Recensione Genma Onimusha (2002, Capcom, Xbox)

Uno dei titoli con i quali mamma Capcom cercò di far breccia (spesso invano) nei cuori degli utenti della vecchia X era proprio Onimusha, il simbolo della nuova era Ps2. In effetti tanto nuova non è visto che, andando a spulciare in rete, esiste un filmato che ne prova l’avanzato sviluppo già sulla Ps1, portata ai limiti estremi tecnicamente. Il gioco fu poi cancellato e portato sul monolite Sony. Poi, gli fu aggiunto “Genma” al titolo e fu proposto in versione Xbox. Ma il gioco è lo stesso, con il nostro solito carismatico protagonista samurai Samanosuke che lotta contro lo shogun Nobunaga che ha intenzione di sottomettere il Giappone con armate demoniache. Ci provano tutti a conquistare il Giappone ultimamente in casa Capcom, presumibilmente la sua conquista porta alla conquista del mondo ed è molto più figa della conquista degli Usa o peggio dell’Europa. Inutile farsi ulteriori trip mentali ed andiamo ad analizzare questo titolo.

Lo schema è quello collaudato (e già a quel tempo troppo abusato) dei classici survival horror Capcom, scuola Resident Evil. Telecamera fissa, sfondi pre-redendizzati e modelli 3d il più curati possibile. Tuttavia Onimusha non è solo un survival, anzi lo definirei un mix tra survival ed action. La struttura di gioco si ripartisce abbastanza equamente tra azione, esplorazione/enigmi e fuga “in stile Racoon City”. La componente action è valorizzata notevolmente: gli scontri con i nemici sono molteplici e non sempre facili, bisogna stare attenti al numero di avversari ed essere pronti a parare con la nostra arma. Possiamo usufruire di numerose armi che troveremo durante il cammino, compresa armi da gittata. Alcuni scontri con demoni maggiori sono difficili per la loro resistenza e richiedono un minimo di strategia. Fa la sua prima comparsa il guanto demoniaco eterno compagno di tutti i capitoli con Samanosuke; esso ci permette di assorbire vita, energia e punti esperienza usati per potenziare armi e armatura. Le combo con le lame sono limitate, è vero, ma non siamo in un Ninja Gaiden, non ne sentiremo la mancanza. Molto interessante ed utile e la possibilità di scatenere la forza del guanto una volta riempito di energia, cosa che torna utile con alcuni boss brutti e cattivi. La parte survival emerge quando ci rendiamo conto dell’esiguità delle erbe medicinali e della pochezza della nostra barra vitale, sopratutto all’inizio. Si comprende subito che non vale più l’approccio kamikaze, ma bisogna ragionare con calma su come gestire le risorse. Alcuni boss hanno attacchi imparabili e bisogna annientarli usando ingegnosi “strategemmi” che non vi svelo per chi non lo avesse mai provato. Gli enigmi non sono molto complessi e devo dire che in questo senso, vista la natura del gioco, hanno fatto bene a non trasformarlo in un Silent Hill “aggressivo”. Meglio combattere, che ragionare troppo, direbbe Samanosuke. Quello che non mi va giù del seguente gioco sono 2 elementi: la telecamera fissa classica Capcom che si adatta male alla natura più frenetica del prodotto e che spesso porta a svarioni nei movimenti, e l’uso maledetto del pad. Non posso capacitarmi che la configurazione primaria del pad della Xbox sia basata sul pad digitale per muoversi, relegando lo stick analogico sinistro alla mappa e quello destro al menu principale. Controlli penosi, tutt’altro che fluidi e spesso affetti da bug, visto che mi è capitato più volte che il personaggio restasse bloccato sulla sua posizione, costringendomi a dover staccare il pad e reinserirlo più volte. E’ l’unico grosso difetto della conversione da Ps2, quanto a bug, ma è davvero fastidioso.

Insomma, il gioco in sè non è difficile, ma sono questi elementi a renderlo snervante in più occasioni.A parte questi problemi, tecnicamente non ci si lamenta affatto. Il 2d degli sfondi ha la risaputa qualità Capcom ed i modelli sono ottimanente realizzati, sia i personaggi principali che i demoni. Spettacolari gli effetti di luce. L’aumento della risoluzione e la disponibilità di potenza della Xbox hanno giovato al prodotto rispetto alla versione Ps2, ma non più di quanto si potrebbe pensare. Il maggiore vantaggio lo si nota nei caricamenti da hard disk, davvero brevissimi. L’audio è ottimo sia nelle voci, sia nella colonna sonora, anche se ci sono tratti dove non trovo senso l’uso di melodie armoniose in mezzo a battaglie feroci. Qualcosa di più marziale, in stile orientale, sarebbe stato adatto.

Un buon gioco questo Genma Onimusha, senza dubbio. Piacevole per l’atmosfera ed i protagonisti, ma spesso seccante per le sue imperfezioni. Non è un capolavoro, ma è una sfida impegnativa che merita di essere provata. Anche se è pur vero che finita la storia, c’è ben poco da sbloccare. Poteva essere un capolavoro, avesse avuto maggior cura. Peccato.

Giudizio finale: Good

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