Newsystems: Street Fighter IV (2008, Capcom, PC/Ps3/Xbox360)

Ed eccoci alla mia seconda recensione nella sezione Newsystems, dedicata questa volta al picchiaduro che sta letteralmente consumando schiere di pad del sottoscritto, tale è la ferocia di gioco nonchè l’esaltazione dei combattimenti. Street Fighter 4 è una manna dal cielo per chi, come me, recentemente si dedica a nuovi games solo su PC, non possendo X360 o Ps3. Quando la Capcom decise di rilasciarlo non come port da console, ma come versione sviluppata a parte e con cura, ebbi poi una sorta di orgasmo tantrico alla notizia. Era dai tempi di Street Fighter Alpha 2 che non si assisteva ad un impegno serio di mamma Capcom nei picchiaduro su PC. L’acquisto era obbligatorio, in tandem con un buon pad wired per la 360 he su PC rappresenta il meglio possibile. Aspetto con ansia di trovare ad un prezzo conveniente la recente Arcade Edition con Evil Ryu e Oni (Shin Akuma ancora più incazzato) ma di questo ne parlerò un’altra volta; andiamo ad analizzare il ricco piatto offertoci da Capcom.

In effetti, iniziare a fare la solita presentazione sul mondo di Street Fighter mi pare superfluo, quindi mi accingo immediatamente ad analizzare il gameplay. Capcom trasuda stile massimo da tutti i pori, e riversa tutto ciò anche in questo nuovo episodio, che è capace di far sentire ganzo ed eroicamente invicibile anche un qualsiasi nerdaccio da mouse+tastiera. L’intro è leggendaria, con un duello a colpi di Hadouken tra Ryu e Ken, con una colonna sonora trascinante ed un effetto visivo stile manga-3d che non saprei descrivere bene a parole, con quel nero di contorno ai personaggi che pare straziato dalla violenza della lotta. Epica, capace di dare una scarica di adrenalina unica. Il menu principale ci dà accesso al gioco o alle impostazioni PC, ma della sezione tecnica parleremo dopo. Ci sono le classiche modalità Storia, Arcade, Time Attack, Surival nonchè le opzioni per gli extra da sbloccare e le modalità di sfida online, riservate ai possessori di account Windows Live. Riportare in auge un marchio come Street Fighter significa dare un’impronta di qualità sopraffina ad un byte creato, e i tal senso Capcom sà sempre come comportarsi, proponendoci un roster di 26 personaggi (di cui 6 da sbloccare) ognuno con caratteristiche peculiari. Si è rapiti, anzitutto, dalla bellezza dei filmati di introduzione della modalità storia, realizzati come anime di ottima fattura, molto interessanti e studiati con cura, nonchè doppiati magistralmente. I personaggi sono un mix ben assortito dai vari capitoli della saga, più un paio di nuove entrate, con la classica possibilità di scegliere colori diversi per il vestito. Dovete sapere che SF non è mai stato un gioco per ragazzini, è un picchiaduro 2d duro e cazzuto, sopratutto a livelli di difficoltà elevati. La cosa è riproposta anche qui. Il 3d è solo un contorno, uno splendido contorno a dire il vero. Ripudiando opere infamanti e orripilanti come i capitoli della serie EX, Capcom trascina il giocatore in un mondo dove la tridimensionalità assurge a bellezze inimmaginabili, ancorando però tutto alla classica giocabilità ad 2 dimensioni; nessun snaturamento, nè rivoluzione, qui i tasti e le combo si eseguono come un Alpha/ Zero 3 con una lotta estesa in bidimensionale. E’ una scelta coraggiosa di mantenere un gameplay consolidato e strutturato negli anni, pur rifandocene il trucco massicciamente per adattarlo al nuovo scenario ludico. Una scelta vincente su tutti i fronti, questo è quello che chiediamo da SF, da sempre: sx,giù,dx+punch=hadouken, l’equazione perfetta che non ha bisogno del 2d. Chiaramente non ci si è limitati a riproporre meccaniche stantie, ma troviamo alcune novità di grande importanza, come il Focus Attack che è la summa dello stile iconografico che Capcom ha impresso al prodotto, con i personaggi che si caricano di energia con un effetto visivo da “disegno a china” davvero superbo ed originale, mosse utili oltre che belle, capaci di stordire o atterrare un personaggio ma controbilanciati da una certa lentezza d’esecuzione e dal limitato range d’azione. Ulteriore novità è il Quick Stand, che ci permette di contrattaccare rapidamente nella fase di ritorno in posizione dopo che siamo stati atterrati, cosa utile quando siamo a breve distanza dall’avversario, ma non sempre fattibile. Sono presenti le Ex Moves del claccio 3rd Strike, che permettono di eseguire le normali combo ad un livello di forza/velocità superiore ma con lo svantaggio di consumare a dismisura le barra di energia adibita alle super mosse. La strategia applicata all’arcade, questo è da sempre SF, perchè non è assolutamente pensabile andare avanti nemico su nemico solo usando calci, pugni e prese. Le combo sono ESSENZIALI, ed è un imposizione chiara che SF IV fa al giocatore: non concluderai mai il gioco, se non imparando attentamente le principali tecnice dei personaggi. La Cpu infatti è bastarda, aggressiva, veloce e soprattuto furba, visto che è capace di sfoderare super combo impensabili nei momenti meno frenetici dell’azione, rompendo le situazioni di stallo in maniere davvero difficili da prevedere. Serve precisione nei colpi, lestezza e concentrazione; siamo ai livelli si Street Fighter 3, dove si soffriva dannatamente ad ogni incontro: ESALTANTE. Devo dire che il parco mosse è abbastanza ampio per ogni personaggio ed è difficile arrivare ad approfondire le tecniche di tutti, difatti finiremo per utilizzare sempre quei 2 o 3 lottatori che conosciamo alla perfezione. L’unico appunto che posso fare in questo senso è il leggero sbilanciamento della forza a favore delle tecniche di Ryu e Akuma, e della velocità di Cammy: si poteva bilanciare il tutto in funzione degli altri, ma dopo un pò di pratica si prendono comunque le misure. Arrivare in fondo alla storia significa non solo godersi gli splendidi filmati finali, ma essere consapevoli di poter gestire giochi cazzuti e profondi, mica un Tekken qualsiasi. Certo, mi pare superfluo non ricercare realismo nelle movenze marziali dei combattenti, ma se cercate questo avete sbagliato picchiaduro. Per divertirvi come sadici pazzi appassionati di picchiaduro quale sono io, mettete la difficoltà al massimo e giocatevi un Survival, c’è da dar di matto 🙂

