remake con i controfiocchi.

Un’altro remake fantastico fu a suo tempo Biohazard Rebirth, il fantasmagorico remake del primo Resident evil uscito nel 2002 su Nintendo Gamecube. Tutto e dico tutto fu migliorato: Grafica portata a livelli di eccellenza, con fondali prerender ad alta risoluzione e modelli poligonali fotorealistici, il tutto condito con effetti di luce in real time; Sonoro migliorato con doppiaggio ed effetti sonori rivisti;, Gameplay arricchito dall’uso delle armi secondarie, nuovi nemici ed enigmi ampliati e rivisti; Vennero aggiunte anche nuove aree della mansion che arricchivano l’esperienza di gioco, aumentandone la longevità di molto, in sostanza fu un lavoro magistrale, contenuto in ben 2 dischi, fu una mole impressionante di lavoro, ancora oggi considerato il miglior remake mai realizzato!Image

 

Questi 2 esempi “recenti”, sono quelli che io chiamo remake con un senso, ovvero titoli comunque vecchi e quindi di difficile reperibilità, che oltre alla grafica comunque hanno migliorie atte a rendere il titolo più fruibile, insomma, sono titoli che probabilmente saranno meglio degli originali, adatti sia a chi ha amato il gioco a suo tempo e vuole rigiocarlo in veste più moderna, che alla gente che vorrebbe giocarlo, perchè non lo ha mai fatto, in quanto il titolo è ormai scarsamente reperibile oppure si lasciano spavendare da quanto è invecchiato tecnologicamente parlando.

Ci sono invece i remake inutili, titoli che cambiano praticamente solo la grafica, adatti magari al fan più accanito o al neofita, ma senza aggiungere nulla al gioco originale, se non addirittura togliere roba!

E’ il caso a mio avviso dei Final Fantasy su psp, semplici upgrade grafici, identici alla versione Gameboy advance, portati poi addirittura su iPhone, Android ed ogni piattaforma disponibile, insomma, sono come il prezzemolo ma alla fine non sanno di nulla: a che serve avere Final Fantasy 1 su psp se a parte gli sprite in hi def ho lo stesso gioco che su Gameboy o smartphone e per giunta in inglese? Caso eclatante Final Fantasy 4, ok direte voi, contiene Interlude e il The year after, ma diamine, graficamente non cambia molto dalla versione Game boy advance e SCATTA! Avete capito bene, è un lavoro talmente marcio che scatta su Psp, console estremamente più potente di un Gameboy advance! 

Questi per me sono degli esempi di lavori meritevoli, ed altri da cestinare in toto, voi che ne pensate? Remake sì o remake no? Quali secondo voi meritano e altri invece sono da defenestrare come farei con la trama di FF8? 

 

Lo zio Ferra

Una console è una retroconsole: quando lo diventa?

Buongiorno lettori carissimi e nipoti vari, qui è il vostro Zietto che vi parla, ed è venuto a sottoporvi un’altra questione o più semplicemente, vi chiede una vostra opinione.

Si parla tanto in questo periodo di next gen di quì e next gen di lì, con rumor che dicono tutto e nulla, dove spesso la realtà (poca!) si confonde con sparate allucinanti (la maggior parte delle volte) su quelle che potrebbero essere le altre 2 console di ottava generazione. Questi discorsi vengono fuori ora dopo l’uscita di WiiU, tra parentesi sia lodata mamma N per quel pad, c’è un però! L’ottava generazione è già bella che iniziata, e lo ha fatto in ambito portatile, con un Nintendo 3ds in splendida forma, sia sul piano vendite che di quello dei giochi e da Sony psvita, che sarebbe più appropriato chiamare psmorte, ma questo è un’altro discorso!

Tutto questo sproloquio a cosa ci porta cari nipotazzi? Al punto dove volevo arrivare: nonostante l’uscita da ormai 2 anni dei successori, Nintendo ds e Sony psp continuano a macinare vendite mostruose, vuoi per il prezzo, vuoi per il parco titoli, nonostante siano macchine ormai obsolete. Quindi mi domandavo: quando una macchina deve essere considerata retrogame? Dal punto di vista commerciale ormai ds e psp lo sono, i successori sono fuori da un pezzo, ma dal punto di vista del pubblico? Assolutamente no, sono macchine stravendute e ancora con grande supporto degli sviluppatori, quindi di retrogame neanche a parlarne.

Qual’è il vostro pumto di vista quindi? Quando una macchina può essere considerata retroconsole a tutti glì effetti, specialmente durante il cambio generazionale? Il mio punto di vista è che lo diventa quando ormai le 2 condizioni di sopra non vi sono più, ovvero scarse vendite e supporto concluso, magari condito con una cessata produzione (ad esempio il gamecube). Escludo dal discorso i motivi temporali, un Dreamcast o un Genesis lo sono a
prescindere, diamine è passata una vita ed è ovvio che le condizioni sopra sono rispettate!

