International Superstar Soccer 64 (Nintendo 64, Konami, 1997)

Non saprei da dove cominciare per parlare di un gioco straordinario come Iss 64. Forse potrei andare indietro di qualche anno e tornare ai miei primi ricordi di retrogamer, quando qualcuno me lo consigliò come “miglior gioco di calcio a cui aveva messo mano” e io, quasi totalmente ignorante sul mondo Nintendo, e pessaro fedele, non gli diedi troppo ascolto. Quando capii che non era un mero clone dell’Iss Pro per Psx mi assicurai un N64 e feci mio anche il gioco. Dopo le prime partite non capivo perché il titolo della KCEO (Konami Computer Entertainment Osaka) fosse osannato ovunque come un capolavoro. Ma dopo un po’ di “studio” mi è stato chiaro che la giocabilità offerta da Iss 64 non è quella di un normale gioco arcade, ma pur non essendo una simulazione dura e pura come Iss Pro Evolution, è un’esperienza profonda e complessa di calcio virtuale, addirittura più complessa dei tanti giochi di casa KCET. Per andare oltre i paroloni, il gameplay è semplicemente DA URLO: nessun “binario”, la pugna è durissima, tosta, e i giocatori sono in continuo movimento per seguire l’azione che portiamo avanti, i terzini e gli esterni si sovrappongono sulla fascia (roba da lacrimoni agli occhi per la costanza con cui lo fanno), i centrocampisti centrali si inseriscono in attacco per intercettare le numerose palle vaganti in area (brutto affare di cui parleremo più avanti). Creare ragnatele di passaggi filtranti col tasto C up per mettere un attaccante davanti al portiere è bellissimo, e certe azioni che tireremo fuori con l’esperienza faranno impallidire il celebrato tiki-taka del Barcellona. Insomma un gameplay che per il 1997 è avanti di almeno un decennio…in quanti celebrati videogiochi degli ultimi anni i nostri compagni restavano legnosi legnosi a pensare ai loro affari mentre il generoso numero 10 di turno era costretto a tirare avanti la baracca dribblando qualsiasi cosa e tirando mine allucinanti dalla trequarti? Sulle prime non sarà facile, ma quando riusciremo a padroneggiare il complicato gameplay Iss 64 ci farà spuntare dei sorrisoni in faccia, azione dopo azione, sovrapposizione dopo sovrapposizione, filtrante dopo filtrante. Nella fase difensiva sono fondamentali tre cose: impostare almeno quattro strategie da applicare durante la partita (poi attivabili col tasto L unito ai tasti C), dare dei ruoli precisi ad ogni giocatore (in difesa dev’esserci sempre un libero “sweeper” tra i due centrali che avrà la funzione di comandare la retroguardia)e soprattutto imparare BENISSIMO l’uso delle scivolate e dei tackle. Il tackle leggero ci dà meno probabilità di prendere il pallone dai piedi dell’avversario, ma ci renderà anche meno “antipatici” agli occhi degli arbitri, che sono decisamente severi e non risparmiano il cartellino a nessuno. La scivolata invece va usata con cautela: se riuscite a farla col giusto tempismo vi permetterà di conquistare la sfera col 100% delle probabilità; se invece la sbaglierete le possibilità sono due, entrambe spiacevoli: o zappate i piedi all’avversario e l’arbitro vi ammonisce o addirittura espelle, o lasciate campo libero all’attaccante verso la vostra porta, E QUESTO E’ MALE (immaginate il mio avviso con la voce dello stregone cinese di “La paura fa novanta III”, dopo capirete meglio il motivo).
Venendo alla grafica non c’è niente da dire, se non BELLISSIMA: anche senza i loro veri nomi i giocatori sono facilmente ricollegabili a personaggi del calcio reale di allora (per essere banali: Carboni-Ravanelli, Allejo-Ronaldo, Murillo-Valderrama), le divise di gioco sono fatte estremamente bene, e il tutto scorre con una fludità ammirevole anche nei momenti più concitati, e credetemi, le mischie sono veramente tante ma non c’è mai nessun rallentamento. A portare altro zucchero in questo quadro già idilliaco ci sono gli stadi: vividi, agitati, colorati. Certo non c’è molto di più del solito effetto “carta da parati multicolor” per buona parte della partita, ma intanto questa si muove in continuazione, e quando i nostri giocatori si avvicinano agli spalti (ad esempio nelle esultanze) si possono chiaramente vedere dei soggetti stilizzati che spiccano alla base della folla muovendosi ed acclamando gli idoli in campo. Anche questi piccolissimi dettagli vi renderanno allegri. In più possiamo vedere le tante scenette che caratterizzeranno il taglio grafico estremamente curato e gradevole di questa serie: i giocatori che fanno stretching, l’arbitro che chiama a sé un giocatore per ammonirlo, ecc…anche queste aiutano a creare una stupenda atmosfera da partita vera.
