Recensione Football Madness (Playstation, 2003)

VIUUUUUUUUUULENZA!

Cos’è Football Madness? Secondo chi scrive Football Madness è innanzitutto uno stato dell’anima. E’ il lato oscuro presente in tutti i calciofili/videogiocatori della mia età: una brutta bestia cresciuta a suon di cartellini rossi dopo aver falciato il portiere su Fifa 98, nutrita dalle costose sconfitte (500 lire a botta) nei match finali di tanti coin-op tipo Taito Power Goal o Soccer Brawl, fatta imbastardire con i calci volanti sulla nuca di Adidas Power Soccer e i tiri sballati di Bomba 98. Football Madness è arcade: semplice, brutale, grottesco e bastardo come solo il calcio arcade sa essere. Un piccolo concentrato esplosivo di purissima giocabilità. E tanto, tantissimo divertimento. Spartano ed essenziale come il filo spinato nella forma, ma ricchissimo nella sostanza. Se per voi il videogioco non è soltanto ultrarealismo, Football Madness sarà quantomeno molto divertente. Per me è stato amore 🙂 Ma veniamo ad un’analisi più profonda: prodotto dalla messinese Na.P.S. Team nel 2003, e distribuito dalla Phoenix Games, linea di giochi budget nota ai più per la bruttezza dei suoi titoli su Ps2, Football Madness è uno degli ultimi giochi ad essere pubblicati esclusivamente sulla prima console Sony. Nella sua stessa natura di gioco a basso costo rientra il fatto che le opzioni sono poche ed essenziali: due visuali di gioco, durata della partita e uso dei suoni. Per giocare possiamo scegliere sedici squadre nazionali (Italia, Belgio, Brasile, Francia, Cina, Grecia, Inghilterra, Giappone, Portogallo, Stati Uniti, Svezia, Spagna, Corea del Sud, Messico, Germania e Svizzera) da impiegare in tre modalità di gioco (lega, coppa e amichevole), su quattro campi (non stadi eh, cambia solo il fondo del terreno, selezionabile tra erba, asfalto, terra e sabbia). Nonostante questa linea minimalista che a qualcuno farà storcere il naso, il prodotto finale è tutt’altro che disprezzabile: infatti il Na.P.S. Team invece di fare la solita pseudosimulazione scialba e mal riuscita in omaggio ai trend del periodo, punta tutto su un arcade durissimo, partite 5 vs 5 completamente prive di regole e arbitraggio in cui succede di tutto! Pur senza avere un’AI particolarmente sviluppata (anzi, i giocatori spesso preferiscono fare a pugni tra loro piuttosto che sostenere l’azione) il gameplay è devastante, grosso, cattivo e tracimante: vedremo giocatori picchiarsi senza tanti complimenti, appendersi ai calzoncini dell’avversario cercando di fermarlo, o portieri che attraversano il campo con la palla tra le braccia per poi lanciarla nella porta avversaria facendo gol di mano (valido, ovviamente). In multiplayer tutto ciò diventa assolutamente esplosivo ed infatti è questa la dimensione in cui Football Madness dà il meglio, in grado di rovinare amicizie tra una botta virtuale e l’altra. Tutto ciò si basa praticamente su una rielaborazione di Rageball, altro titolo sportivo Na.P.S. Team, uscito nel 2001, anch’esso segnato dalla violenza più totale. Ma ne parleremo in un’altra recensione, tranquilli 🙂 Fondamentale il sistema dei power-ups (le “palle bonus”, come le chiama il sintetico booklet di ben 4 pagine che accompagna il gioco) che piovono sul campo durante la partita sotto forma di palloni di vario colore: offrono vari bonus come aumentare la velocità, le dimensioni dei nostri giocatori, o ancora rimpicciolire o congelare gli avversari. La grafica è mediocre, ma senza essere orrenda, in parole povere non è al passo coi tempi: buon uso dei poligoni ma un senso di generale austerità tecnica anche qui (giocatori fortemente stilizzati e tutti uguali, e un alone scuro attorno a tutta l’area di gioco in cui si disperdono le “architetture” dello stadio). Volendo fare un paragone illustre, la struttura dei giocatori ricorda quella degli energumeni del primo Goalstorm (1995). Purtroppo, anche il sonoro si muove sulla stessa linea: menù silenziosissimi (ma forse è meglio il silenzio della consueta jappomuzak da videogame, chi lo sa…) e audio della partita cadenzato dalle botte e dalle urla di dolore di chi le prende. In conclusione possiamo dire come Football Madness sia un gioco abbastanza (e ingiustamente) sottovalutato e a cui, a prima vista, non si darebbe una lira, un gioco che magari farà inorridire i puristi del calcio simulato alla perfezione, ma che invece è una gemma di giocabilità tremendamente divertente e coinvolgente.

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2 commenti

  1. Prodotto dal mitico team di miei concittadini 😀

    Rispondi
    • jaaak87

       /  2 dicembre 2011

      Idolissimi! Football Madness e Rageball due capolavori! 🙂 Mi dispiace solo di non aver mai provato Shadow Fighter 🙂

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