Recensione Far Cry Instincts (2005, Ubisoft, Xbox)

Vedete, personalmente non sono mai stato un fan sfegatato di Far Cry. Quando uscì per PC (nel lontano 2004, se non erro) devo ammettere che il gioco mi impressionò parecchio tecnicamente parlando (sferzava bene la mia buona vecchia GeForce, a suo tempo); come non citare lo splendido effetto della riproduzione digitale dell’acqua, che è davvero il marchio di fabbrica della serie e una “firma” costante di Crytek. Comunque, il prodotto non mi convinceva del tutto ludicamente parlando. Per carità, era un fps molto divertente e vario/vasto, con una buona capacità di attrarre il giocatore. Tuttavia, la sua stessa vastità non riusciva ad incontrare i miei favori. Troppo vasto il mondo di gioco non è un difetto, ma troppe poche cose da farci in tutta questa estensione è classificabile come tale. La campagna principale si diradava in alcune sessioni “morte” di gioco votate un pò troppo all’esplorazione. L’adrenalina non restava mai costante, e a tutto questo di aggiungevano alcuni problemi strutturali come un’AI poco appagante, e la cattiva realizzazione di alcune sezioni come strutture/edifici immersi nella giungla. Il problema principale, comunque, era la mancanza di “furia”, ossia di quell’insana passione per la distruzione continuata e senza pause troppo marcate che dovrebbe avere qualsiasi fps, per il sottoscritto. Sapevo da tempo che il dinamico duo Crytek/Ubisoft aveva realizzato per la vecchia scatolona X una sorta di re-boot di Far Cry, rivisto e ripensato, ma non mi ero mai interessato al prodotto, per svariati motivi. Tempo fa becco su ebay a prezzo ridicolo questo Far Cry Istincts ed ovviamente colgo l’occasione al volo. Andiamo ad analizzare questa sorpresona succulenta dello studio di Montreal…

Che Istincts sia una versione “rivista e ripensata” del suo padre pcista è lampante. Sia nella storia che nella struttura propria di gioco. Capita che il protagonista, il disonorato ex-soldato Jack Carver venga a trovarsi in un brutto guaio mentre lavora da trasportatore/guida turistica/contrabbandiere sulla sua barca nell’esotica Micronesia. Il guaio in questione riguarda: una gnocca che trasportiamo che si rivelerà ben presto qualcosa di più che una turista, dei mercenari che battono tutte le isole dell’arcipelago alla nostra ricerca, un pazzo professore con manie “nazi-scientifiche” di elevazione della razza umana. Gli ingredienti di Far Cry ci sono tutti, senza che vi sveli altri dettagli della trama. L’inizio, in tal senso, è folgorante, la scena della fuga dalla barca in tuffo, mentre un elicottero ci lancia un missile potrebbe fare scuola ad Hollywood. La spettacolarità è uno dei punti costanti del prodotto, e viene garantita durante tutto il proseguio del gioco, con alcune trovate originali che andremo ad analizzare, su tutti l’uso dei poteri “ferini”. Dunque, la vastità e la struttura ludica del primo Far Cry non potevano essere riprodotti su console, lo sappiamo, sia per gli ovvi limiti tecnici della console Microsoft rispetto ai computer, sia per la stessa natura di sparatutto Pc, ben diverso dalle idee di fondo proprie di un fps su console. In ogni caso, Crytek è riuscita a caratterizzare e distinguere notevolmente il suddetto prodotto dal capitolo precendente. I limiti hardware hanno costretto i programmatori a ridurre le aree di gioco. Adesso le estensioni mare/terra/giungla sono più ridotte, agevolate anche da un’accorta suddivisione in missioni. Le isole sono più piccole, le giungle meno fitte, ma non se ne sente troppo la mancanza, sia per lo splendore tecnico di cui parleremo a breve, sia per l’ottimo lavoro che hanno svolto i designer. Raggiungere un determinato obiettivo di missione è fattibile scegliendo diversi percorsi: possiamo attraversare la giungla piena di rovine antiche, nuotare di soppiatto vicino alla costa, prendere uno dei tanti mezzi disponibili terrestri-marini-anfibi (c’è di tutto, quad, jeep, scooter d’acqua, motoscafi, gommoni, alianti, ecc…) e scorazzare via per il mondo di gioco, scegliendo se fuggire dai proiettili nemici o combattere senza pietà. Ovviamente non manca la classica modalità di fuoco su mezzo, dove passiamo al controllo della torretta-mitragliatrice montata ad esempio sul fuoristrada per far fuori il maggior numero possibile si sgherri. In effetti, vista la ridotta estensione delle mappe, si potrebbe pensare che l’utilizzo dei mezzi sia abbastanza superfluo (tranne in alcune sezioni dove è necessario saltare dirupi). In effetti non è così, perchè gli avversari si dimostrano ossi duri, spesso e volentieri, e affrontarli a viso aperto con un’arma per mano non è mai la soluzione più efficace. Allora si rendono utili i mezzi, per fuggire oppure per crivellare di colpi chiunque ci ostacoli, garantendoci una maggiore potenza di fuoco ed una rapida via di fuga motorizzata. Si può affermare che lo scopo primario (il trasporto) sia passato in secondo piano rispetto al motivo bellico. Comunque, è una figata non da poco, agevolata dall’ottimo controllo dei mezzi, sempre a metà tra arcade spettacolare e simulazione . Tutto più ristretto e più difficile, bellicamente parlando, non ci sono quasi mai lunghe pause morte. Comunque, se non bastasse il vasto, vastissimo arsenale di armi da fuoco a disposizione, le vie per uccidere sono molteplici, e diversificate…

