Recensione Jet Set Radio Future (2002, Smilebit/Sega, Xbox)

Quando l’originalità nei videogame era ancora un valore riconosciuto e apprezzato, Jet Set Radio per Dreamcast rappresentò la personificazione del Genio Creativo in forma digitale su GD-Rom. Innanzitutto: Cel Shading, ossia quell’aspetto da cartone animato che fa sembrare tutto più bello. Poi, azione&velocità: se lo sognava anche Tony Hawk di poter esprimere la stessa tecnica furiosamente rapida dei runner di JSR. Infine: graffiti&murales ovunque, la via del Writer, con tutta una città da asservire alle nostre bombolette spray ed al nostro genio creativo. Trovando magari il tempo di lottare con le distopiche forze dell’ordine della città, oppressa da coorporazioni e lobby. Praticamente, un must.

 

E allora era inevitabile un seguito, senza se e senza ma, alla faccia di tutti i giocatori annoiati di Tekken Tag che-non-valeva-una-mazza su Ps2 ed a tutto il mondo nintendaro, che non avrebbero scommesso un cent sulla coppia Sega-Xbox. Ma se il mondo delle console targate Sega era perduto, il ruolo di terzo incomodo passava ovviamente a Microsoft. Pensando a quanti capolavori Sega ha dato alla Xbox, fu sicuramente una decisione (pur, in parte, imposta) molto sensata e fortunata. Il nostro Jet Set Radio Future è appunto uno dei maggiori esempi di qualità ludica concepibili nella generazione 128 bit. Un seguito raffinato, ampliato, migliorato, esaltato in ogni suo angolo del già leggendario JSR, grazie alle sapienti mani di Smilebit. E allora eccola là, la grande città, da liberare dall’oppressione di una lobby corrotta e stritolante, dove le gang (o le crew…) più disparate si danno battaglia a suon di opere d’arte sui muri di ogni palazzo, ponte, edificio.

Noi, novelli runner, gettati nel mezzo della battaglia urbana, sotto la sapiente guida dello strambo DJ della radio clandestina per eccellenza, la Jet Set Radio, dobbiamo prendere parte alla lotta e portare tutte le bande ad unirsi nella causa comune. Si potrebbe dire che la faccenda sia alquanto profonda, e se ancora qualcuno non lo avesse capito il Cel Shading non è applicabile solo a robetta Pre-Teen, bensì anche a prodotti complessi e ragionati come questo. Attraverso una serie di sfide, di abilità, tecnica con i roller e con i disegni, progrediremo nel nostro cammino che ci porterà ad essere leggenda dei writers. Il gameplay è studiato con cura: raramente i quartieri della città presentano zone “morte”, ogni angolo ha la sua ringhiera da grindare, la sua rampa da cui lanciarsi, ecc … ovunque ci sono segreti nascosti e chicche grafiche. Ed a folle velocità dovremo riempire le strade dei murales che noi sceglieremo, tra una vasta scelta iniziale, divisa per categorie di grandezza. In realtà ci sono decine e decine di loghi e stemmi pronti ad essere disegnati tutti da sbloccare con il progredire del gioco, ma la perla maggiore è l’editor di loghi: un pò difficile da usare, è uno strumento che con la pratica si rivela formidabile e permette di creare le nostre fantasie più estrose di writer. Quindi: libertà di idea, oltre che di movimento. Ci viene offerta la possibilità di cambiare il protagonista delle nostre scorribande, scegliendo tra la sfilza di simpatici e stravaganti personaggi della nostra banda, ognuno con diverse caratteristiche fisiche, tecniche e artistiche. Il che significa anche scegliere non solo il writer più adatto alle nostre caratteristiche, ma anche quello più adatto alla missione in corso. Quindi: pianificazione, ragionamento. La risposta più adatta a chi pensa che JSR sia solo corri-corri e disegna. La tecnica è peraltro molto difficile da domare alla perfezione e questo comporta numerosi fallimenti iniziali, con relative dolore cadute da notevoli altezze (ma non si muore subito, non è un simulatore…). Il sistema di controllo è perfettamente adattato al pad di Microsoft e con un pò di pazienza, si arriva a dominare il bagaglio notevole di salti, acrobazie e magie sui roller che il gioco ci mette a dispozione.

Ma non si tratta solo di uno sfoggio di agilità e tecnica, qui bisogna anche combattere. JSRF è un gioco spiccatamente pacifico e pacifista e non poteva che declinare la lotta in una versione più umana e divertente del mero scontro fisico. Quindi, all’accorrere degli sgherri della polizia privata della lobby, dovremo abbattere gli agenti a forza di bomboletta spray in faccia, suonandogliele di brutto e lasciandoli con più di una macchia sulla divisa 🙂 Sembra una roba fanciullesca, invece si rivela notevolmente difficile, specie contro i “boss”, in particolare un antipatico agente speciale che ci darà filo da torcere e non esiterà a spararci. Quindi: azione, frenesia. A fare da contorno a tutto questo spettacolo, c’è una colonna sonora DA URLO (su tutti, personalmente, il brano Teknopathetic), con brani entrati nella leggenda ludica, ove la techno si fonde al pop e alle più disparate correnti r’n’b, confluendo nella dance e nella j-music (ovviamente). La radio passerà in background incessantemente questo straordinario repertorio, rendendo ancora più piacevoli le scorribande. Anche qui ci sono alcune canzoni da sbloccare, come ciliegina sulla torta, una torta fatta da una marea di materiale extra che solo Panzer Dragoon Orta sembra surclassare, tutto stipato in un bel dvd da 4,5 gb. Altro che dual layer. Disponibile una fantastica modalità multiplayer in split-screen fino a 4 giocatori, con numerose modalità davvero fantasiose, che danno vita davvero a match epici e divertentissimi. Nella tecnica grafica, come abbiamo già detto, il tutto si riassume nel Cel Shading e nell’ottimo stile grafico impresso a tutto il prodotto, davvero unico e piacevole. Da notare (e lodare) l’ottimo dettaglio di tutte le locations e il superbo uso dei colori praticamente per tutto quello che appare a video: scuola di design, davvero. Sempre al massimo gli Fps, senza una minima incertezza anche nello sfrecciare più violento.

Non c’è niente che non vada in Future, sul piano del gameplay: livelli vari e vasti, azione diversificata e divertente, personaggi e storia interessanti, notevole longevità, comparto tecnico da urlo, multi fenomenale. Personalmente è un cult game, ma il punto è questo: l’unico grande difetto di Future, così come lo era per il suo predecessore, è che non è un prodotto per tutti. Non basta amare Tony Hawk, oppure apprezzare l’opera dei writer. Il gameplay che Smilebit ci propone richiede pazienza, una pazienza non zen ma direi piuttosto BEAT, accompagnata da una notevole dose di auto-umorismo, e voglia di andare oltre il puro aspetto formale. E’ così innovatore, rivoluzionario, forte ed immenso che necessariamente piacerà a pochi, è inevitabile. E’ un modo di intendere il gaming lontano anni luce da quello attuale che invade il mondo console, piatto e scialbo, votato allo sfornare incessante di sparatutto e giochi di ruolo massicci et pomposi. E’ lo stile Sega, portato ai massimi livelli. Qui, o vi piace, o lo odiate. Nessuna via di mezzo. Grazie, Sega.

Giudizio finale: CULT !!!!

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