Tecnicamente, Capcom si comporta amorevolmente così come ha fatto con Devil May Cry 4, cioè proponendo un buon grado di personalizzazione del sistema video e un’ottimizzazione dell’engine davvero superba. Anche su chip grafici non propriamente recenti, si riesce ad ottenere un ottimo compresso tra qualità e velocità. Tutto è superbo, senza rallentamenti e dettagliatissimo, ed è esaltante vedere le animazioni di tutti i modelli 3d in movimenti nei vari stage dove lottiamo, tanto che spesso ci si distrae a guardare il paesaggio. La tecnica “cartoonesca” dei personaggi è perfetta e le animazioni sono fluide e stupende, nonchè esaltanti e gratificanti per il player. Al massimo dettaglio, SF IV è superbo, semplicemente superbo. Grazie, mamma Capcom, di questo lavoro tecnico notevolissimo. L’audio è ottimo, con bellissimi effetti sonori, doppiaggi fantastico (Akuma e Ryu leggendari come non mai nel loro filosofeggiare prima della battaglia) e le musiche piacevoli. Le sfide online sono la ciliegina sulla torta del prodotto, anche se il massimo si ottiene giocando con un amico e 2 pad, divertimento unico. Insomma SF IV è un capolavoro senza mezza termini, epico, trascinante, ben bilanciato nel sistema di lotta e profondo come nei migliori episodi della saga. Gioco da avere a prescindere; su PC, Ps3 o 360 come volete, ma compratelo.

Giudizio finale: EPIC, LEGEND… HADOUKEN!!!

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