Crytek ci mette nella condizione di utilizzare alcuni metodi non male per uccidere i mercenari (e non solo loro…) sparsi nell’isola, come ad esempio l’uccisione di soppiatto tramite coltello, oppure la preparazione delle trappole naturali, come un’arbusto più la classica corda, e costruendo una simpatica sorpresa per il malcapitato che vi metterà il piede. In effetti, la gestione delle trappole poteva essere meglio implementata, e sopratutto non limitata a poche zone specifiche nella vastità della giungla. Ma riuscire a farle funzionare dà notevole soddisfazione. L’AI avversaria è leggermente più intelligente del predecessore per Pc. E’ vero, niente Mandrake degli agguati, ma sono abbastanza scaltri da fermarsi e mettersi in stato d’allarme se sentono anche solo un fruscio nell’erba che provochiamo strisciando nei pressi. L’uso quindi della giungla come rifugio è fondamentale, specie quando siete senza veicolo e un gruppo numeroso di nemici vi sconsiglia un’azione alla Rambo. Tuttavia la gestione dello stealth mode non si limita a questo, ma si integra bene con l’aspetto più importante del gioco da un certo punto in poi, ossia i poteri ferini. Senza svelare troppo la trama, accade che il nostro eroe, mentre è sotto arresto, assuma per via endovenosa una sostanza capace di modificare il suo codice genetico, rendendolo “diverso”. Risultato? Forza sovrumana, velocità e balzi incredibili, vista notturna degna di un gatto e capacità di percepire la scia odorosa delle creature umane e non dell’isola. Si diventa una sorta di predatore animale. L’uso di questi poteri richiede il sacrificio di adrenalina, che si ricarica da sola molto lentamente ed è rara da trovare in gioco, ma dà un vantaggio tattico non da poco. Situazione classica: giungla di notte, non si vede una mazza. Attivate la visione ferina, o seguite le tracce odorose delle vostre future vittime, seguitele nascosti nell’erba e fateli fuori. Oppure, se siete a corto di proiettili, prendeteli a pugni stile Hulk e lanciateli via qualche chilometro, per poi fuggire sulla collina di fronte a voi con un solo salto. Figata, non da poco, pergiove. Tuttavia, oltre al consumo di adrenalina sussistono altri svantaggi. I suoni ad alta frequenza come quelli delle sirene disturberanno il nostro “nuovo” corpo, deformando la visuale e facendoci perdere vita, quindi attenzione nei posti di blocco. Inoltre, la resistenza ai proiettili a parità di vita/armatura è diminuita di un buon 20%. Quindi, dal momento in cui la storia prevede la nostra mutazione genetica, la musica cambia, il prodotto assume una sua identità ancora più marcata, con molteplici soluzioni. Cambiano anche alcuni nemici, perchè non siamo i soli ad aver subito questo trattamento genetico… Orrendi ibridi assetati di sangue si aggirano nelle isole, dando un sapore horror-fantascientifico a quest’esotica avventura. Alcuni di questi mostri sono davvero bastardi da uccidere, degni di essere considerati boss.