Voi che ne pensate? Siete con me od avete un altro punto di vista?

Con nerdaggine, Lo zio Ferra.

Le perplessità di un retrogamer

Rieccomi dopo una lunghissima assenza dovuta più che altro a problemi personali (si, son senza pc da parecchio tempo, ieri fortunatamente ho rimediato).
Vorrei porvi un quesito, sollevato anche dagli utenti di un noto forum italiano, specialmente i più vecchiotti: le campagne nei videogiochi si stanno davvero riducendo sempre di più, o siamo noi che diventando più abili negli anni ci mettiamo sempre meno? Io francamente sono propenso per la prima opzione, durate ridicole di campagne sacrificate per buttare dentro un multiplayer che diciamocelo, molto spesso non ci azzecca nulla! Anche la questione quick time event, sono arrivati ad inserirne ovunque, persino in Final Fantasy! O addirittura a basarci interi giochi (qualcuno ha detto Asura’s wrath?), ammazzandone sfida e rigiocabilita, perché ovviamente uno non si rifà le stesse cose 3 volte di fila, per lo meno quando queste sono esattamente le stesse, come in questò caso! Io non sono contro il quick time event in sé, a patto questò sia ben inserito, una cosa esterna al gameplay. Potremmo tirare in ballo alcune sequenze di Resident evil 4, dove erano presenti MA erano una cosa completamente esterna al gameplay, molto spesso infatti erano cutscene, o servivano a battere definitivamente un boss, il quale però aveva il suo pattern e dovevi tu giocatore mazzuolarlo per bene stando attento a quello che fai, e non bastava premere il pulsantino giusto per farlo fuori. Altro esempio sono quelli di Shenmue, né erano presenti parecchi è vero, ma tutto sommato il ruolo era marginale, il grosso della atmosfera lo facevano le ambientazioni curate al dettaglio, l’intreccio e sopratutto il battle system con le palle!
Naturalmente c’è anche il discorso degli script, addirittura oggi sono scriptati anche i salti, la morte dell’abilita di un giocatore.
Voi che ne pensate? La colpa è delle software house che pensano basti vendere una tamarrata holliwoodiana che si gioca da sola per guadagnare, o siamo noi giocatori (e per noi intendo la massa) a esser diventati dei decerebrati abituati allà pappa pronta? E sulla questione durata: è per colpa di script e qte, che
facilitano il tutto, che sembra diminuita, o siamo noi a essere troppo esigenti? Secondo me è colpa della massa, come dice j-ax: era meglio prima!

Lo zio Ferra

E’ arrivato un Megadrive! Ovvero, come collegarlo ad un tv in HD senza bestemmiare

Tempo di natale, tempo di retroregali, cosa c’è di meglio di un bel Megadrive per festeggiare l’arrivo del natale?

Con mia somma gioia ne ho trovato uno a 20 e dico 20 euro da un cliente della mia ragazza (lavora da gamestop per la cronaca), con 2 pad, tutti i cavi e 4 giochi: Quackshot e Altered beast boxati più Sonic the hedgehog e Ayrton Senna grand prix loose, ma diamine non mi lamento è tutto nuovissimo come appena uscito dalla scatola!

Arrivo a casa bello contento e mi viene il sudore freddo: mi ero dimenticato che ho quasi tutte le tv ad alta definizione! Brividi!

Provo a collegarlo al tv della sala ma niente, il cavo rf non sembra funzionare, provo le stesse frequenze del NES ma nulla, non funziona! Passo in cucina dove resiste l’unico CRT di casa ma nulla, pure li è morto, disperato lo collego al tv della cameretta, un LG full HD ma niente, è morto!

Seguono un paio di giorni di disperazione dopo la constatazione che non ci sono neanche adattatori per collegarlo con una scart al che mi viene un’illuminazione! La scansione automatica!

Stacco l’antenna e collego solo il Megadrive acceso, giustamente non trova nessun canale ma dopo circa 5 minuti salta fuori il canale 38 della TV analogica, dove vedo sfrecciare Sonic in tutta la sua magnificenza! Contento come un bimbo spengo tutto e riattacco l’antenna, giustamente rifaccio la sintonizzazione di tutti i canali e quando ha finito vado sulla sintonizzazione manuale della TV analogica e con il Megadrive acceso vado sul canale 38 e…magia! Sonic sta correndo come un pazzo!

Benvenuto in casa Ferrari Megadrive!

 

Lo zio Ferra

Recensione The legend of Zelda: Link’s awakening DX

Svegliati Link, è ora di liberare il Wind fish!

