Recensione Dead or Alive 3 (2002, Tecmo, Xbox)

Il bouncing. Cioè lo scuotimento ritmico ed ipnotico del seno, marchio di fabbrica di Itagaki che è (anzi ormai era, purtroppo) leader del Team Ninja. Ora, questo simpatico gruppo di maniaci e maestri del software ha voluto imprimere a quasi tutti i suoi prodotti il seguente concetto: Big Boobs, Great Girls, Big Fun. La cosa ha sempre attirato il popolo maschile dei gamers che ha sempre ripagato il team portando alla gloria le sue saghe ludiche: Dead or Alive e Ninja Gaiden, principalmente.  Tuttavia, il buon Itagaki è anche tra i primi 5 creatori di games al mondo quanto a qualità e ciò si può constatare con mano fin dal primo DOA per Saturn. E’ vero, a suo tempo avete notato solo lo scuotimento delle tette di Kasumi, lo so. E se avevate la versione per Ps1 la situazione è ancora più clamorosa. Non parliamo poi di DOA2 per Dreamcast… Eppure questa serie non è solo belle ragazze seminude o svestite dall’aspetto di teenager nipponiche. Da sempre la serie DOA è fatta da picchiaduro serissimi, per giocatori pazienti e duri a morire. Itagaki produce SOLO giochi serissimi. E’ con lo spirito di chi aveva già consumato 2 pad con DOA per Ps1 che mi lanciai su questo episodio per la cara vecchia scatola X.

Dead or Alive 3 è un gioco creato per andare oltre la forma (o meglio le f’orme’ delle protagoniste); è un gioco per imparare a combattere. E lo dice chi, come me, pratica arti marziali (Ninjitsu) da qualche tempo.

In realtà tutti i DOA hanno nel campionario di mosse quasi tutte esecuzioni di tecniche reali. Clamorose le prese di Kasumi e Ayane che sono le stesse che pratico ad allenamento (scuola Bujinkan).  Perchè DOA è combattere da Ninja, prima di tutto, anche se gli altri stili marziali sono ben rappresentati. E’ un gioco serio, perchè rifiuta la freneticità di un Tekken qualsiasi ed il tecnicismo esasperato di King of Fighters. L’azione non è mai nè troppo lenta nè troppo furiosa e scordatevi le combo senza sosta basate solo su pugni e calci. Qui servono le prese (alle braccia o le gambe), le contromosse e le schivate. Qui l’analogico sinistro non esiste solo per riempire il joypad ma vi serve a muovermi nell’arena di lotta, così da arrivare dietro al vostro avversario e POW! colpire duro e deciso: sappiate che ci sono quasi 90 tecniche per ogni personaggio. Le arene riprendono lo stile di DOA2 e permettono di accedere a sotto zone nascoste, magari cadendo da un balcone o da un palazzo; ci si ritrova in nuove zone e molti elementi possono essere distrutti: pietre, ghiaccio, vetri, luci e molto altro. Perchè DOA è anche la concessione stilistica di sopravvivere ad una caduta da 10 piani (cavolo, questo è Itagaki, non uno studioso di simulazioni!). Ovviamente, la grafica è un capolavoro assoluto, uno dei vertici mai raggiunti sulla console Microsoft. Incredibile il design dei combattenti, i riflessi, le luci ed incredibile il design degli stage, unici. Un pò sottotono il sonoro, al quale hanno partecipato gli Aerosmith ma con brani decisamente non trascinanti. Le modalità di gioco sono numerose ma ci sono pochi extra da sbloccare, un errore che non commetteranno con DOA2 Ultimate sempre per la X. Nota finale: un boss finale forte, veloce e bastardo come raramente si incontra in un fighting game. Ed era ora.

Detto tutto ciò,  da buon fanatico di Tecmo e Team Ninja quale sono io, non posso far altro che considerare questo DOA3 un capolavoro, un prodotto esclusivo che richiede pazienza e tempra ma che vi permetterà di comprendere una cosa: se dominate le tecniche di DOA, potete concludere qualsiasi picchiaduro.

Giudizio finale: LET’S FIGHT, BABY!

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3 commenti

  1. Mirco Parisi

     /  7 ottobre 2011

    AHHAHAHAHAHAHAHAH 😀 IL BOUNCING http://www.fondosgratis.com.mx/archivos/temp/4638/400_1217902346_tina-armstrong.jpg comunque Tina Armstrong best videogame chick ever!

    Rispondi
    • anche DOA Xtreme 1&2 hanno grande appeal xD ma non per la lotta… LOOL xD Cmq per gestire il bouncing su DoA 3 è stato creato con un codice a parte, un engine fisico per renderlo conforme ai movimenti. Davvero. Il team Ninja sa sempre cosa fare quando si tratta di tette 😀

    • Mirco Parisi

       /  9 ottobre 2011

      eh beh

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