La campagna principale ha un buon bilanciamento della difficoltà, il tutto dura circa 14-15 ore di gioco, direi più che buono. Tuttavia la vera ciliegina sulla torta è rappresentata dal multiplayer. XBOX Live “old” è morto, è vero, ma rimangono ancora lo split-screen fino a 4 giocatori ed il System Link fino a 16 console. Le modalità sono molteplici, alcune incentrate sull’uso dei poteri ferini, ed ottime sono le mappe disponibili, ove è possibile utilizzare i mezzi per quelle con maggiore estensione. Ma il divertimento non finisce qua. Dico una sola parola: EDITOR. Si, avete capito bene. Istincts ci mette a disposizione un’editor molto semplice da usare ma molto potente ed esteso per la creazione di mappe, isole o giungle che siano. Possiamo divertirci a creare i nostri paradisi tropicali con tutti i dettagli naturali/strutturali che vogliamo, piazzare mezzi, armi, rovine, power-up, tutto… Pensavo fosse un tool molto limitato, invece è davvero ben realizzato. Via libera quindi alla creazione dei nostri mondi, che sia per un bel match a schermo condiviso oppure un bel System Link da fare almeno una volta all’anno con i propri amici, perchè è cosa buona è giusta 🙂 Ciò che resta da analizzare è il comparto tecnico. Magnifico è dir poco. E’ il Crytek engine, in tutto il suo splendore. Nonostante le ovvie limitazioni, lo spettacolo dell’oceano, dei riflessi, dell’illuminazione dinamica, della giungla è rimasto inalterato. Textures fantastiche, che perdono dettaglio solo nelle visuali più ravvicinate, forza bruta che muove un ammasso enorme di poligoni tutti illuminati ed animati, anche grazie ad un buon motore fisico a gestire il tutto. Modelli 3d fantastici e dinamici, chicche grafiche come i diversi filtri visivi per la visuale… eccezionale, davvero ottimo. Tra le migliori produzioni tecnicamente parlando mai viste su un 128 bit. Non pensavo di assistere a tanto, lo dico con franchezza. Ottimo anche l’audio, sia per quanto riguarda gli effetti ambientali che per l’adrenalinica colonna sonora. Notevolissimo il doppiaggio, tutto in italiano, realizzato da doppiatori finalemente professionisti evidentemente ispirati per l’occasione. Non mancano mai volgarità a profusione e battute sarcastiche del nostro Jack.

Insomma, Far Cry Istincts è un quasi un capolavoro. Si potrebbero muovere solo un paio di difetti al prodotto Ubisoft, in primis un’AI che poteva essere ancora migliorata e una longevità non eccezzionale (ma comunque buona). Forse, per chi è avvezzo di Fps, l’inizio non è molto difficile, ma verso fine gioco ci si ricrede presto. Il resto è sotto gli occhi di tutti. Tecnicamente un gioiello, ludicamente divertentissimo grazie alla trovata dei poteri ferini, vasto senza essere troppo dispersivo come il primo F.C. e rigiocabile più volte, grazie ad un multiplayer ottimo esaltato dal mai troppo lodato editor di mappe incluso ed utilizzabile fin da subito. Consigliato caldamente a tutti, senza riserve. Fatelo vostro.

Giudizio finale: A TRUE FUCKING FPS

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