Recensione Dead or Alive Ultimate (2004, Tecmo, Xbox)

La Tecmo sa sempre come attirare i suoi fan, non c’è dubbio. Almeno fin quando c’è stato Itagaki al comando: si apre un’era di incognite, senza l’essenza, l’anima del Team Ninja. In ogni caso, sappiamo tutti della grandissima qualità di DoA2 per Dreamcast, convertito poi molto bene su Ps2. E sappiamo tutti del bouncing estremo insito nella struttura di gioco 🙂 . Ma come ho già ribadito per DoA3, la Tecmo non produce solo seni e ragazze scosciate, bensì simulatori di Ninjitsu ed arti marziali molto accurati e realistici (con tutte le concessioni del caso, è pur sempre un videogioco jappo…). Questo DoA Ultimate è davvero una piacevolissima sorpresa, in quanto ripropone questo classico immortale secondo episodio sfruttando il motore grafico del più recente DoA3 e riempendolo di extra in misura ancora maggiore di quanto fu fatto con la Limited Edition per Dreamcast. In effetti Ultimate è davvero la fiera degli extra e dei bonus. Considerando la breve modalità Storia per ogni personaggio, ed il boss finale che rispetto a DoA 3 è molto più abbordabile, quello che conta di più è la lotta volta a sbloccare nuovi vestiti, voci per gli speaker, modalità, premi, art book e un paio di personaggi segreti.Direte voi, vale la pena di comprarsi un prodotto che, a conti fatti, è già visto? SI, perchè molto è cambiato nel design, perchè DOA2 è un ottimo picchiaduro e perchè (sorpresa, sorpresa) abbiamo 2 giochi in uno: questo DoA 2 ed il primo episodio per il Saturn, riveduto e corretto ad alta risoluzione attuale e con l’aggiunta di Ayane. Non lo sapevate? Sapevatelo!, per dirla alla Nonciclopedia. Piacevole sorpresa, anche se osservando il primo Doa ed  i modelli un pò squadrati di Kasumi e Ayane la lacrimuccia nostalgica spontanea fa pensare a quanti anni siano passati 🙂 .Ecco uno screen di come è stato riproposto:

Su questo primo episodio c’è poco da dire (nessun extra nuovo), quindi mi concentro sul secondo. Il parco mosse è vasto per ogni personaggio, ma il numero di movenze è minore, diciamo una ventina in meno per ogni personaggio. Ciò è eredità del gioco originale su Dreamcast, ma non si soffre più di tanto per la mancanza. Si nota invece una minore velocità di combattimento, non pienamente percettibile a chi non è avvezzo alle faccende Tecmo, ma chiara a chi ha avuto modo di giocare a DoA 3. Niente di che, è molto leggera, ma è una scelta ben ponderata. Questo episodio focalizza molto di più l’attenzione sulla tecnica pura e l’attesa, piuttosto che alla velocità e allo sposatemento. Ci si abitua presto anche qui, anche se personalemente preferisco quel 10% di velocità in più del terzo episodio. Ho notato anche una diminuzione della difficoltà del Survival, a parità di livello di difficoltà impostato, cosa che non ho apprezzato del tutto. Detto questo, la presenza di Ryu con il vestito di Ninja Gaiden basta da solo a far giocare ore 🙂 .

Se dal punto di vista del gameplay, questo DoA ora più che mai è molto simile ad un terzo episodio infarcito fino all’osso di extra, dal punto di vista grafico alla Tecmo si sono superati ancora. Lo splendore è massico, lampante, clamoroso. I modelli sembrano ancora più dettagliati nei vestiti e fluidi nei movimenti, gli effetti di luce sulla delicata pelle vellutata delle ragazze vi faranno cadere la mascella dallo stupore. Il motore di DoA 3 è stato spinto al limite. Vi invito a notare gli stage, che questa volta sono 21! Mai visto nulla di simile. Che si tratti di un antico castello giapponese, di un quartiere malfato di Shangai, di un tempio Zen, di una base di stoccaggio nucleare o di una Savana, non si può non ammirare la mole di dati animata e texturizzata alla perfezione. I petali dei ciliegi in fiore cadranno dagli alberi ed i vostri passi li smuoveranno da terra. L’acqua di una cascata sarà l’occasione giusta per farvi apprezzare la realisticità del sistema di gestione dei riflessi. Le luci psichedeliche di una discoteca adattata al wrestling vi iponotizzeranno. E poi lo stage del teatro dell’opera in fiamme, qualcosa di epico, una massa poligonale che brucia e che potete distruggere in varie zone. A volte mi chiedo come possa sorreggere tutto questo, la vecchia X. E’ incredibile davvero. Si deve vedere in azione, per credere alle mie parole: andate a vedere l’effetto di trasformazione dello stage contro il boss finale. Spettacolari e ottimamente realizzati gli FMV, degni di un film. Dal punto di vista audio, non siamo ancora a livelli d’eccellenza. La colonna sonora non è mai del tutto trascinante. Riconfermati gli Aerosmith, e qui devo fare una menzione d’onore per il filmato introduttivo, ben fatto e con l’ausilio della splendida “Dream On” del suddetto gruppo musicale.

E’ davvero un cult questo gioco. Non avesse avuto tutti questi extra e queste aggiunte, lo avrei considerato solo una riedizione del vecchio Doa2. Ma non si può non negare l’opera di svecchiamento e di cura operata da Tecmo, e la presenza del disco del primo DoA non può che far felici gli appassionati. Gran gioco, sotto tutti i punti di vista. Se non sbaglio i costumi totali di Kasumi sono 8, di cui 6 da sbloccare. Buon divertimento e mi raccomando, attenzione alle curve pericolose delle ragazze 🙂

Giudizio finale: GIMME MORE, BABY! …

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