Recensione Shadow Man (1999, Acclaim, PC/Nintendo 64/PlayStation/Dreamcast)

Ah, nostalgia canaglia. I giorni di gloria della Acclaim, li rivorremmo tutti noi, credo… Quando si sfornavano capolavori in serie: Turok 1 e 2, ReVolt e quest’incredibile Shadow Man, ennesima perla di una storica casa defunta troppo presto, travolta da mille eventi e mille problemi, che non staremo qui a narrare… Piuttosto inizierei codesta recensione specificando la versione del gioco che ho provato, ossia il port per PC, tecnicamente il migliore (alla pari, forse, con quello per Dreamcast). Tempi di fanciullezza digitale, quando The Games Machine era ancora un punto di riferimento valido per il gaming e rilasciava spesso capolavori in allegato… Bando ala tristezza, ordunque.

La trama di Shadow Man è in realtà ripresa da un fumetto (che non ho mai avuto modo di leggere) poco conosciuto pubblicato dalla Valiant Comics. Il nostro personaggio, un certo Michael LeRoi dall’aspetto ganzo e dalla cultura molto vasta, è in realtà uno Shadow Men, ossia un guerriero leggendario che, nella religione Voodoo (quella della Jamaica, non il culto dedito alla 3dfx, quello è un’altro…) ha il compito di vegliare sul labile confine che c’è tra il mondo materiale e la dimensione oscura, il mondo dei morti, delle ombre, della tenebra e delle anime prave. Non sto qui a spiegare il motivo della sua conversione a Guerriero Infernale, tutto è spiegato nell’intro del gioco (e nel manuale) con una bella storia. Ora, la mentore del buon Michael è una certa Mama Netti, una sorta di mistica stregona e indovina che per manterne giovane il suo bel magico corpo deve fare sesso spesso e volentieri (compreso con il nostro eroe). Bella scusa Mama, gli uomini la accetterebbero comunque volentieri… in ogni caso,  la maga ninfomane ha un sogno profetico dove vede cinque terribili serial killer del passato agli ordini di una creatura demoniaca, Legione, che vuole portare l’Apocalisse sulla terra (ed orde di demoni al seguito) sfruttando una sorta di portale, l’Asylum, sulla Terra stessa. A questo punto, il nostro baldo e prestante protagonista riceve in dono dalla battona dai magici poteri un orsacchiotto appartenuto al defunto fratello minore di Michael, che dona la capacità di spostarsi tra il piano terreno e quello infernale, un pò come si faceva in Soul Reaver pressapoco, ma non in tempo reale. L’orsacchiotto ed il suo potere hanno un ruolo fondamentale nel gameplay, come vedremo. Giunti negli inferi ci attende un simpatico serpentello dotato di teschio umano e cappello alla Slash detto Jaunty, un tipo simpatico pieno di auto-ironia che ha il compito di riferire gli spostamenti delle anime a Mama. Tra le sue citazioni acute e colte, la figaggine innata del nostro Guerriero (che negli inferi appare ganzo come non mai) e l’immenso ingresso degli Inferi che ci si spalanca davanti, inizia così l’avventura del Guerriero Ombra.

