(Contro)Recensione Halo: Combat Evolved (2001, Bungie, Xbox)

La mia teoria, vasta ed articolata, contro Halo ed il suo mondo non è frutto di odio nè verso Microsoft nè verso gli FPS, nè verso chissachè: amo la mia vecchia Xbox e sono un Quaker di natura. La mia arringa accusatoria poggia su basi concrete che adesso andrò ad esporre con rigore e dovizia, senza pregiudizi nè voglia di protagonismo; non è mio interesse fingermi un novello sicofante del nostro millennio che arringa le folle di players contro lo strapotere economico Microsoft. Mi interssa piuttosto espormi un mio personale trattato di cultura ludica.

Tale gioco viene pubblicato nel 2001, come Killer-Application per la neonata console Microsoft. Ebbi l’occasione di acquistarlo solo tempo dopo, nel tardo 2003, quando acquistati la console in bundle con il suddetto gioco e Midtown Madness 3. In effetti ero strafelice dell’acquisto in tandem di console&”capolavoro” poichè avevo dato un’occhiata a numerose recensioni sparse qua e là, come quelle su spaziogames, su IGN, su gamsurf e moti altri: i voti oscillavano tra il 9 ed il 10. “Capolavoro assoluto, il futuro degli sparatutto, il gioco definitivo, bla bla…”. I complimenti si sprecavano. Non sono mai stato un tipo facilmente inflenzabile dal sistema hype: per dirne una, non mi sono mai minimamente interessati i tanto reclamati Tomb Raider e Final Fantasy. Eppure la pubblicità di quel supermarine spaziale ultracorazzato che affrontava una razza aliena in un mondo lontanto con la musica epica e… UFF! “Che emozione deve essere un gioco POTENTE”, pensai al tempo.

Fu la prova definitiva che confermò i miei sospetti di lunga data: mai fidarsi degli spot, mai fidarsi delle riviste specializzate, quando ci sono di mezzo produzioni milionarie firmate da giganti del software, gente scomoda da criticare…

Da buon giocatore di lunga data di FPS, malgrado la mia giovane età, mi aspettavo un inizio esaltante ed in effetti non restai deluso. Ancora oggi quei pochi mb che formano il menu principale di Halo sono un ottimo mix di grafica e musica “epica”: d’effetto, senza dubbio. Inizio la partita, modalità Difficile: accidenti, ho finito Quake 2 a mod hard, e lo stesso dicasi per Soldier of Fortune! Già a quel tempo avevo il curriculum giusto per un FPS. Si narra la storia dei nostri super marine, guidati dalla nostra super intelligenza artificiale, capitanti dal nostro super eroe: Master Chief. Ora, essendo abituato alle storie apocalittiche e distopiche di Id, o meglio ai raffinati intrecci investigativi del buon No One Lives Forever, questa storiella mi sembrava l’inizio di un poco sapiente mix tra Starship Troopers e Predator. Iniziava a farsi strada una parola terribile: banalità. In effetti, giocando fino in fondo la trama, si arriva alla conclusione che tutta la storia di Halo: Combat Evolved si basa sul classico stereotipo della super armata di marines “che sono i buoni” contro degli alieni “brutti, cattivi e che le prendono” e dove il nostro super soldato di poche parole e di millemila talenti riesce da solo a far fuori intere razze spaziali ed i loro mondi. Tutto per la classica salvezza dell’universo, con la classica frase finale: ho impressione che rivedremo i Covenant… prefiggendo un imminente seguito. Il punto è questo: sembra di assistere al film Commando di Schwarznegger, dove un solitario duro e cazzuto annienta da solo un esercito come se fosse un gioco da ragazzi, con i nemici loro malgrado solo semplici comparse, vittime di un copione rozzo. Almeno il film di Schwarzy faceva divertire per qualche assurda scena o simpatica battuta…