Nelle modalità di gioco non troviamo niente di nuovo rispetto ai suoi predecessori a 16 bit: le consuete 36 squadre, impegnate nell’eterna World League, nell’International Cup e nella modalità Scenario, da sempre fiore all’occhiello del calcio di madama KCEO.
Il sonoro è senza infamia e senza lode, comunque tutt’altro che negativo: nei menù troveremo i soliti pezzi jappi di muzak da ascensore estremamente ripetitivi che vi porteranno a un passo dal collasso nervoso se ascoltati troppo. In partita l’audio è decisamente migliore: tralasciando il buon commentatore inglese, i suoni dello stadio sono fatti benissimo e sottolineano ogni istante della partita in maniera appropriata, un sonoro “buuuuu” per un fallaccio da dietro, così come un gioioso boato dopo ogni gol.
Veniamo adesso, purtroppo, all’unico grande lato negativo del grande Iss 64: i portieri. Questi loschi personaggi sono degli autentici fessi, che probabilmente si ritengono più adatti al tennis che al calcio e si cospargono bene di sapone prima di entrare in campo. Non aspettatevi MAI una presa da loro. Qualche volta possono arrivarci. Premendo non so bene che tasto sono riuscito a fargli fare delle uscite sui piedi dell’avversario, ma non metto la mano sul fuoco per il loro operato.
In genere le cose vanno così: arriva l’attaccante controllato dalla cpu, il nostro difensore di ruolo “sweeper” cicca l’intervento disperato mancando la palla, il nemico entra in area tronfio e sicuro di sé palla al piede, spara una saibella, il nostro portiere se la fa rimbalzare addosso manco fosse una personificazione della racchetta di Nadal e l’avversario si avventa a porta vuota (in genere seduto o in scivolata) sul pallone che ritorna in area per far danni. GOL. Finché non diventerete degli eroici incroci tra Beckenbauer, Baresi, Scirea e altri difensori di questo calibro la cpu vi metterà due o tre gol di questo genere in ogni partita. Ma noi siamo eroici e zemaniani e ne facciamo uno in più dell’avversario, vero? 🙂
Inoltre, sono abbastanza fastidiosi i rigori: dopo la visuale di tiro, non capisco perché il gioco lo faccia “ripetere” con visuale laterale, oltretutto caricando la scena con tempi pachidermici. Cosa che rende vana praticamente qualunque respinta dell’estremo difensore: con il cambio di visuale si perde il ritmo dell’azione e nel giro di pochi istanti l’attaccante avversario fionda in rete il pallone.
Ma questi difetti passano decisamente in secondo piano se confrontati all’immensa giocabilità offerta da Iss 64, anche perché sono arginabili con precisi provvedimenti tattici. Insomma è impossibile per qualsiasi cosa mettere in cattiva luce un capolavoro di tanta e tale caratura, che ancora oggi vanta una profondità di gioco invidiabile. L’unico rammarico è che la KCEO si sia un po’ fossilizzata su questo modello (in verità quasi perfetto), senza imprimere grossi cambiamenti ai suoi due successori su N64 e poi declinando mestamente con i deludenti ISS sulle console a 128 bit…

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3 commenti

  1. lozioferra

     /  18 ottobre 2011

    cazzarola ma io lo avevo *_*

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  2. eroici e zemaniani ahahaha spettacolare recensione 😀

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  3. jaaak87

     /  18 ottobre 2011

    Grazie Sergio >D per Iss questo e altro!

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