Il gameplay del prodotto Acclaim è un ottimo esempio di azione avventura in terza persone pre-2000. Se è pur vero che l’intima natura del gameplay risponde a canoni ancora in buona parte ancorati all’insegnamento dei Tomb Raider, qui molte delle meccaniche sono state raffinate, complicate mentre altre sono frutto di una sagace inventiva dei designer. La fase di platforming è molto ben alternata con quella di sparo. Il mondo dell’ombra è pieno di ostacoli, dirupi, fosse, fiumi di sangue, fuochi eterni che richiedono una certa perizia di movimento per essere superati indenni. Sia la gestione della telecamera che il sistema di controllo è più che buono, funzionale e piuttosto semplice, anche se ci si cimenta in un’ardita accoppiata mouse&tastiera. Si ha quindi immediata visione del buon lavoro fatto da Acclaim per evitare le odiosissime inquadrature lente e poco dinamiche della saga della signorina Lara. In effetti qualche problema persiste, specie in occasioni dove si è arrampicati, ma roba di poco conto. Durante il nostro peregrinare, sia sul piano terreno che su quello infernale,  dovremo raccogliere alcuni oggetti fondamentali, e non parlo solo delle ovvie chiavi, armi, munizioni e quant’altro, ma sopratutto delle anime dei demoni che falcieremo e dei cuori di creature infernali atte a potenziare non solo la potenza/velocità del nostro arsenale, ma anche a conferire poteri soprannaturali al nostro eroe. Accade quindi che ad un certo punto è possibile acquisire un potere per scalare una cascata, ad esempio, e raggiungere una zona che prima ci era preclusa. Sistema simile a quello di Soul Reaver, quando si faceva uso dei glifi. I poteri a disposizione sono numerosi e spesso fondamentali nell’economia di gioco. Naturalmente sono presenti i classici enigmi del caso (niente di complicato) atti a fare lavorare il cervello, oltre che la prontezza di riflessi. La fase di azione e sparatoria permette di gestire 2 armi contemporaneamente… Ohibò, direte voi, roba rara nel pre-2000 post fondoschiena Croftiano. In effetti, il ganzo eroe può usare 2 pistole contemporaneamente, oppure una pistola ed un’accetta, e via dicendo. Il sistema di puntamento è più che buono, in virtù del fatto che è semi-automatico, semplificando parecchio la vita; anche in movimento mirare e fare fuoco non è mai un grosso problema. Inizialmente, a dirla tutta, gli antagonisti che ci ritroveremo di fronte sono ben poca cosa, qualche animella peccatrice sperduta che può arrecare poco danno. E’ solo con il proseguire dell’avventura che ci si ritrova a che fare con spietati demoni piuttosto coriaci e non disposti a crepare senza farci male. Specie nella seconda metà del gioco, avere le armi potenziate a dovere è fondamentale in quanto le rogne non mancheranno, specie con i boss, alcuni davvero seccanti. Quindi promosso appieno anche l’aspetto bellico del prodotto Acclaim, che si eleva ben oltre la mera fase di sparo di molti action del suo tempo anche in virtù di poter usare tattiche davvero niente male sfruttando l’orsacchiotto di Michael. Non riuscite a farlo fuori nel mondo dei morti? Portatelo nel mondo dei vivi e fracassatelo senza pietà (e viceversa). Notevole il fatto che, teoricamente, è possibile esplorare il mondo di gioco senza un’ordine preciso di missioni, l’unico vincolo è la sconfitta dei boss, per poter proseguire nell’avvicente trama. L’avventura è piuttosto lunga, e non mancano i colpi di scena, direi che la longevità è più che buona, sulle 20 ore esplorando ogni angolo nascosto dei 2 piani di realtà.

Tecnicamente, Shadow Man era uno ottimo per il ’99 (e questo vale per tutte le versioni, tranne quella Ps1, davvero penosa). Su Pc la risoluzione maggiorata rispetto alle console esalta la capacità del motore di mostrare tessiture di notevole dettaglio e un’importante capacità poligonale. Grotte, templi sacrileghi, demoni, anime, cascate di sangue, tutto è ben dettagliato e non mostra segni di apparente rallentamento. La nota dolente sono le animazioni, alcune davvero penose, sia riguardanti il protagonista sia i suoi nemici. La situazione stranamente è pessima nei filmati mentre migliora clamorosamente quando si è in-game. A parte ciò, il lavoro fatto è da lodare anche per gli effetti di luce, splendidi, in particolare quelli nelle tonalità dell’azzurro/blu elettrico (dominanti). Menzione di riguardo per l’audio. Non solo il comparto sonoro è ottimo negli effetti e nelle musiche, ma il doppiaggio italiano è curatissimo. Raramente si assite ad una cura del genere, specie negli action degli anni 2000. Solo il già citato Soul Reaver lo supera, in tal senso. Ottima scelta delle voci di ogni personaggio, a partire dal protagonista e notevole attenzione nei testi e nella loro recitazione. Meno male che tutto (o quasi) è stato mantenuto, visto che la trama è piena di tocchi di classe, citazioni cinematografiche/letterarie ed iperboli lessicali. Fantastico!

Che difetti trovare a questa trascinante avventura? Invetibile non ricordare le magagne delle animazioni già citate prima, così come sarebbe scorretto non sottolineare il fatto che (fase di sparo a parte) metà dell’anima del gioco è in fondo un pò troppo platformesca e questo a qualcuno potrebbe non piacere. Ma sono difetti trascurabili di fronte alla solidtà del prodotto, un’ennesima gemma targata Acclaim, capace di garantire ore di divertimento e soprattutto di interessare con la trama originale. Bello, bello e ancora bello, c’è poco da dire. Fatelo vostro, anche su console. Prodotto di sostanza, roba di classe.

Giudizio finale: COOL STUFF

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4 commenti

  1. “Io sono il Signore della Terra dei Morti,nato dalle tenebre ai confini degli universi fra cui cammino. La terra dei vivi è priva di ciò che resta ancora di me e dimora qui,nella Terra dei Morti,dove il buio lambisce le rive della ragione… E come un Dio esco dalla contorta e putrescente carne di quel serpente che è la Terra dei Morti. Che nome ha il suo sonno? Quali sogni si annidano nel mortale srotolarsi delle sue spire? Brandisco un’arma… La mia mano traccia un arco di perfetta bellezza e colpisce la fine di tutte le cose. L’orrore. L’orrore. Lo abbraccio…”

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  2. Rosario

     /  15 novembre 2012

    Sarebbe fantastico avere un remake con texture e poligoni aggiornati, era un gioco davvero affascinante

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