Come mio solito, inizio l’analisi dal punto di vista tecnico. Nel 2001 Halo era il top (almeno su console) come risoluzione, texture, modelli, vastità dell’engine. Tutto merito della straordinaria potenza della console Microsoft. Il punto è che mentre orde di riviste hanno puntato l’attenzione sul miracolo tecnologico raggiunto, in pochi hanno notato (o meglio voluto notare…) le magagne tecniche dietro a tutto questo. Ci sono numerosi momenti dove il framerate cala in maniera oscena da 60 FPS a mediamente 30-35 FPS… ricordo almeno la missione Assalto alla Sala Controllo: nelle fasi più concitate di lotta il gioco rallenta in maniera vistosa quando sono presenti molti nemici a schermo. Improponibile per uno sparatutto dove sono frequenti le situazioni concitate. Non mi si venga a dire che è la mole di dati: questo capita alcune zone sì, altre no, con pari numero di entità a schermo. Ciò significa frettolosa programmazione. Ed un uso forse spropositato di mappe di gioco enormi, con enormi spazi sprecati ed inaccessibili. Tra l’altro ci sono momenti dove questi cali di velocità impediscono uno scatto fondamentale per fuggire, oppure fanno sbagliare mira contro un nemico in volo. Guardando attentamente i modelli 3d, ci si accorge che, quanto a texture e realizzazione poligonale, la Namco aveva già fatto di meglio 3 anni fa: andatevi a guardare Soul Calibur per Dreamcast e le texture di Kilik e Cervantes, magari giocando a Venezia. Solo le texture del terreno e dell’acqua sono davvero il top per quel tempo: un merito per la Bungie (contiamoli, sono pochi). Aggiungo che in alcuni tratti la compenetrazione poligonale raggiunge tratti osceni, e questo è facilitato da un sistema di collisione su implosioni o cadute che solo con Unreal Tournament 2003 avrà buoni risultati. Qui capita spesso di vedere Master Chief morto su di una mina con le braccia sotto le gambe e vicerversa, la testa girata di 180° ed un altro marine che ci passa attraverso come fossimo erba secca. Con la grafica chiudo; per il sonoro c’è poco da dire, in generale è buono. Avrei preferito magari qualche soundtrack in più. Pessimo il doppiaggio italiano, in primis di Master: giocatelo in inglese se potete, fate un favore a voi stessi. Il nostro eroe ha la voce di un bibliotecario in pensione…

Passiamo alla disamina del gameplay. Posso dire subito una cosa: Halo è incostante, incostante da morire. In generale, anche a livello Difficile, il gioco è facile per larghissimi tratti. I nemici non sono molto furbi, non si coordinano bene tra di loro e solo pochi mostrano una dura resistenza. Si procede per i livelli con molta facilità, aiutati dalle comunicazioni della nostra IA alleata, e sopratutto da un level design che si è suicidato con le sue mani. Poteva essere ottimo, sopratutto guardando alcune strutture aliene poste negli esterni. Si riduce invece ad una serie di stanze spesso uguali tra loro, spoglie, senza varietà. Ben presto si intuisce che basta proseguire per le porte che si trovano aperte per finire il gioco. Questo vale sia per le strutture umane sia per quelle Covenant. La situazione migliora un pò per gli esterni, almeno vasti e popolati da discreta flora. Se si ha cura di gestire le munizioni e la vita, il gioco ti sorride: l’armatura quando non è colpita si ricarica, spesso si trova un’arma da portare con sè prendendola da un cadavere umano/alieno, alcuni nemici fanno opposizione ridicola… L’incostanza nasce in determinate situazioni. Tralasciando le già enunciate magagne tecniche per la velocità, accade che il gioco abbia un improvviso aumento della difficoltà, sproporzionato: è come se in corridoio si giocasse a Facilissimo, ed in un’altra stanza a Master Chief Level. Ciò è una mancanza di equilibrio grave, contando il fatto che spesso prima di queste situazioni siete a secco di munizioni (scelta studiata?…) e si deve tornare indietro di INTERE ZONE a recuperare magari una misera pistolina aliena, inutile contro un’orda di alieni che ci circonda. Non vi aspettate troppo aiuto dai vostri compagni marine, quando ci saranno: la IA più stupida mai vista in vita mia; sarebbero più svegli dei bradipi ubriachi in confronto a loro. Esilarante quando un vostro compagno si incastra in un angolo di un corridoio, o dietro una roccia 🙂 . Fastidioso, molto fastidioso, il sistema di checkpoint, che ci permette di salvare solo in occasione di essi e ci costringe spesso a ripetere intere sezioni, poichè tornando indietro il nuovo check ci impedisce di tentare di risparmiare vita e proiettili. Ah, adesso c’è la parte più bella, i veicoli: per spostarsi nel mondo di gioco, la Bungie ha realizzato jeep, tank, navicelle e quant’altro. Ben realizzate ed accattivanti, senza dubbio. C’è solo il problema che molti di loro sono inguidabili: il fuoristrada ha la manovrabilità peggiore mai vista nella storia dei videogiochi, avendo sospensioni così morbide che sembrano 2 palloni aerostatici: esaltanti le scene dove credete di aver affrontato la curva con tranquillità, ma lasciato lo stick il mezzo si capovolge. Ho fatto ore di camminate nel mondo di Halo, pur di evitare il fuoristrada. Va un pò meglio con i mezzi aerei. Menzione positiva per il sistema di controllo, senza dubbio funzionale. Uno dei pochi aspetti positivi del gameplay è ci sono alcune sezioni dove ci si diverte, seppur brevemente. Questo in virtù del numero di nemici e della freneticità, non della sfida che rappresentano. Finito il gioco, c’è poco da fare. Il multi risolleva le sorti della longevità, sfruttando appieno lo split screen ed il System Link fino a 16 giocatori (non era ancora uscito il Live nel 2001). Almeno sul fronte multigiocatore le note sono positive, con molte mappe e modalità, davvero interessanti.

