RESIDENT EVIL (RETROspettiva notturna)

Tarda serata di un giorno di fine marzo anno 1996. Apro la porta di casa, una copia giapponese di Biohazard stretta nella mano destra. Giacca sul tavolo, scarpe in un angolo, entro in salotto convinto di sapere cosa fare. Chiudo la porta. Primo errore. Spengo la luce, secondo errore.

Disco dentro la console e tasto di accensione, joypad stretto fra le mani, occhio vagamente fisso, le immagini di introduzione scorrono sullo schermo introducendomi per la prima volta agli orrori di Raccoon City. La scomparsa del Team Bravo. La missione di recupero del Team Alpha. L’arrivo in elicottero e l’assalto da parte del branco di cani. infine la fuga nella misteriosa magione. Erano trascorsi 6 minuti e già cominciavo a guardarmi le spalle. Eppure ero solo in casa.

Davanti alla paura alcuni scelgono la fuga. Altri si fanno coraggio con l’incoscienza. Io decisi di non accendere le luci. Non solo perchè cresciuto su un onesta tradizione di film horror ma anche perchè era solo un videogioco. Mi ero ridotto ad avere paura di un videogioco? I primi passi della bella Jill Valentine mi presero di sorpresa. Nell’assoluto silenzio di quella villa disabitata, quel rumore ritmato usci dallo schermo per entrare senza preavviso nel mio salotto, giusto in tempo per farmi voltare ancora una volta.

Poi un susseguirsi di eventi marchiati a fuoco. L’incontro con il primo zombie. I colpi di pistola esplosi con il cuore in gola.  L’apertura lenta delle porte. Gli occhi si abituavano all’oscura schermata di caricamento, per poi essere assaliti dal lampo di luce della nuova locazione.

E partiva la folle ricerca su schermo, in quei pochi decimi di secondo, con la vista ancora annebbiata, per capire dove fosse il pericolo. Una stanza vuota o una presenza? Ed era come ritrovarsi di fronte alla morte. Un ammasso di carne putrefatta che si aggrappa al collo, mentre alle tue spalle solo il buio. Non nel gioco ma nel salotto. Ma io ormai dov’ero?

Dopo aver vagabondato per interminabili minuti, avevo già sfiorato più volte la crisi cardiaca. Ma quel corridoio mi avrebbe segnato. Entrato in quella nuova ala della casa, la tensione aveva raggiunto livelli di emergenza. Dopo pochi metri ormai ero sicuro. In fondo oltre l’angolo cieco ci sarebbe stato qualcuno ad attendermi. Un passo alla volta, un momento per guardarmi le spalle, il battito accelerato…. L’arrivo all’angolo! L’attesa… Ma quando cambierà l’inquadratura? E in quel momento il tempo si fermò. Un solo istante prima che un cane facesse irruzione nel corridoio sfondando la finestra in primo piano. Non potevo prevederlo. Nessuno poteva.

Per un attimo persi la capacità di reazione, e fu il gelo! Fu in quel momento che mi resi conto che non ero pronto per RESIDENT EVIL!  Ma c’era qualcuno pronto per RESIDENT EVIL?  ed era appena l’inizio….

Annunci
Articolo successivo
Lascia un commento

3 commenti

  1. Momenti epici, comprendo benissimo… Quello era il VERO stile R.E.

    Rispondi
  2. antonio

     /  26 gennaio 2012

    confermo la paura di quelle sere del 96!

    Rispondi
  3. Scusate ma sapreste dirmi qual e’ il valore di questo gioco? Compreso di licenza della Sony originale ed in condizioni perfette?? Grazie

    Rispondi

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: