Recensione Alien La Clonazione [a.k.a. Alien Resurrection] (2000, Argonauts, PlayStation)

E’ opinione ampiamente diffusa ritenere Medal of Honor l’unico FPS valido sulla Ps1. E’ assoultamente falso, considerando anche l’eccessiva sopravvalutazione del prodotto EA. In realtà la Ps1 ha almeno altri 4 sparatutto in prima persona davvero ben realizzati ed Alien la Clonazione (Resurrection in America e Giappone) è uno di questi. Non capisco il motivo di così tanto disprezzo che ho riscontrato in alcune riviste verso codesto gioco, colpevole forse solo di esser uscito dopo lo splendido Alien Trilogy e di portare il nome di un film davvero poco riuscito, il peggiore della casa. Ma è un fardello immeritato, perchè la realtà è solo una: questo è gioco e di gran lunga più divertente e coinvolgente del film, malgrado ne condivida la trama. Ed è una rarità assoluta, se pensate alle caterve di ciofeche spacciate per giochi basate sui lungometraggi che occupano ancora oggi gli scaffali.

Dicevo, appunto, che la trama si basa a grandi linee su quella del quarto film della saga Alien, quindi con la nave-laboratorio Auriga e tutti gli xenomorfi mutati che ne fanno il loro terreno di caccia. Quello che rende varia l’azione è il poter impersonare vari protagonisti del film oltre a Ripley come Call ed alcuni membri della squadra di mercenari. L’obiettivo è quello di fuggire da Auriga con il mezzo di salvataggio “Betty”, ma la nave è davvero insidiosa in ogni angolo. L’atmosfera del film è ricreata alla grande è devo dire che gli ambienti della nave sono ottimanete realizzati quanto a stile, mostrandosi a volte così cupi e asfissianti da incutere un certo timore nello svoltare l’angolo, visti gli Alien in circolazione. Questo grazie alla superba realizzazione tecnica di cui fra poco parleremo. Giocando a suddetto titolo, si ha l’impressione di avere a che fare con un survival horror in prima persona. Chi ha provato i due capitoli di Alien vs Predator per PC targati Monolith sa che ci si poteva permettere un certo spazio di manovra in termini di munizioni e scontri, perchè in fondo restava pur sempre un FPS, anche se pauroso. Qui invece il gameplay è davvero duro e bastardo. Poche, pochissime munizioni in giro per la nave, pochi medikit (spesso nascosti) e la mitica torcia per vedere al buio che dura al massimo 3 minuti (e ci sono sezioni dove il buio è davvero Buio terrificante, come in Doom 3, per capirci, con le dovute differenze tecnologiche). Spesso ci si ritrova ad esaurire la luce della torcia e a dover fare affidamento alla scarsa illuminazione di alcuni settori della nave, tra cavi ad alta tensione distrutti e corridoi sinitri dove sentiamo i passi degli Alien che si avvicinano. Ad aumentare la sensazione di tensione c’è il classico radar che inizierà a fare il temuto “Bip… Bip…” aumentando in frequenza man mano che gli alieni si avvicinano. Alieni che davvero “escono dalle fottute pareti” per dirla alla Alien 2, cioè vi attaccheranno in gruppo da ogni direzione e che si rivelano duri a morire, specie se li affrontate con la pistola. Oltre alla varietà (non troppo varia, in effetti) di tipologie di xenomorfi, c’è la ciliegina sulla torta. I facehugger. Quei maleddetti schifosi insetti-larve che fuoriescono dalle uova e vi si attaccano in faccia per depositarvi un aieno in pancia. Sparsi per i settori inferiori della nave, si incontrano a decine di queste uova e conviene distruggerle in tempo prima che si aprano, altrimenti scatta una bella animazione che vedrà il mostro salirci in faccia e attaccarsi a noi (davvero schifoso, visto in prima persona). Possiamo sempre sparare a questi bastardi anche fuori dall’uovo ma sono piccoli e veloci, ci vuole una buona mira. Davvero inquietante. Una volta che ha depositato l’alieno nel nostro corpo abbiamo poco da vivere, giusto qualche minuto mentre la vita scende, prima di vedere la scena cruenta della nostre morte, a meno che non troviamo alcuni particolari medikit che uccidono l’ospite nel nostro esofago. Tutto molto difficile, anche a livello Normale, ve l’assicuro. Anche perchè possiamo salvare la partita solo in alcuni rari punti disposti circa a metà di ogni livello. Ciò comporta decisamente alcune sezioni davvero frustanti dove dobbiamo ripetere battaglie davvero difficili se muoriamo prima. Il sistema di controllo è ben bilanciato in generale, ma si nota una sorta di “legnosità” nel movimento analogico della visuale. Comnque è supportato il mouse per PS, se ne avete uno.

Parlando della tecnica, non posso fare a meno di dire: Magnifica. Così sottovalutato questo gioco, eppure così splendido anche tecnicamente. Ho già espresso la notevole cura nella costruzione dei livelli, davvero vasti e complessi in termini di poligoni. Le texture sono ottime in ogni sezione ed in alcuni punti appaiono curatissime. I modelli 3d degli Xenomorfi sono ottimamente realizzati e animati superbamente, terrificanti quando ci attaccheranno con la coda. Notevole anche lo stile dei personaggi umani, soprattutto per i soldati dell’Auriga. Quello che lascia stupiti è la cura del sistema di illuminazione: se Alien è paura nel buio, allora l’intento di replicarlo su gioco è stato centrato. Ce lo dice anche la schermata di loading iniziale: è consigliato giocare al buio per una maggior esperienza ludica. Il buio di questo gioco fa paura. Non quanto un Silent Hill, certo, ma fa comunque paura. Perchè alternato ad un sistema di illuminazione superbo, che gestisce con cura i riflessi dei neon e delle luci artificiali della nave sulle armi e sulle pareti, che crea giochi di luce tra sezioni al chiaro e sezioni all’oscurità da far salire l’adrenalina. Tutto contribuisce ad aumentare il claustrofobico e tutto comunque va a velocità costante, senza rallentamenti. Siamo ai limiti della Ps1, davvero. Notevolissimo il reparto audio, minato solo dalla mancanza di melodie magari tese e frenetiche per gli scontri e per le mancate voci dei personaggi (solo testo dei sottotitoli): peccato, perchè il gioco supporta il Dolby Sorround e le urla rabbioese e terribili degli alieni sono riprodotte alla perfezione, così come gli effetti delle armi.

I limiti maggiori di questo gioco sono da ricercare nella sua stessa natura. E’ un’avventura horror, più che un Fps, quindi conclusa la storia non c’è molto altro da fare, a meno di non sbloccare i codici e divertirsi con le munizioni infinite o l’immortalità. E’ assente un qualsiasi multiplayer ed è un peccato, perchè un buon split screen sarebbe stato il premio finale per il prodotto anche se dubito che la Ps1 sarebbe stata capace di gestire così vasta tecnica grafica anche in un semplice 1 vs 1. Se siete gamers duri e cazzuti e non vi spaventanto i save limitatissimi e le munizioni al contagocce, allora vi trovate davanti un signor prodotto, degno di attenzione e difficile come non mai. Altrimenti, c’è sempre Medal of Honor.

Giudizio finale: GOOD WORK, RIPLEY

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