Non posso dare più della sufficienza ad Halo. La Bungie SA di aver fatto solo un blockbuster adatto alla massa di players che non aveva idea di cosa fosse un FPS, e lo ha appositamente fatto così. Serviva una killer application, non ha importanza se bella o brutta, che vendesse con essa molte console e che facesse parlare di sè. Bungie era consapevole dei numerosi errori e svarioni commesi; difatti Halo 2 è decisamente un prodotto di miglior livello, al di là degli ovvi miglioramenti tecnici. Halo 2 E’ un buon gioco, senza dubbio: questo è imparare dai propri errori. Ma non si può giudicare il primo Halo: Combat Evolved nè un capolavoro, nè il re delle console. E’ un’occasione sprecata per i players serii; un prodotto della sotto-cultura di massa stile USA, come certi film pompati e fragorosi di Hollywood. E’ tuttavia un esemplare caso di forza dell’hype e del potere di persuasione. In fondo, ha avuto un merito non da poco: contribuire al diffondersi della Xbox. Lo perdono solo per questo. Ma lo lascio lì, quel suo dannato dvd, tra le pile di giochi che non oso toccare più, prodotti che rispondono ad una filosofia: “nella vita si dovrebbe provare tutto, per poi lasciare per sempre tutto ciò che non ti è piaciuto”. Così ho fatto.

Giudizio finale: BAD…

Annunci
Lascia un commento

3 commenti

  1. jaaak87

     /  17 ottobre 2011

    Grande recensione, ma non toccarmi “Commando” di Schwarzy 😀

    Rispondi
  2. Vehlan

     /  28 novembre 2014

    No scusa senti a me:
    Hai confuso i 2 Halo !
    La saga di Halo è sopravalutata e qui sono d’accordo ma invece è il primo Halo che è un buon gioco(non un capolavoro comunque diciamo da 7,5/8) con il secondo.. aaargh bocca mia taci! che è una vera presa per i fondelli:

    Halo2 (difetti)
    -capitolo1 noioso identico ad Halo1 (risveglio, corridoi della nave, stanze tutte uguali)
    -Le scene viste all’E3 ambientate sulla terra tagliate clamorosamente dalla Bungie !
    -gameplay identico all’1 anzi peggio (ricarica scudo e gravità aumentata rendono tutto troppo facile)
    -sceneggiatura confusa, contorta e troncata di netto sul finale
    -level design: ..mah qualche buon livello sparso qua e là in mezzo a tutti gli altri anonimi e mediocri(copia&incolla rules !:))
    -livelli dove si gioca con l’alieno pessimi, inopportuni e irritanti.

    quindi, riassumendo Halo1 buono ma non originale ne tantomeno capolavoro
    Halo2.. bleah !

    Rispondi

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: