Recensione Jade Empire (2005, Bioware, Pc/Xbox)

Quello che si presenta innanzi ai nostri occhi è immenso: la Città Imperiale, perla assoluta e faro di tutta la civiltà splendente dell’Impero di Giada. E poi, più in là verso le pianure lontante, un antico monastero immerso in un paesaggio idilliaco, sotto lo sguardo vigile e presente degli Dei Celesti…

Questo è il mio vano tentativo di riassumere la magia e la potenza evocativa di questo capolavoro, Jade Empire, in una sola frase di senso compiuto. Ma è un tentativo fallito sul nascere, solo un esercizio di stile. Qui non si tratta di apprezzare o no gli RPG all’occidentale o la cultura orientale o chissachè. Qui si tratta di riconoscere che Jade Empire è un atto d’amore, non solo verso il videogioco in sè stesso ma verso la fantasia, il sogno, l’avventura, gli ideali, le emozioni e le passioni, ed il destino. Non indugiamo oltre, seguiamo il nostro percorso…

La Bioware ha espresso tutta la sua forza creativa, immensa ed avvincente, negli anni che vanno dal 2003 al 2006 nei quali ha prodotto dei capolavori, oltre al nostro Jade, assoluti ed inattacabili come i 2 Star Wars: Knights of The Old Republic (KOTOR 1 e KOTOR2: The Sith Lords) che hanno da insegnare ancora a decine di roulistici moderni quanto a qualità e profondità. E’ riuscita a creare un tipo di gameplay ben riconoscibile (evidentemente basato su Dugeons&Dragons), equilibrato e trascinante, e non è cosa da poco quando si ha a che fare con rpg occidentali. Il gioco ci vede allievi di un’accedemia di arti marziali, un piccolo e tranquillo Dojo di campagna, dove un vecchio e saggio maestro sta per diventare insieme a noi, suo novello studente, protagonista di un’epica vicenda. Di lì a poco infatti Mano della Morte cioè il terribile braccio armato dell’Imperatore di Giada, manda un esercito con l’intendo di distruggere il nostro villaggio, catturare il nostro anziano maestro e ucciderci senza pietà. Ma la verità è solo una linea sottile che può essere facilmente attraversata; innumerevoli colpi di scena, tradimenti e rivelazioni aspettano il nostro protagonista e sta a noi scegliere come affrontare il nostro inevitabile destino di guerriero. Senza far ricorso al background di Star Wars, la Bioware elabora una trama da far esultare un “Fuck Yeah” ad ogni giocatore quando ne avrà compresi tutti i risvolti. Questo è scrivere Storie, signori. Storie che non vi rivelo oltre, per non rovinarvi la sorpresa di ogni scoperta. Storie tutte ambientate in questo Impero di Giada, una sorta di Cina fiabesca dove è facile incontrare monaci guerrieri, briganti assassini, volpi celesti, divinità e demoni, draghi e maghe. Un mondo vivo, pulsante di vita, con numerose zone visitabili in lungo ed in largo: città, villaggi, monasteri, castelli, templi, rovine…

…E LA CITTA’ ! La città Imperiale è un focolare di umanità varia, con decine e decine di persone che camminano tra le sue vie ed i suoi palazzi: nobili, mercanti, monaci, funzionari ma anche venditori ambulanti, guerrieri, maestri e persone comuni. Bisogna rendersi conto della sensazione che il prodotto Bioware ci restituisce: decine di personaggi pronti ad affidarci missioni extra, centinaia di dialoghi e curiosità, negozi da visitare ed oggetti rari da comprare/vendere. E’ tutto una simulazione d’esistenza, questo Jade Empire. Non c’è attimo che non vi emozionerete al pensiero che quello che è contenuto in un Dvd dual layer è un intero mondo, con i suoi problemi, le sue glorie, le battaglie di quel guerriero, le ansie di quell’altro semplice pescatore, i problemi del fabbro indispettito… Meraviglia che riempie il cuore. E’ assolutamente necessario precisare che questo mondo ci sembrerà sempre diverso a seconda di come affronteremo il gioco. Come i 2 Kotor, creare il nostro personaggio non significa solo assegnargli delle caratteristiche estetiche (a partire dal sesso) e delle caratteristiche fisiche da sviluppare salendo di livello; il giocatore è portato a dover compiere delle scelte che influenzeranno non solo la missione alle quali sono relative, ma anche le missioni future, l’interazione sugli altri membri del nostro gruppo che ci seguiranno in questa avventura (ognuno con un proprio carattere, propri segreti e propri scopi) ed infine la conclusione stessa del gioco. Ecco, dove volevo arrivare. Non si tratta del fantamatico ed aleatorio Lato Chiaro/Oscuro della Forza del mondo Lucas, qui si tratta di scegliere tra bene e male, tra l’uso della nostra forza marziale per aiutare la giustizia e l’equilibrio o la prevaricazionde sui più deboli ed il tradimento per ottenere il potere. Il Sentiero della Mano Aperta o del Pugno Chiuso, questo è l’eterno dilemma che permea il nostro prodotto, le filosofie alla base del mondo di Giada. E non è scontato come sembra il percorrere sempre e comunque una di queste vie… Ma qui sta la vera potenza di base dell’impanto: la scelta, lo scontro morale con noi stessi, le decisioni difficili per noi ed i nostri compagni di viaggio. Ogni scelta comporta delle conseguenze, ciò significa che percorrere un certo percorso ci darà modo di approfondire la conoscenza di alcuni dei nostri compagni, percorrerne un’altro invece ci aprirà le porte di altri segreti. Inoltre queste scelte hanno influenza anche su taluni poteri magici (Ki) che possiamo utilizzare permettendo/precludendo l’uso di alcuni di essi. Cura del dettaglio quasi maniacale. Ci sarà un momento in cui vi perderete nel gameplay, crederete di far parte di esso, di essere sommersi dagli eventi. Ma ogni storia non è mai fine a se stessa, e tutto riconduce ad un preciso finale, diverso a seconda di chi siamo diventati. Ma non esiste solo la componente roulistica ed esplorativa: qui si combatte pure, e si fatica anche. Giocato a livelli di difficoltà Medio-Alti, il titolone Bioware si rivela una sfida di notevole portata soprattutto contro alcuni Boss (compreso quello finale, epico). Si scopre una natura quasi da action puro nel sistema di battaglia, ancora più di Kotor dove spesso di ricorreva al tasto Pausa, e si prova gusto nell’effettuare combo di 4-5 colpi con lo stile della Tigre o del Drago, oppure con la spada o lancia, o con le magie elementali oppure Evocative (trasformandoci magari in un demone…): manco fosse una sorta di remake di Vagrant Story. Ragione, calma e forza degl guerriero: non ne potrete fare a meno, nel mondo ostile dell’impero di Giada. Ovviamente ogni stile marziale disponibile è potenziabile e lo stesso vale per le armi, ma è difficile arrivare a svilupparli tutti nell’arco del gioco. La complessità di creazione e gestione dell’inventario è minore rispetto ai 2 Kotor, questo è un vantaggio per la semplicità ed uno svantaggio per chi si dilettava a costruire armi. In ogni caso, la parte del leone la fanno i poteri magici, in particolare se sceglierete di sviluppare più il Ki rispetto alla forza fisica. Poteri devastanti. A completare questo sconfinato insieme di missioni, segreti, sviluppi, luoghi e quant’altro ci sono dei simpatici minigiochi come la battaglia aerea che trasforma il gioco in una sorta di shooter isometrico (molto ben fatto e difficile) ed i classici giochi da tavolo cinesi, più complessi di quanto si pensi.

Per la tecnica, quello che mi sento di dire è raramente ho visto qualcosa di simile. L’atmosfera soffusa si mescola alla perfezione con il voluto design fiabesco del mondo, con una cura maniacale per colori, texuture, modelli e sopratutto animazioni, specie nei combattimenti. La forza del sistema X a 128bit è incredibile e se avete uno schermo di buona qualità, godetevi il massiccio dettaglio grafico presente ovunque, con la velocità che si mantiene quasi sempre altissima: le immagini parlano da sole. Spesso ciò che ci sorprende è la complessità delle strutture, non solo stupenamente realizzate quanto a stile orientale ma anche dotate di una massa poligonale assolutamente audace ed un dettaglio particolarizzato. Superfluo precisare l’incredibile qualità degli effetti di luce, clamorosi nelle magie. La colonna sonora è leggendaria e sempre consona alle situazioni di gioco, e le voci dei personaggi sono perfette, ben doppiate e consone al copione della storia. Ben fatti gli FMV, specie l’ultimo cioè quello dell’End Game dal lato della Mano Aperta dove non saprete se saltare o no dalla sedia dall’emozione. Controlli semplici ed intuitivi, curva di apprendimento ottima ed infine il save libero ovunque.

E’ tutto qui, lo splendore tecnico, ideologico e spirtuale Bioware. E’ la sua sfida di mettervi alla prova, di imporvi di scegliere chi essere, di rivelare davvero chi siete. Una summa di significati filosofici e lezioni di vita; un mondo che noi possiamo davvero cambiare con le nostre azioni, come parte del Tutto, dell’equilibrio delle cose. Questo va oltre la vita Zen, la dottrina di Confucio o le arti marziali. Ti tocca il cuore questo titolo, fino quasi a farti sentire parte del celeste Impero, qualunque sia il nostro destino, salvatore o distruttore. Non si poteva fare di meglio e non credo che sarà facile fare di meglio. Questo è l’apice, secondo il modesto parere del vostro redattore. Mettete da parte Mass Effect o Deus Ex, procuratevi Jade Empire e siate consapevoli di una cosa: possederlo significa amare non solo il videogioco, ma l’arte ed infine la vita.

Giudizio finale: IMMORTAL, EPIC, LEGEND

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: