Recensione Gunvalkyrie (2004, Sega/Smilebit, Xbox)

Prodotto per il Dreamcast (già in avanzato sviluppo) e poi trasportato con le dovute migliorie sulla Xbox alla morte della console Sega, questa perla sconfinata che vado a recensire quasi commosso è la summa del concetto di shooter arcade made in Sega. Un gioco dallo stile così retrò ma dall’aspetto così moderno che solo chi vive a pane ed arcade può comprendere ed amare con tutto sè stesso. Il Dreamcast aveva una marea di giochi di questa natura: caterve di picchiaduro sopraffini, shooter purissimi e adventures molto action e poco avventura. E giocare a questo prodotto Smilebit significa calarsi in un’epoca passata, fatta di concept semplici, rozzi e difficili, solo truccati per una serata di gala dei nostri giorni. Un esempio di gioco che divide in due schieramenti i venditori su ebay, per farvi capire ciò che intendo. Da una parte coloro che non capiscono un’emerita mazza di qualità e rarità dei videogiochi e lo vendono a 12 euro scarsi ancora imballato (e qui mi fiondai io per l’affarone, nel lontano 2006), dall’altra chi sà cosa sia un Videogioco e lo vendo a prezzi che vanno da 20 a 40 euro tutt’oggi. Ma continuate a cercare, la rete è vasta e sconfinata (vediamo chi capisce la citazione 🙂 ).

Gunvalkyrie è uno Shooter, con la S maiuscola. Potreste benissimo lasciar perdere la visuale in terza persona e immaginare un visus alla Ikaruga, sarebbe lo stesso. Ma a questo ci arriveremo. L’ambientazione è originale, e notevoli sono i filmati e le animazioni di intro: STEAMPUNK allo stato puro! Si proprio quello dove accanto a signore vestite in eleganti abiti vittoriani ritroviamo astronavi magari mosse a reazione che cammino nella Londra del Big Bang. Ambiente, tempo e cause di questo futuro alternativo che ha investito la terra verranno spiegate nel corso del gioco. Dobbiamo ripulire numerose aree di vari mondi da una strabiliante varietà di creature piuttosto schifose ma soprattutto numerose, molto molto numerose. Credevate di aver visto il maggior numero di nemici a schermo nel discreto Chaos Legion? Ahah, non scherziamo. Gunvalkyrie vi inganna all’inizio della prima missione mostrando a schermo appena una decina di crerature aliene pronte a farci a pezzi ma rimedia da metà missione in poi mostrandoci la creazione di un gruppo di menti malate ma geniali quali sono alla Smilebit: decine, decine, decine, decine di creature che ci sommergono senza pietà, in un’orgia di morte e fuoco nel quale sopravvivere è roba da duri. Questa è Sega, ragazzi: se volete giochi abbordabili chiedete a Microsoft, Bungie e Square Enix. Abbiamo a disposizione 2 protagonisti da impersonare, diversi per caratteristiche (velocità, forza, precisione, resistenza) e armatura; all’inizio abbiamo a disposizione solo una prode guerriera dotata di un esoscheletro a Jetpack rinforzato ma finendo il gioco è possibile utilizzare il secondo eroe, molto più forte e abile con armi pesanti ma meno veloce e preciso della donna. L’uso del jetpack è fondamentale, perchè le aree di gioco sono vaste e abbastanza articolate in verticale, con alcune sezioni che definirei quasi da platform. Sta a noi impare alla perfezione il sistema di volo, con la pratica e la pazienza. Gunvalkyrie è uno dei pochi giochi Xbox a sfruttare ottimamente il suo joypad e si arriva presto ad una completa padronanza dei movimenti. Ma non basta muoversi e magari scappare dall”enorme legione di nemici che ci aspetta in ogni livello, qui dobbiamo imparare a sparare, nel senso non di sprecare proiettili alla cieca, ma di colpire con ferocia e precisione tutto ciò che si para davanti, usando l’arma più giusta a seconda della necessità (blaster, gatling o qualsiasi altra). A volte si è sommersi dal numero di nemici a schermo davvero impressionante, soprattutto a livelli elevati di difficoltà. Inoltre sembra che verso la fine del livello la gente della Sega abbia voluto istigare istinti da Berseker sanguinario nel povero giocatore, che si trova a dover affrontare un improvviso aumento di ferocia, numero e resistenza delle creature. Si consiglia di adottare un pò il metodo usato per gli FPS online stile Quake: muovetevi, sempre e comunque sparando, ma con precisione. Altrimenti siete fritti. Fortunatamente la visuale è ottimamente gestita e non ci sono problemi nella fasi di lotta in questo senso. Alla fine di ogni livello otteniamo dei crediti, utili ad acquistare potenziamenti ed oggetti, ma dovremo completare almeno 3-4 missioni consecutive per accumulare una somma tale da poter permettere un inventario degno di questo nome. E credetemi, non è facile. Ci sono missioni, soprattutto le ultime 2, dove la furia di fuoco, laser, sangue, jetpack e quant’altro vi farà quasi girar la testa e bisogna cercare di mantenere il sangue freddo a tutti i costi, perchè altrimenti non vi è speranza. Solo pochi giochi sulla Xbox come Ninja Gaiden o Panzer Dragoon Orta mi hanno dato così tante difficoltà come questo. E’ una litania del massacro senza pietà, questo Gunvalkyrie, e non ammette compromessi: o si domina oppure lo si abbandona per sempre. Nessun livello immenso, nè complessi enigmi, nè soluzioni innovative: è uno shooter sanguinario. Come dire, o lo si ama o lo si odia.

La tecnica del prodotto è stata certamente innalzata di qualità da quella che doveva essere la versione alpha sul Dreamcast. Qui le texture sono ottimamente realizzate, i modelli 3d animati fluidamente, gli effetti di luce strepitosi e la resa delle superfici liquide davvero sorprendente. Un comparto grafico di qualità sopraffina ma anche di sostanza, perchè capace di muovere a schermo un enorme numero di elementi senza rallentamenti apparenti, sempre sparato al massimo della velocità, ancora meglio di un Otogi 2, per citare un altro prodotto Sega. E meno male, aggiungo io, visto lo sterminio che ci attende.  L’audio è ben realizzato negli effetti sonori, un pò deludente nelle musiche di sottofondo, e sopratutto nei menu. Unica vera pecca del gioco, in effetti. Si potrebbe inserire tra i difetti l’eccessiva difficoltà di alcune missioni, ma personalmente amo lo sfida, e la pratica ripaga sempre, quindi non posso non apprezzare tutto ciò. Devo fare un plauso per come sono state realizzate le armature dei protagonisti e gli effetti del Jetpack, davvero ottimi. Non c’è multiplayer, ma si vi aspettavate un deathmatch da un gioco così allora siete fuori strada.

Si potrebbe definire una sorta di “padre” del moderno Vanquish per la 360, questo capolavoro Smilebit. Solo la Sega ed i suoi team associati sono capaci di produrre simili esempi di arcade moderno. Frenetici, furiosi e cazzuti, difficili come con mai e gratificanti per il giocatore che lotta come un’eroe nel tentativo di dominarli. Se amate questo genere e volete conoscere una gemma purtroppo spesso ignorata, allora non c’è motivo per lasciari sfuggire questo gioiello. Furia, fuoco e Jetpack: che volete di più dalla vita?

Giudizio finale: CULT

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