Il Link di A Link to the past è solo su una zattera in mezzo al mare quando all’improvvisto un fulmine lo colpisce facendolo naufragare…cosa succederà dopo il suo risveglio da parte della fanciulla Marin? E chi è il Wind fish, la creatura che dorme in cima al monte di Koholint island? Lo scopriremo solo giocando…

Questo capitolo è il remake per Game boy color (datato 1998) dell’omonimo titolo uscito sul primo Game boy 5 anni prima, si distingue per il colore (ovviamente direi!) e per un dungeon esclusivo basato sui colori, oltre che per l’uso della Game boy printer. In ogni caso la cartuccia funziona anche su un Game boy in bianco e nero, perdendo ovviamente alcune feature. Fu il primo Zelda portatile, incredibilmente senza alcun compromesso rispetto ai capitoli casalinghi o quasi!

TRAMA: è veramente basilare, giusto un pretesto ma ben fatta e con un ottimo finale, forse intuibile ma che mantiene l’alone fiabesco tipico della serie

VOTO 7: Basilare ma ben fatta

GRAFICA: Un titolo per Game boy ne più ne meno, sprite ben animati ma non molto dettagliati come ovvio che sia, d’altronde il titolo ha ben 20 anni sul gobbone, niente da dire sul fatto che per i tempi la grafica era straordinaria, però lo stile compensa le carenze tecniche rendendo il titolo godibile ancora oggi.

Nell’immagine la differenza tra l’originale e la versione DX.

VOTO 7: Titolo obsoleto ma ancora godibile grazie allo stile usato

SONORO: tema classico dell’Hyrule field riarrangiato per l’occasione del trasferimento sul mattoncino nero/viola, immediatamente riconoscibile, un ottimo lavoro a mio avviso, considerando anche che sono presenti diverse traccie che cambiano in base alla location, alla cittadina e sopratutto ogni dungeon ha la sua melodia caratteristica, anche il Wind fish theme entra facilmente nella testa per non uscirne più, probabilmente è la colonna sonora meglio curata tra i giochi di questa console. Ben fatti anche gli effetti sonori, tipici della saga e ricchi dei jingle tipici della serie.

VOTO 9,5: Ottima colonna sonora corredata da una grande varietà.

GAMEPLAY: Piccolo capitolo ma rivoluzionario, fu il primo capitolo a inserire la possibilità di assegnare gli oggetti utilizzabili ai rispettivi tasti, addirittura combinandone gli effetti (assegnano freccie e bombe ad A e B e premendo i tasti assieme si spara una freccia esplosiva). Fu anche il primo capitolo con visuale a volo di uccello a permettere a Link di saltare, la possibilità di suonare uno strumento, oltre che il primo a contenere una battaglia sottomarina, è possibile anche perdere del tempo pescando! I suggerimenti nel gioco vengono dati in maniera facoltativa, entrando in una cabina del telefono e chiamando il vecchio Ulrira esso ti dirà dove andare. Parlando di esplorazione non si può far a meno di notare come la struttura del gioco sia incredibilmente complessa anche se il gioco è un semplice ed obsoleto gioco per Game boy: un mondo vasto, pieno di segreti, grotte e labirinti, da scoprire gradualmente grazie ai numerosi strumenti che si verranno a possedere nel corso del gioco, tra cui il rampino e le immancabili bombe. Le ambientazioni sono varie, si va dalle foreste ed alle regioni con vasti laghi, dai cimiteri ed ai deserti, anche qui le differenze non mancano.

Una parola per i dungeon (9 in totale) basta ed avanza: ALLUCINANTI. Non solo sono numerosi e richiedono strategie sempre diverse per arrivare al boss ma fanno davvero sudare il giocatore da quanto sono cervellotici,complessi come struttura…pieni di enigmi, nemici e sopratutto sono i più intricati della saga, a partire dal quinto inizierete a rimpiangere il Water temple di Ocarina of time, un lavoro encomiabile da parte dei geniali designer.

VOTO 10: Come al solito in quanto a gameplay Nintendo da paghe a tutti quanti, poco da fare.

LONGEVITA’ : Enorme e vasto come i capitoli su console casalinga dalla medesima struttura (anzi, il capitolo SNES, a Link to the past), molti segreti, dungeon e varie subquest (come quella dei baratti) portano la longevità sulle 20 ore, che mai annoiano e coinvolgono il giocatore, rapportata ai tempi era un’ottima durata, volendo essere pignoli lo è anche oggi, dove un gioco venduto a 70 euro dura anche un terzo a voler essere generosi.

Come capirete dalla mappa, visualizzabile con SELECT, il mondo di gioco è vario e molto vasto.

VOTO 9: Un’ottimo compromesso ieri come oggi, buona durata sia per un portatile ma anche se rapportata a titoli casalinghi.

GIUDIZIO: In sostanza un’ottimo capitolo della serie e un’ottimo gioco ancora oggi, consigliato ai fan della serie e non, ottimo per riscoprire le origini di Zelda. Da segnalare la reperibilità a 6 euro su eShop di Nintendo 3DS

VOTO GLOBALE: 8.5

P.S.: Buon compleanno principessa!

[Lo zio Ferra]